Se il Mondiale del 1994 doveva portare la passione per il calcio negli Stati Uniti – spoiler: non ci riuscì, anche se contribuì alla normalizzazione di una Nazionale competitiva – quello di quest’anno potrebbe davvero completare l’obiettivo lasciato in sospeso da più di trent’anni. Anzi: ha perfino un’onda da cavalcare. Perché stando ai più recenti studi di settore – l’ultimo è stato pubblicato dall’Economist – la passione degli americani per il nostro sport di bandiera ormai va ben oltre un fenomeno di nicchia. Oggi piace più della boxe e del golf. Più del tennis e dell’hockey su ghiaccio. E addirittura – ed è questo sorpasso simbolico, forse, la vera notizia – più del baseball. Cioè il gotha del panorama ricreativo a stelle e strisce (senza contare che la MLB, con un giro d’affari da circa 12 miliardi di dollari all’anno, continua a valere oltre dieci volte la Major League Soccer).
Nel sondaggio – condotto dall’azienda di settore Ampere Analysis, dati al 2024 – si chiedeva a un campione rappresentativo di sedicenti appassionati di sport quale fosse la loro disciplina preferita. E la classifica finale parla chiaro: il 36% dei partecipanti ha risposto football americano; il 17% ha scelto il basket; il calcio è terzo, superando il baseball sul filo di lana (10% contro 9%). Più distaccato l’hockey su ghiaccio (4%) e a seguire tutte le altre discipline. Che il pallone fosse in crescita si sapeva, ma nessuno finora ne aveva dato una dimensione esatta e aggiornata.
C’entra senz’altro l’effetto Messi, una “multinazionale” piombata sul calcio americano come un tornado. Al netto dei trofei, su tutti il primo storico titolo di MLS con l’Inter Miami, conquistato un mese fa, l’argentino ha un peso economico e commerciale del tutto fuori scala per i canoni locali. È più grande di qualunque franchigia del campionato. È più grande della stessa MLS, per moltissimi versi: negli ultimi due anni e mezzo ha spostato gli equilibri e miliardi di tifosi in tutto il mondo. Conquistandone di nuovi anche all’interno degli Stati Uniti stessi – e questo è stata forse l’intuizione più vincente degli addetti ai lavori, a partire da David Beckham.
Anche il Mondiale per Club della scorsa estate ha contribuito a lanciare in orbita la popolarità del calcio made in USA una volta per tutte. Al netto delle controversie, il torneo ha avuto un seguito importante e dei prezzi di lancio al botteghino che hanno permesso a molti curiosi di affacciarsi meglio alle dinamiche del pallone. Evidentemente il potenziale c’è. E il Mondiale per Nazionali ormai alle porte, più che accendere una fiammella già ben radicata, potrebbe rivelarsi un vero e proprio volano generazionale per chi ancora non ne ha assaporato la magia. Del ’94 non resta che un lontano ricordo – per gli italiani un ricordo molto amaro, purtroppo. Gli Stati Uniti stanno finalmente scoprendo a chi vendere con successo questo sport: agli statunitensi.