Leon Felderer si sta avvicinando benissimo alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026

ALL EYES ON I protagonisti dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 – I risultati e l'atteggiamento dello slittinista azzurro sono delle premesse importanti in vista dell'evento a cinque cerchi.
di Redazione Undici 30 Dicembre 2025 alle 18:47

Le premesse ci sono e le promesse sono tante, perché lo slittino azzurro sta mettendo insieme risultati di rilievo. Tanto da far sembrare ideale il conto alla rovescia per il via dei Giochi olimpici di Milano Cortina 2026, dove la squadra azzurra si presenta con grandi speranze di medaglie. All’evergreen Dominik Fischnaller, 32enne già bronzo olimpico a Pechino nel 2022 (e in bacheca ha messo anche altre tre medaglie iridate dello stesso metallo) e alla coppia femminile Andrea Vötter e Marion Oberhofer, atlete di punta della spedizione azzurra, si potrebbe aggiungere una sorpresa nel maschile: Leon Felderer. Il 25enne che guida le nuove leve dello slittino italiano si sta avvicinando all’appuntamento più importante della stagione con l’entusiasmo di chi centra per la prima volta un podio in Coppa del Mondo. È successo nella seconda tappa stagionale, sulla pista di Park City, nello Utah (Stati Uniti), dove l’Italia ha completato una due giorni da ricordare. Al terzo posto di Felderer nella prova individuale si sono aggiunti il secondo posto di Verena Hofer nell’individuale femminile e il bronzo della coppia Ivan Nagler-Fabian Malleier nel doppio maschile.

Su tutti, però, è da segnalare il successo della staffetta mista, grazie alla splendida gara condotta da Vötter, Oberhofer, Malleier, Nagler, Hofer e lo stesso Felderer. Una vittoria preziosa, che apre prospettive interessanti in chiave Milano Cortina per la squadra guidata da Armin Zöggeler. D’altronde non era mai successo, finora, che nella stessa tappa di Coppa del Mondo gli Azzurri terminassero nelle prime quattro posizioni in tutte e cinque le competizioni in programma alle Olimpiadi. Già da questo muro abbattuto, quindi, si può intuire perché la gara casalinga sulla rinnovata pista di Cortina d’Ampezzo, intitolata a Eugenio Monti, potrebbe rivelarsi una svolta storica per lo slittino italiano. Il potenziale c’è, lo stato di forma è più che buono e le condizioni speciali di tifo e conoscenza della pista sono ingredienti determinanti per cucinare un piatto da ristorante stellato. Almeno questo è l’auspicio, nonostante l’ultimo weekend di Coppa a Lake Placid non sia stato il più brillante per Team Italia. Inclusa l’infelice prova di Felderer, che si è ribaltato nella seconda manche, senza giungere al traguardo.

L’elettricità per le gare di Cortina scorre forte nelle vene nel classe 2000 originario di Vipiteno, che con lo slittino ci è nato, iniziando a prendere confidenza con lo strumento già a cinque anni grazie alle discese sorvegliate da un assistente speciale: «Era il mio passatempo preferito quando andavo all’asilo», ha raccontato. «Non mi piaceva andarci, perché volevo rimanere a casa e andare sullo slittino con mia nonna». Del resto lo slittino è una tradizione in casa Felderer, perché, come dichiarato a Olympics.com «mio padre lavorava per un’azienda che produce le slitte, situata nella mia città natale, dove c’è una grande tradizione in questo senso». Proprio in ricordo del primo amore e del percorso compiuto finora, lo slittinista bolzanino ha pubblicato di recente un post che sintetizza la sua scalata: «Come è iniziato vs come sta andando. Da un sogno al podio». A corredo una sequenza di immagini nel segno del tempo, dal bambino alle prime armi agli attuali primi podi in Coppa del Mondo. Un bel quadretto, cui però bisogna aggiungere nuove diapositive e momenti speciali. Inutile specificare quale potrebbe essere la ciliegina sulla torta. «Non vedo l’ora che arrivi l’Olimpiade, solo il pensiero mi fa venire la pelle d’oca».

Nonostante il susseguirsi delle tappe di Coppa del Mondo, l’attesa per i Giochi rischia di consumare le energie nervose degli atleti, un potenziale problema che non riguarda Felderer. «Ho già avuto l’esperienza di Pechino nel 2022 per saggiare le sensazioni delle Olimpiadi, tuttavia stavolta sarà diverso perché competere davanti alla famiglia e agli amici, con tutto il supporto dei tifosi italiani, sarà senz’altro qualcosa di unico». La pressione per l’appuntamento casalingo potrebbe giocare un brutto scherzo nella gara dell’anno, specie per chi cerca la grande gloria. Anche in questo senso, però, Leon sembra non temere le avversità. «Non guardo tanto ai numeri e alle medaglie, quanto alla necessità di essere pronto e gareggiare al meglio delle mie condizioni fisiche e mentali. Ho fatto un lungo percorso e sto ancora vivendo il mio sogno, quindi va già bene così». Spostando il focus sulle prestazioni, è evidente che qualcosa nell’ultimo periodo sia cambiato: «Sono sempre stato forte negli allenamenti ma non riuscivo a tradurre quella forza in gara, poiché cercavo di essere troppo perfetto, senza far correre la slitta. Il salto di qualità è merito del lavoro svolto col mio mental coach, grazie a cui mi sento pronto per ogni sfida».

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