Pensate alla faccia di Jamie Vardy quando ha letto sui social l’intenzione dei proprietari dello Shieffield United. Lui, grandissimo tifoso del Wednesday, che deve ancora riprendersi dall’ultimo posto in Champioship e dalla sconfitta nel derby in casa, per 3-0, di domenica scorsa, chissà cosa ha pensato nel vedere l’idea del management degli odiati rivali di fondere il loro club con la squadra del suo cuore. Sì, perché pare proprio che i proprietari dello Sheffield United abbiano pensato seriamente di fondere due delle squadre più antiche del mondo. Un’idea che segue, di qualche mese, un calciomercato fatto male e fondato quasi solo ed esclusivamente sui suggerimenti dell’intelligenza artificiale.
Ma andiamo per ordine. Come riportato dal Telegraph e dal Daily Mail, i proprietari americani dello United, il gruppo COH Sports, avrebbero inviato un’e-mail agli amministratori del Wednesday, Begbies Traynor, per informarsi sulla vendita. Il club biancoblù, infatti, come detto, si trova in uno stato di estrema difficoltà tecnica e finanziaria. Ultima in Championship, la società è in vendita dopo che il precedente proprietario, Dejphon Chansiri, ha avviato l’amministrazione controllata a ottobre. Una mossa che è costata una penalizzazione di 12 punti in classifica. Il prezzo richiesto sarebbe superiore ai 30 milioni di sterline (36 milioni di euro).
COH Sports non ha negato tale approccio quando mercoledì mattina ha rilasciato una dichiarazione ai tifosi, ribadendo la propria ambizione di riportare il club in Premier League. Intanto, però, la richiesta pare sia stata immediatamente respinta. Anche solo l’ipotesi di una proposta del genere, però, dimostra quanto il management USA sia lontana dalla realtà europea, quanto meno dal punto di vista sportivo. I proclami dell’estate sembrano lontani e anche se la squadra ha infilato un trend positivo, con tre vittorie di fila in una settimana, occupa lo stesso la zona medio bassa della classifica. Dopo la vittoria interna per 3-0 contro il Portsmouth, ridotto in dieci uomini, all’allenatore dello Sheffield United, Chris Wilder, è stato chiesto un commento sulle notizie. «Il mio lavoro è abbastanza difficile per la situazione in cui ci troviamo e per dove stiamo cercando di arrivare, e tutto questo sarà gestito dall’amministratore delegato Steve Bettis e dai proprietari» ha spiegato lo storico manager, imbarazzato. In ogni caso, secondo Sky Sports, COH Sports non figura tra i cinque potenziali acquirenti con cui gli amministratori del Wednesday stanno proseguendo il processo di cessione. Il Telegraph riferisce che l’ex proprietario del Newcastle, Mike Ashley, avrebbe presentato un’offerta di circa 20 milioni di sterline per il club del South Yorkshire.
Tornando allo United: quando CHO Sports ha preso possesso delle chiavi di Bramall Lane, lo stadio, il 23 dicembre, il club era in testa alla Championship e vicino al ritorno in Premier League, con tutto il guadagno economico che ne sarebbe derivato. Ma, un anno dopo, la loro gestione è stata un disastro. L’insistenza della proprietà sull’uso dell’intelligenza artificiale per individuare giocatori ha portato a toppare completamente la campagna acquisti. Quando hanno rilevato il club, Rosen, cofondatore della Resilience Capital Partners, e l’imprenditore biotech Eltoukhy si aspettavano di tornare in Premier League nel giro di cinque mesi. I nuovi proprietari hanno anche portato un tocco di glamour nella Steel City: tra i membri del consorzio comparivano imprenditori, soci d’affari e amici. Nel giro di un mese avevano nominato nel consiglio di amministrazione il regista hollywoodiano Joe Russo. Dopo il completamento dell’acquisizione, lo Sheffield United ha perso contro il Burnley ed è stato superato in classifica dal Leeds.
A gennaio, Wilder ha chiesto un passo sul mercato, per dare una spinta decisiva verso la promozione. Ma COH ha chiarito che voleva un modello di scouting basato sui dati, utilizzando elementi di IA. Questo approccio era completamente diverso dai metodi tradizionali che privilegiavano giocatori con esperienza in Championship. L’estate precedente erano stati acquistati Michael Cooper dal Plymouth, Harrison Burrows dal Peterborough e Tyrese Campbell dallo Stoke City: tutti acquisti che avevano dato speranza ai tifosi. E così, a gennaio, lo Sheffield United ha comprato Tom Cannon dal Leicester per dieci milioni di sterline (cifra che ha fatto discutere) insieme a Brereton Díaz, Choudhury e Holding in prestito. Ma sono stati gli acquisti dell’ultimo giorno di mercato a suscitare scalpore: Jefferson Cáceres dal Melgar (Perù) e l’ala nigeriana Christian Nwachukwu dal Botev Plovdiv (Bulgaria). Nessuno dei due ovviamente aveva mai giocato in Inghilterra. Il CEO Stephen Bettis ha spiegato che il modello IA utilizzato era stato sviluppato da James Bord, giocatore professionista di poker e imprenditore, proprietario di Short Circuit Science. Bord possiede anche il Dunfermline e quote in club bulgari e spagnoli. Cáceres è poi passato al Dunfermline senza essere mai sceso in campo per lo United.
Nonostante tutto, Wilder ha comunque portato la squadra a un passo dalla promozione. A Wembley, lo United stava vincendo 1-0 contro il Sunderland fino a 14 minuti dalla fine. Poi è arrivato il pareggio e, all’ultimo secondo, Tom Watson ha segnato il gol che ha distrutto il sogno della promozione delle Blades. Dopo la delusione, il club ha dichiarato che avrebbe puntato ancora più forte sul reclutamento basato sui dati. Wilder è stato esonerato, nonostante avesse firmato un nuovo contratto pochi mesi prima. Per sostituirlo è stato scelto Rubén Sellés, appena allontanato dal Hull. Dopo sei sconfitte è stato licenziato e Wilder è stato richiamato in panchina. Un ritorno percepito dai tifosi come un’ammissione totale di errore da parte della proprietà.
In un messaggio di questa settimana, i co-presidenti dello United hanno ribadito la fiducia nel progetto. «Questo viaggio è una maratona, non uno sprint. Ci sono stati alti e bassi, come accade ovunque. Ma i nostri obiettivi rimangono gli stessi: una squadra costruita con reclutamento intelligente, il giusto equilibrio tra giovani ed esperienza, e un club all’avanguardia nell’analisi dei dati e nella medicina sportiva», hanno ammesso pubblicamente. Ma l’ossessione per l’IA continua a far storcere il naso dei tifosi, mentre la richiesta per assorbire gli storici rivali Wednesday non ha fatto altro che incendiare l’ambiente. Toccherà a un saggio come Wilder il compito di fare il pompiere.