Di questo periodo il VAR è decisamente poco apprezzato, soprattutto in Italia dove uno dei grandi temi del dibattito calcistico sia l’esigenza di una profonda riforma dello strumento che faccia un passo indietro, in nome di un più corretta interpretazione delle dinamiche di gioco e dei movimenti del calciatori. Eppure, proprio tra i top player europei, c’è qualcuno che lo ama alla follia. Si tratta di Erling Braut Haaland che ha confessato la sua passione per la video assistenza arbitrale, raccontando di come l’abbia in qualche modo aiutato a migliorare le sue performance.
L’attaccante del Manchester City ha infatti rivelato come il VAR si adatti perfettamente al suo gioco, dopo aver ammesso che la «cosa peggiore» che possa fare in campo è finire in fuorigioco. Queste dichiarazioni arrivano dopo che la sua incredibile serie di “fuorigioco evitati” in partite fuori casa si è interrotta contro il Fulham. Il norvegese ha concluso la sua striscia positiva, durata due anni, senza essere segnalato in offside in una partita di Premier League giocata in trasferta, proprio nella vittoria del City per 5-4 sul Fulham durante il turno infrasettimanale. Nello stesso match, tra l’altro, Haaland è anche diventato il giocatore più veloce a raggiungere i 100 gol in Premier League.
Quando il VAR è stato introdotto, molti attaccanti dovettero considerare come modificare il proprio gioco. Haaland non era tra loro, anzi, ne è stato sollevato. Parlando del momento in cui è stato finalmente colto in fuorigioco lontano dall’Etihad Stadium, ha confessato a The Rest is Football: «Sì, adesso è successo. Brutto passaggio di Tijani. Sono andato in fuorigioco per la prima volta in una partita in trasferta dopo due anni. È tutta una questione di tempismo, devo essere sempre pronto».
Un tempismo che ha mostrato anche nella scelta del City. Haaland ha sottolineato quanto sia stato cruciale nella scelta di trasferirsi dal Borussia Dortmund a Manchester nel 2022. Non sorprende che, per un giocatore che aveva segnato 86 gol in 89 partite con il BVB, Haaland fosse molto richiesto. In passato, probabilmente sarebbe finito al Real Madrid o al Barcellona, o forse sarebbe rimasto in Bundesliga passando al Bayern Monaco. Tuttavia, Haaland voleva i citizens per due motivi: ci aveva giocato suo papà Alfie e la Premier è il campionato con cui è cresciuto da bambino, dato che in Norvegia si guarda tantissimo. In più, ha pesato l’effetto Guardiola. «Pep ha giocato un po’ senza un attaccante e ama tenere palla – ha detto – così ho pensato: “Immagina me che arrivo ed Ederson che lancia la palla in profondità, e io che corro e segno”. È un aspetto che mi ha spinto a dimostrare aa Guardiola che si può giocare molto più verticalmente».