Lo snowboard italiano promette davvero bene, in vista di Milano Cortina 2026

I risultati delle ultime gare sono molto positivi, la squadra è unita ed è in fiducia: il miglior viatico possibile quando mancano meno di due mesi alle Olimpiadi.
di Redazione Undici 11 Dicembre 2025 alle 16:04

Sono passate meno di due settimane da quel 27 novembre in cui è giunta la notizia dell’infortunio di Roland Fischnaller, il “capitano” dello snowboard alpino italiano, 45 anni compiuti lo scorso settembre. Fischnaller arrivava da mesi di preparazione in vista della grande stagione che culminerà a febbraio, con le Olimpiadi di Milano Cortina 2026, e quindi aveva iniziato a serpeggiare un po’ di timore. La sua partecipazione ai Giochi, al momento, non sembra però essere a rischio per il veterano azzurro, che ha però dovuto saltare la tappa d’apertura della Coppa del Mondo a Mylin (Cina). Nonostante l’assenza del fuoriclasse altoatesino, la spedizione italiana in Asia si è rivelata trionfale, grazie alla conquista di tre vittorie e sei podi complessivi nelle gare di slalom gigante parallelo. La disciplina in questione prevede, come nello sci, che due atleti si sfidino percorrendo due percorsi identici nello stesso momento. Molto semplicemente: chi arriva dietro, viene eliminato. Un format di gara molto simile a quello utilizzato – anche se più raramente – anche nella Coppa del Mondo di sci alpino. Il gigante parallelo sarà protagonista a Milano Cortina 2026 nello Snowpark di Livigno, dove si svolgeranno anche le altre competizioni legate allo snowboard: freestyle e snowboard cross.

La tappa di Mylin si è aperta con due successi al sabato per l’Italia. Il meglio lo hanno dato le donne, che hanno occupato due terzi del podio grazie alla vittoria di Lucia Dalmasso, che ha preceduto di pochissimo la connazionale Elisa Caffont. Per Dalmasso è stato il terzo successo individuale in Coppa: «In finale con Elisa sembrava una sessione infrasettimanale. Una sensazione bellissima», ha commentato dopo la gara, esternando la gioia non solo per il traguardo personale, ma anche per i grandi segnali giunti dalla squadra italiana. Anche Caffont ha avuto un buon motivo per festeggiare, visto che quella in Cina è stata la prima finale disputata a questi livelli: «La finale con Lucia è stata bella», ha detto subito dopo ai microfoni della FISI. «Ma soprattutto è l’ulteriore conferma che siamo una squadra davvero formidabile, sia noi che i maschi».

Ecco, appunto: i maschi. È arrivata anche una vittoria per Maurizio Bormolini. Non certo un nome nuovo a questi livelli, perché il classe ’94 lombardo è il detentore della Coppa del Mondo di slalom parallelo e gigante parallelo, e proprio a Mylin si era imposto in slalom nella prova disputata un anno fa, quando aveva trovato il primo sigillo di una stagione trionfale. Se questa volta al secondo posto si è posizionato un austriaco, il veterano Benjamin Karl, per trovare due italiani basta andare al risultato della Small Final, che ha visto prevalere Aaron March, terzo, davanti a Mirko Felicetti. Per quest’ultimo la gioia è arrivata 24 ore dopo, quando si è imposto nella prova domenicale battendo in finale il tedesco Stefan Baumeister. Al terzo posto, stavolta, si è piazzato proprio Bormolini, vincitore della finalina sul teutonico Elias Huber.

Un bottino, quello raccolto dagli azzurri, che infonde fiducia in tutto il movimento proprio in vista di due appuntamenti casalinghi. “Per fortuna si torna a mangiare pasta», ha commentato scherzosamente Felicetti dopo la vittoria. Il gigante parallelo è infatti atteso a due tappe sulle alpi tra Cortina e Carezza, prima che lo slalom di Davos (Svizzera) faccia calare il sipario sul 2025. L’attenzione, si sa, è però puntata soprattutto sul grande appuntamento olimpico in programma a febbraio. Certo è che, con un inizio del genere, le speranze di vedere l’Italia a medaglia nello slalom sono in forte crescita.

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