Il Flamengo è diventato campione del Sudamerica per la quarta volta nella sua storia, la terza negli ultimi sei anni, dopo il successo per 1-0 contro il Palmeiras. La finale di Lima era stata “presentata” – giustamente – come uno scontro tra giganti, ovvero tra i due club più ricchi del Brasile e quindi dell’intero universo-CONMEBOL, ma alla fine ha un po’ deluso le aspettative dei tifosi neutrali. Il motivo? Semplice: l’enorme stanchezza che attanaglia le due squadre, reduci da una stagione massacrante e che non è ancora finita. ESPN, non a caso viene da dire, ha scritto che «la partita è stata una lotta logorante, arrivarci per entrambe le squadre ha significato un enorme prezzo da pagare: i giocatori, infatti, hanno dovuto fronteggiare un accumulo di partite e un carico di lavoro che rasenta l’inumano».
Ma di cosa stiamo parlando, esattamente? Beh, il conteggio è semplice da fare: dall’inizio del 2025, in Brasile le stagioni calcistiche coincidono con l’anno solare, il Flamengo ha disputato un totale di 73 partite ufficiali più varie amichevoli. Sì, avete letto bene: 73 più amichevoli. Per la precisione, guardando ai match ufficiali, sono stati 15 di Campeonato Carioca (il torneo statale di Rio de Janeiro), 36 di Brasilerão (il campionato nazionale che non è ancora finito), quattro di Coppa del Brasile, una di Supercoppa del Brasile e 13 di Copa Libertadores. In più ci sarebbero anche anche le quattro gare disputate al Mondiale per Club FIFA. A questo conto, per una buonissima parte dei giocatori a disposizione del tecnico Filipe Luis, vanno aggiunte anche le gare disputate con le rispettive rappresentative nazionali. Il bello, come avrete letto o comunque intuito, è che il dato di 73 gare ufficiali è destinato a salire: il Flamengo deve ancora disputare due gare di Brasilierão, e potrebbe anche laurearsi campione del Brasile (dopo aver conquistato il titolo carioca e la già citata Libertadores). E poi tra qualche giorno la squadra di Rio sarà impegnata anche nella nuova Coppa Intercontinentale FIFA, in cui dovrà affrontare almeno un’altra partita ufficiale. Anche il Palmeiras ha delle cifre del tutto similari: la finale di Lima è stata la 74esima gara ufficiale della stagione del Verdão, che rispetto al Flamengo ha disputato una gara in più al Mondiale per Club e una gara in più nel suo torneo statale, il Paulistão, ma non ha preso parte alla Supercoppa del Brasile.
Insomma, siamo di fronte a numeri davvero spaventosi. Tornando all’articolo di ESPN già citato qualche rigo più in su, si legge che «le notizie provenienti dal ritiro del Palmeiras prima della partita indicavano che la squadra era prossima al collasso fisico e mentale. Questo ha chiaramente influenzato la mentalità del tecnico portoghese Abel Ferreira: spesso tentato di adottare un approccio cauto alle partite importanti, questa volta Fereira sembrava essersi accontentato di una strategia del tipo “finché siamo sullo 0-0, ce la caviamo bene”». Non è andata come sperava l’allenatore del Palmeiras, visto che alla fine Danilo (sì, proprio l’ex capitano della Juve) ha messo a segno il gol decisivo, portando il Flamengo sul trono del Sud America. Ma la delusione e il problema delle troppe partite restano lì, e sono davvero enormi.