Il passaggio di Woltemade al Newcastle dimostra che il Bayern Monaco non è più l’unica destinazione possibile per i talenti tedeschi

Sono passate poche settimane da un altro acquisto fallito dai bavaresi, quello di Florian Wirtz, e quindi si può dire: in Bundes le cose stanno cambiando.
di Redazione Undici 29 Agosto 2025 alle 01:59

Il trasferimento non è ancora ufficiale, ma la notizia dell’accordo tra lo Stoccarda, il Newcastle e Nick Woltemade ha già un potenziale enorme. Per un motivo molto semplice da individuare: chi ha seguito il calciomercato sa benissimo che il Bayern Monaco ha manifestato pubblicamente il suo interesse per l’attaccante della Nazionale tedesca Under 21, eppure alla fine il giocatore andrà in un altro club. E in un altro Paese, per giunta. Ecco, per la Bundesliga, quindi per gli equilibri storici del calcio tedesco, questa sequenza di eventi rappresenta una vera e propria rivoluzione, un rovesciamento totale delle prospettive. Perché fino a qualche anno fa i migliori talenti dei club di Bundes, a maggior ragione quelli di nazionalità tedesca, erano praticamente destinati ad andare al Bayern. E spesso il passaggio in Baviera avveniva a parametro zero, rendendo la situazione ancora più sgradevole: in pratica il Bayern parlava prima col giocatore in questione e poi con la sua società, aspettava che il suo contratto si avvicinasse alla scadenza e poi lo prendeva senza versare un centesimo per il cartellino. È andata in questo modo con Lewandowski, Pizarro, Guerreiro. Guardando ai soli giocatori tedeschi, è andata in questo modo con Goretzka, Nubel, Kirchoff.

In realtà, almeno per come ci è stato raccontato da giornalisti e insider di mercato, anche Woltemade aveva già raggiunto l’accordo col Bayern. Solo che lo Stoccarda si è messo di traverso, nel senso che si è impuntato e ha deciso di rifiutare le offerte del club campione di Germania. In attesa, evidentemente, che si presentasse l’occasione per incassare più soldi. È arrivato il Newcastle, ha offerto 80 milioni di euro e la società tedesca ha detto sì. Anche il giocatore ha accettato la destinazione, e in qualche modo la novità assoluta sta proprio in queste mosse di risposta: Woltemade ha deciso di trasferirsi in Inghilterra, di non aspettare l’anno prossimo o la scadenza del suo contratto per andare al Bayern; lo Stoccarda, da parte sua, non ha ceduto al pressing – mediatico, ovviamente anche economico – della società più potente di Germania e ha trovato una soluzione più remunerativa.

Un altro aspetto fondamentale della questione riguarda Florian Wirtz. Oppure, per dirla meglio: il fatto che il rifiuto dello Stoccarda e il mancato trasferimento di Woltemade al Bayern siano arrivati nella stessa sessione in cui Wirtz ha detto no al club bavarese, ma poi ha detto sì al Liverpool. È chiaro, in questa dinamica pesa l’enorme ricchezza dei club di Premier League, anche rispetto a un colosso sportivo e finanziario come il Bayern Monaco, così come è chiaro che la situazione di partenza e lo status dei due giocatori sia diverso. Il punto, però, è che questa doppia missione fallita – come per Woltemade, anche per Wirtz il Bayern aveva manifestato pubblicamente il suo interesse – finisce per confermare la tendenza degli ultimi anni, quella per cui il Bayern sta facendo più fatica a esercitare il suo storico predominio di mercato sulle altre società di Bundes. Lo ha scritto il magazine Kicker tre mesi fa, nei giorni del passaggio di Wirtz al Liverpool: «i tempi sono cambiati: una volta il passaggio al Bayern era automatico, oggi non lo è più. Havertz è andato al Chelsea nel 2020, Haaland è andato al Manchester City nel 2022, Bellingham è andato al Real Madrid nel 2023».

Tutto questo ovviamente non vuol dire che il Bayern non abbia la squadra – di gran lunga – migliore della Bundesliga, o che non abbia fatto grandi colpi di mercato. In questo senso, gli arrivi di Luís Díaz e Jonathan Tah sono tanta roba. Allo stesso tempo, però, aver mancato due acquisti che sembravano fatti, scontati, inevitabili, dimostra che stiamo entrando in una nuova era. Magari c’è da fare la tara di un budget di mercato risicato, da giorni in Germnia si rincorre la notizia per cui il direttore sportivo Max Eberl non abbia più margine per concludere affari a titolo definitivo, ma i segnali degli ultimi anni vanno tutti in un’unica direzione: per chi gioca in Germania e dimostra di avere talento, il mercato va oltre Monaco di Baviera. Finalmente, viene da dire.

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