L’Italia di De Giorgi, campione del mondo di volley maschile per la seconda volta di fila, è entrata nella leggenda

Gli Azzurri hanno battuto la Bulgaria in quattro set, dimostrando di essere la Nazionale più completa di tutte.
di Redazione Undici 28 Settembre 2025 alle 14:56

Per capire quanto l’Italvolley di Federico De Giorgi sia entrata definitivamente nella storia dello sport italiano, basta guardare l’espressione del ct non appena l’arbitro ha indicato con la mano sinistra il punto con cui la sua Nazionale ha conquistato il secondo titolo mondiale di fila, il quinto in assoluto per l’Italia. Una faccia contenta sì, ma quasi rilassata, come se la sua squadra avesse fatto quasi il suo dovere e non compiuto l’ennesima impresa del suo ciclo. Non un segno di spocchia, ma di consapevolezza, di quanto i suoi ragazzi abbiano raggiunto un apice altissimo che, però, era anche nelle loro corde.

Nei primi due set della finale contro la Bulgaria, a fare la differenza è stata la potenza al servizio dell’Italia. Yuri Romanò prima e Alessandro Michieletto poi hanno piazzato delle mini strisce di tre ace consecutivi che hanno indirizzato i parziali verso gli azzurri. Gli schiacciatori italiani, Bottolo su tutti, sono stati un incubo sui primi scambi della partita per la Bulgaria, incapace di trovare tutta quella serie di accorgimenti che servono a proteggere chi va a opporsi alla schiacciata in caso in cui la palla passi tra le mani o venga scavalcata da un pallonetto. Una difficoltà emersa palesemente nell’ultimo terzo di set, conclusosi 25-21 grazie a una grande incrociata di Bottolo.

I bulgsri, allenati da Chicco Blengini, uno che conosce bene l’Italvolley per averla guidata dal 2015 al 2021 prima dell’arrivo di De Giorgi, hanno pian pian trovato le contromisure. I numeri di ricezione e palleggio sono migliorati, ma non quelli di contrattacco. Per questo non sono riusciti a rientrare dallo strappo che Michieletto ha azionato in battuta nel secondo set, chiuso sul 25-17 per l’Italia.

La prima metà di gara è stata quindi oggettivamente dominata dall’Italia, che ha dimostrato ancora una volta come mentalmente sia una squadra fortissima. Ogni volta che la bulgari provava a riavvicinarsi sul -2, è arrivato un parziale azzurro, fatto di cose semplici, ricezioni (straordinario il libero Balaso) palleggio e schiacciata, spesso a trovare le mani di un muro bulgaro comunque molto compatto. Potenza e precisione, sembrano cosa banali, ma al più alto livello possibile, in una finale mondiale di uno sport così analitico come la pallavolo, sono questi microscopici dettagli a cambiare il trend di una partita.

Esattamente quello che è capitato nel terzo set, solo a campi invertiti. È stata la Bulgaria a condurre fin dalle prime azioni. L’Italia ha abbassato la potenza del braccio a servizio e la nazionale di Blengini ne ha approfittato, recuperando meglio le posizioni e diventando titanica a muro. I Bulgari hanno cominciato a vincere il set dopo i dieci punti, prerogativa di solito italiana. Il resto poi l’ha fatto un top player come Alexsandar Nicolov, che ha messo in grossa difficoltà Russo e Anzani, picchiando forte sulle loro mani e variando le soluzioni con giocate corte per insaccare il pallone tra la rete e gli opposti azzurri. I Bulgari hanno allungato fino al +6 gestendo poi fino al 25-17 finale.

Da metà terzo set in poi l’Italia aveva già la testa al quarto. Una scelta azzardata, perché non è mai semplice riaccendere la luce dopo che ti hanno tolto diverse certezze. Eppure è stata la decisione corretta: nel quarto parziale, infatti, non c’è stata storia. Una frazione dominata con lampi di classe da parte di tutti. Un segnale di quanto l’Italoa sia la Nazionale più completa e forte del pianeta. E che meriti di essere entrata nella leggenda.

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