Un poker che sa di abisso. E forse anche di abitudine: dopo la batosta di Vigo, il Valencia è sprofondato di nuovo in zona retrocessione. I grossi rischi corsi nelle passate stagioni non sono bastati a invertire la rotta. E oggi il glorioso club che in un tempo così lontano sfidava la leadership di Barça e Real versa in un’agonizzante parabola discendente. “Questi numeri sono pericolosi”, ammette Carlos Corberán, il giovane allenatore salito al timone a metà della scorsa annata salvando la squadra dal disastro. Ora però la musica è cambiata anche per lui, e dalle parti del Mestalla si fatica davvero a intravedere chi può tenere la fiammella accesa.
Parlava di numeri, Corberán. Una sola vittoria nelle ultime dieci partite, 16 punti in classifica, terz’ultimo posto e peggior difesa in trasferta di tutta la Liga (22 gol subiti). Comunque vada a finire – al giro di boa manca una giornata, Pepelu e compagni non potranno andare oltre quota 19 –, il Valencia ha messo in fila un altro girone d’andata disastroso. Ed è emblematico che i quattro peggiori di sempre nella storia societaria – 20 punti con Javi Garcia nel 2020/21, 20 con Gennaro Gattuso nel 2022/23, 13 con Ruben Baraja nel 2024/25 – risalgano alle ultime sei stagioni. La crisi non è di oggi, né di un anno fa. Ma rappresenta un inesorabile cedimento strutturale a cui il club va lentamente incontro dalla pandemia in poi.
Non a caso i tifosi protestano. Protestano forte, radunati in massa nei pressi del Mestalla, contro la proprietà responsabile del collasso: l’altra notte, dopo il 4-1 rimediato dal Celta Vigo, si sono presentati in circa 8.000. Nel mirino c’è la cordata di imprenditori a capo della quale c’è Peter Lim, magnate di Singapore. Nonostante le promesse dell’estate, non è stata rinforzata la rosa: il fiore all’occhiello, valore di mercato alla mano, resta sempre Javi Guerra – interessante centrocampista 22enne, cresciuto in casa e chiamato a caricarsi sulle spalle una situazione tanto complicata. E Lucas Beltran, fresco di arrivo da una Fiorentina non meno in crisi, non basta a risollevare gli equilibri della squadra.
La dirigenza ora inizia a incolpare Corberán, che tuttavia continua a godere di una certa fiducia presso Lim. Le prossime partite saranno decisive, e c’è chi continua pericolosamente a scommettere che in un modo o nell’altro – come accaduto nelle scorse deludenti annate – il Valencia riuscirà a sfangarla anche stavolta. Ma a furia di scherzare col fuoco si finisce per bruciarsi. Il budget che verrà impiegato sul mercato di riparazione sarà in ogni caso modesto, conteranno soprattutto le motivazioni di un gruppo tecnicamente limitato. E che al momento ha il morale sotto i tacchi. Al Mestalla piovono i fischi, si mormora che peggio di così è difficile fare. Anzi, di peggio ci sarebbe soltanto la Segunda. Uno spauracchio ormai troppo abituale per un club come questo.