Niclas Füllkrug va in cerca di riscatto, e sarebbe una buona occasione per l’attacco del Milan

L'attaccante tedesco del West Ham, reduce da una carriera fatta di picchi e cadute, è il prototipo che servirebbe al gioco di Allegri.
di Redazione Undici 18 Dicembre 2025 alle 12:13

A vederlo negli ultimi mesi, un po’ acciaccato e un po’ giù di morale, non è che assomiglia poi tantissimo a un papabile centravanti del Milan. Eppure, Niclas Füllkrug un 9 lo è per davvero e non solo perché è il numero che porta sulla maglia della Germania. L’ha indossata per 24 volte, segnando 14 reti, qualcosa dovrà pur dire. Dice soprattutto che l’attaccante del West Ham è bravo a fare i gol. Magari bruttini, di quelli “semplici” in area di rigore, ma che valgono lo stesso. In totali ne ha messi insieme 56 in 157 partite di Bundesliga, tre in 13 di Champions League e altrettanti in 26 match di Premier League. Un bottino niente male per uno che ha scelto di darsi il soprannome di “buco”, dopo che Arnautovic, suo compagno al Werder Brema nel 2013, lo aveva chiamato così prendendolo un po’ in giro per un dente mancante nell’arcata superiore. Non se lo è voluto mai far riempire quel buco, come se gli ricordasse tutto il percorso che dal TuS Ricklingen, squadra dilettantistica di un sobborgo di Hannover lo ha portato a esordire in Nazionale a 29 anni a una settimana dal Mondiale 2022 – dove è stato uno dei pochi a salvarsi nell’ambito di una Mannschaf eliminata ai gironi.

Füllkrug è uno di quei calciatori che incarnano perfettamente l’idea di carriera costruita con pazienza e capacità di rialzarsi. Non è mai stato il classico talento predestinato. Il suo percorso è fatto di tappe intermedie, di momenti di grande rendimento alternati a lunghi periodi di difficoltà, spesso legati agli infortuni, che ne hanno messo alla prova la tenuta fisica e mentale. Proprio per questo, la sua storia risulta particolarmente emblematica. Nato ad Hannover nel 1993, debutta tra i professionisti con il Weder Brema, per poi tornare a giocare per il club della sua città. Fin dai primi anni emerge come un attaccante atipico per il calcio tedesco contemporaneo: fisico imponente, forte nel gioco aereo, abile nel proteggere palla. Nonostante queste qualità, l’impatto iniziale in Bundesliga non è semplice.

Dopo qualche prestito tra Norimberga e Greuten Furth, Füllkrug torna a Brema, dove trova un ambiente più stabile e una struttura che gli consente di crescere con continuità. I biancoverdi rappresentano per lui il contesto ideale per esprimere le sue caratteristiche: una squadra organizzata, capace di supportare la punta centrale e di valorizzarne il lavoro sporco oltre ai gol. Niclas mostra un rendimento importante, migliorando non solo sotto il profilo realizzativo, ma anche nella partecipazione alla manovra. Diventa un attaccante più completo, capace di dialogare con i compagni, aprire spazi e fungere da riferimento offensivo costante.

Il periodo al Werder è spesso ricordato come uno dei più signigicativi della sua carriera, anche perché coincide con una il raggiungimento della sua maturità calcistica. A Brema, Füllkrug acquisisce consapevolezza dei propri mezzi e affina la capacità di leggere le partite, scegliendo con maggiore intelligenza i movimenti e i tempi di inserimento. In quello stesso periodo, però, cominciano anche i problemi fisici e muscolari, specie alla caviglia.  Stop che lo costringono a continui rientri graduali, impedendogli di trovare quella continuità che spesso fa la differenza per un attaccante di alto livello. Una volta risolti, però, nel 2022, comincia il suo periodo magico. Un grande inizio di stagione lo lancia verso il Mondiale, dove segna contro Spagna e Costarica. Un boost di energia che gli permette di chiudere con 16 reti in campionato e di attirare le attenzioni dei dirigenti del Borussia Dortmund, che lo prende in estate.

 

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Le aspettative sono alte e il contesto è completamente diverso rispetto a quello di Brema. Il suo stile di gioco, più adatto a un calcio diretto e fisico, fatica a integrarsi pienamente in una squadra che predilige velocità, scambi rapidi e attaccanti mobili. Al BVB, Füllkrug vive un’esperienza fatta di luci e ombre: qualche gol pesante, prestazioni generose, ma anche tante partite in cui appare fuori dal contesto-squadra. I numeri, comunque, sono abbastanza buoni: 12 gol e otto assist in Bundesliga e tre gol e due assist in un percorso straordinario in Champions League, fermatosi solo in finale contro il Real Madrid.

La verità è che il Borussia, in Füllkrug, ha visto una soluzione pragmatica, ma non un progetto a lungo termine. Questo porta, dopo una sola stagione, alla scelta di cambiare nuovamente aria, accettando la sfida della Premier League con il trasferimento al West Ham. Il passaggio in Inghilterra rappresenta un ulteriore banco di prova, forse il più difficile della sua carriera. La Premier League è un campionato estremamente esigente sul piano fisico e Füllkrug arriva a Londra con un mood non proprio esaltante. L’avvio agli Hammers non è neanche così negativo, almeno dal punto di vista del minutaggio in campo. Parte spesso titolare, ma in qualche modo sembra sempre un po’ stridere con il gioco posizionale di Lopetegui. L’infiammazione al tendine del tendine d’Achille e l’infortunio alla coscia fanno il resto. Salta 16 partite, troppe per non perdere minuti e fiducia, considerando anche il cambio in panchina e l’arrivo di Potter.

I gol sono pochissimi, solo tre e per il resto appare sempre un po’ avulso rispetto al contesto. Da agosto a ottobre sembrava aver preso un po’ di ritmo, ma uno strappo alla coscia lo ha fermato di nuovo. Sicuramente la possibilità di prenderlo in prestito (poco) oneroso fino a giugno è interessante per il Milan che si potrebbe assicurare un attaccante di buon livello, anche se in difficoltà, abbattendo i costi di cartellino e tenendosi l’opzione di liberarlo in estate. Ai rossoneri un 9 d’area di rigore serve come il pane, soprattutto contro le squadre della parte destra della classifica in cui emergono chiare difficoltà a fare e a sbloccare la partita. Füllkrug sarebbe un perfetto centravanti di sistema, capace di rendere al massimo quando la squadra gioca per esaltarne le qualità, ma meno incisivo in contesti che richiedono velocità e adattabilità estrema. La sorte, inoltre, gli deve ancora qualcosa e al Milan sperano possa ricambiare presto.

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