Il calcio europeo ha ormai raggiunto livelli di attenzione al dettaglio quasi maniacali. Tra droni per filmare allenamenti e partite, maxi schermi in campo per proiettare le immagini in diretta, sistemi di tracking per il monitoraggio delle prestazioni degli atleti e centinaia di software per l’analisi tattica e dei dati, ogni club di prima divisione possiede un certo numero di tecnologie che aiutano lo staff tecnico e dirigenziale nel proprio lavoro. A vincere, quindi, sono anche i club che sperimentano di più, che trovano metodi innovativi e funzionali per eliminare quanto più possibile l’elemento di varianza in una partita. È nata così una corsa a chi ha cerca il “nuovo strumento” più cool sul mercato, perché è pure in questo modo che si fanno punti e si alzano trofei.
L’ultima trovata arriva direttamente dal mondo del golf e riguarda l’allenamento sui calci di punizione diretti. Segnare in questo modo è sempre più una rarità, e all’Aston Villa se ne sono decisamente accorti. Volendo invertire il trend, si sono rivolti a Austin MacPhee e al suo strumento, il Trackman. Se questi due nomi non vi dicono granché, niente paura: MacPhee ha 46 anni, è scozzese e avrebbe anche fatto il calciatore in passato, ma al Forfar Athletic (quarta divisione nazionale) non è arrivato in prima squadra. Si è poi trasferito al college negli Stati Uniti, a Wilmington, in North Carolina, dove ha giocato per i Seahawcks, per poi chiudere la carriera a 27 anni in Romania. Ha cominciato però subito a fare l’assistente allenatore, specializzandosi sempre di più nelle situazioni di gioco da fermo e scalando la piramide del calcio scozzese: St Mirren, Hearts e infine la Nazionale, per poi passare nello staff del Portogallo. Da qualche tempo lavora anche per i villans, sempre come set pieces coach.
La sua più grande innovazione, come detto, è l’utilizzo del Trackman, un misuratore di traiettorie solitamente visto nei campi da golf professionistici. Questa scatola arancione fornisce dati in tempo reale che hanno rivoluzionato il modo in cui i migliori giocatori del mondo misurano i loro colpi sul green. A settembre, il terzino sinistro del Bayer Leverkusen, Álex Grimaldo, ha segnato tre punizioni dirette in due partite consecutive e ha esultato con un gesto da golfista, riferendosi proprio al lavoro con il Trackman. Anche all’Aston Villa il sistema sta funzionando, per info potete a Buendía e Rogers, a segno nelle ultime due giornate proprio su punizione diretta.
La tecnica del top spin è ormai considerata una delle più efficaci per segnare da punizione diretta, e non è un segreto che dietro ogni tiro ci siano ore di preparazione. Buendía ha iniziato a lavorare con MacPhee su questa nuova tecnica oltre due anni fa, e i suoi esercizi replicano esattamente il gol segnato contro il Bournemouth. Lo stesso vale per Rogers, che si è allenato duramente per padroneggiare questo modo di tirare. Il gol contro il Leeds è praticamente identico a ciò che prova in seduta: una variante della knuckleball, una conclusione che punta a far salire e scendere la palla molto rapidamente. I giocatori usano Trackman per monitorare velocità della palla, tasso di rotazione e distanza. Alla ricerca di innovazione, l’Aston Villa ha costruito anche una “barriera difensiva” nel centro sportivo Bodymoor Heath: alta 2,4 metri, più di qualsiasi giocatore della Premier League permette di simulare realisticamente i salti dei giocatori schierati dai portieri per schermare le punizioni. Trackman misura anche l’altezza della palla mentre supera la barriera. In allenamento, Rogers e Buendía possono calciare una punizione da 20 metri con un’altezza massima di 2,58 m e centrare comunque la porta, dando loro la sicurezza di replicare la tecnica in partita. Sanno che, se colpiscono bene, sarà difficile deviare il loro tiro, per qualsiasi difensore.
«Quando abbiamo mostrato il Trackman a un ex portiere molto famoso, è rimasto sbalordito»,ha spiegato a The Athletic Jordan Garbutt, responsabile del settore calcio di Trackman. Il ct del Portogallo Roberto Martínez, con cui MacPhee collabora da anni, aveva già usato Trackman nel 2019 con il Belgio, ma ammette che nessuno del suo staff lo ha mai utilizzato in modo così efficace come MacPhee: «Austin lo usa in modo fantastico», ha raccontato il tecnico spagnolo, «e questo ci aiuta molto nella preparazione. Abbiamo sempre potuto misurare i movimenti dei giocatori, ma misurare il movimento della palla è un’altra cosa. Dare questo feedback al giocatore cambia completamente il gioco». Anche i portieri usano il Trackman, soprattutto per migliorare il rinvio e la distribuzione. Ma man mano che i tiratori diventano sempre più precisi, intuiscono la traiettoria e partono prima, correndo il rischio, però, che il tiratore colpisca nell’angolo opposto. Pure i club di categorie inferiori stanno adottando il sistema, alla ricerca di quei piccoli vantaggi che possono fare la differenza.