Per Federico Pellegrino, i Giochi di Milano Cortina 2026 saranno un’occasione per entrare nella leggenda

ALL EYES ON I protagonisti dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 – Il fondista azzurro, che ha già annunciato il ritiro dopo le Olimpiadi, sarà portabandiera e può coltivare concretamente l’ambizione di andare a medaglia.
di Redazione Undici 05 Gennaio 2026 alle 18:50

Portabandiera, veterano e serio candidato a una medaglia. Federico Pellegrino è tutto questo in vista dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. A un mese dall’inizio della manifestazione sulle nevi italiane, il 35enne valdostano ha cominciato ad alzare i giri, avanzando nelle classifiche delle prime prove del nuovo anno. Dopo essere partito in sordina nelle gare di novembre, compresa la “sua” sprint, il due volte medaglia d’argento alle Olimpiadi ha raccolto risultati via via crescenti, fino al quarto posto complessivo nel Tour de Ski, arrivato proprio a Tesero, dove si svolgeranno le gare della rassegna a cinque cerchi.

Come successo nel 2023 e nel 2025, Pellegrino si è fermato ai piedi del podio nel tradizionale evento che unisce la fine dell’anno e l’inizio di quello successivo nel calendario di Coppa del Mondo. «Non potrò dire di avere nel mio palmares un podio al Tour de Ski, però penso che tre quarti posti in quattro anni abbiano un bel valore, una solidità non da poco, e io e tutto il team possiamo essere fieri di questo», ha detto Pellegrino dopo il risultato ottenuto in Trentino. «Questo dimostra che nel corso di una carriera intera bisogna riuscire a credere un po’ di più in se stessi e non è facile, soprattutto in un sistema come quello italiano dove il turnover degli allenatori è praticamente annuale. Però io, grazie alle mie gambe, ho avuto la fortuna di avere rapporti lunghi con allenatori e soprattutto con l’ultimo la consapevolezza di poter continuare a migliorare fino alla fine della mia carriera, e così sembra che stia andando».

Un risultato soddisfacente anche in vista dell’appuntamento più atteso dell’anno. Milano Cortina 2026 non sarà soltanto l’Olimpiade di casa, ma anche l’ultima per “Chicco”, che ha già annunciato il ritiro al termine della stagione. Il classe 1990 non scenderà in pista soltanto per partecipare, ma per andare a caccia della terza medaglia consecutiva dopo l’argento nella sprint a Pyeongchang 2018 e quello arrivato a Pechino 2022. In caso di un altro piazzamento in top 3, Pellegrino diventerebbe il primo fondista italiano di sempre a ottenere tre medaglie in altrettante edizioni. Un obiettivo tutt’altro che impossibile, come dimostra il secondo posto nella sprint agli ultimi Mondiali di Trondheim. Anche in quel caso, come nelle due precedenti edizioni dei Giochi, a precedere Pellegrino è stato Johannes Klaebo, definito da molti il più forte fondista di sempre. Di sei anni più giovane rispetto all’italiano, il fuoriclasse norvegese ha già sfondato il tetto delle 100 vittorie in Coppa del Mondo, oltre ad avere all’attivo ben cinque ori Olimpici divisi tra Pyeongchang e Pechino.

Lo stesso Klaebo, che è nato proprio a Trondheim, rimane il grande favorito per trionfare nella sprint di Tesero, ma per Pellegrino ci sono ottime possibilità di poter battagliare per una posizione sul podio. Non c’è, però, soltanto la sprint individuale tra gli obiettivi messi nel mirino dal veterano azzurro per il suo ultimo ballo. «A prescindere dalla mia presenza all’interno del quartetto o della coppia della team sprint, il mio più grande obiettivo per Milano Cortina 2026 è che l’Italia vinca una medaglia in una gara a squadre», ha affermato in un’intervista a Olympics.com. «Sarebbe l’obiettivo di una carriera, perché frutto di un lavoro di quattro anni almeno, nei quali ho cercato di aiutare tutta la squadra e tutto il sistema ad accrescere il proprio livello medio proprio in funzione di questa medaglia a squadre». Parole da vero capitano, nelle quali si rispecchiano i risultati arrivati successivamente. A dicembre, infatti, Pellegrino ed Elia Barp hanno conquistato il secondo posto nella team sprint di Davos, alle spalle, guarda caso, dei norvegesi Valnes e Klaebo.

Prima della neve, però, ci sarà la cerimonia d’apertura, con la bandiera da portare assieme ad Arianna Fontana. Un’investitura che premia una lunga carriera piena di successi, come atleta e come uomo. «Sono super orgoglioso e fiero di essere stato scelto e di poter svolgere questo ruolo: si tratta di una grandissima soddisfazione per quanto fatto in pista e dall’altro lato un segno di riconoscimento anche per quello che ho fatto e sto facendo senza gli sci ai piedi», ha detto Pellegrino dopo l’annuncio dei portabandiera, in vista dell’ultimo, grande appuntamento da fondista

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