I Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026 come un esempio. un modello per le edizioni a venire. Come uno spartiacque tra ciò che le manifestazioni a cinque cerchi sono state prima, e ciò che saranno in futuro. A dirlo è Kirsty Coventry, la massima autorità del Comitato Olimpico Internazionale (CIO): «Entriamo in una fase diversa: la nuova normalità è quella dei Giochi sparsi sul territorio», ha detto in un’intervista al Corriere della Sera. Non a caso, l’edizione del 2030 è stata già denominata “Alpi Francesi 2030”, perché si svolgeranno in numerose località nel tratto francese dell’arco alpino. «I dati che raccoglieremo in Italia, anche sentendo gli stakeholders, ci indirizzeranno per il futuro. Se ci saranno da apportare correzioni, naturalmente, lo faremo», ha poi spiegato l’ex nuotatrice dello Zimbabwe, vincitrice di sette medaglie Olimpiche. «Voi italiani mettete una passione unica nello sport e le vostre montagne saranno un fondale bellissimo», ha aggiunto Coventry. «Le discipline invernali sono nate sulle vette europee. Sarà un’edizione olimpica da cui imparare molto».
In effetti, tante sono le novità che il grande pubblico vedrà a febbraio, a cominciare da una cerimonia d’apertura sdoppiata tra Milano e Cortina d’Ampezzo, diffusa come gli stessi Giochi, così che anche gli atleti lontani dal capoluogo lombardo possano essere protagonisti. Per la prima volta, ci saranno due bracieri Olimpici nelle sedi principali, mentre le tradizionali parate delle delegazioni avranno luogo anche a Predazzo e Livigno. «Il Comitato organizzatore, in questo, ha avuto libertà assoluta», ha affermato Coventry. «Dal mio punto di vista, io sono grata che ci sia una cerimonia per gli atleti anche a Cortina: più piccola, con costi contenuti, ma in grado di far partecipare tutti alla grande festa, sapendo che il cuore dell’inaugurazione sarà Milano. Come ex atleta, dico: è importante che lo spirito olimpico lo vivano tutti. È nel diritto dell’Italia decidere come proporre al mondo i propri simboli e la propria cultura».
Come conseguenza, per la prima volta nella storia, saranno addirittura quattro i portabandiera scelti dall’Italia, che oltre a rispettare la suddivisione al 50% tra uomini e donne, ha scelto due rappresentanti degli sport sotto la FISG (la Federghiaccio) e altrettanti delle discipline FISI (Federazione Italiana Sport Invernali). Se per Brignone, Mosaner e Pellegrino è la prima volta in assoluto, arriverà il bis per Arianna Fontana, già scelta come portabandiera in occasione di Pyeongchang 2018. «La nostra richiesta era la parità di genere introdotta a Tokyo 2020: un uomo e una donna. Due alfieri a Milano e due a Cortina ci sono parsi una buona idea. Più atleti vengono coinvolti, meglio è», il commento di Coventry alla scelta annunciata dal presidente del Coni, Luciano Buonifglio, lo scorso ottobre.
Non solo cerimonie, perché i Giochi di Milano Cortina lasceranno in eredità diverse strutture come le rinnovate piste di Bormio e Cortina, sulle quali sono stati svolti lavori in vista dell’appuntamento Olimpico, oppure gli impianti del ghiaccio costruiti nel polo fieristico di Rho, alla periferia di Milano, che dopo questo inverno potranno essere utilizzati per eventi di vario tipo, sportivi ma anche culturali e musicali. Completamente restaurata anche la storica pista Eugenio Monti, sempre a Cortina d’Ampezzo, dove si svolgeranno le prove di bob, slittino e skeleton, e che numerosi atleti hanno già avuto modo di provare. «La pista Monti sarà una delle eredità dell’Olimpiade. I test event dimostrano che si è lavorato bene», il commento soddisfatto di Coventry.