Canada, Tunisia, Marocco, Stati Uniti, Gabon, Cina, Austria, Israele e Qatar: sono i nove Paesi stranieri che, tra il 2009 e il 2024, hanno ospitato una o più edizioni del Trophée des Champions, la sfida annuale che vede contrapposta la squadra vincitrice della Ligue 1 e quella della Coupe de France (oppure la seconda in classifica della Ligue 1, in caso di Double). Per l’edizione di quest’anno, la LNP – la lega professionistica francese – ha deciso di raggiungere la doppia cifra, cioè di ambientare la partita secca tra PSG e OM (qualificato all’edizione 2025 in virtù del secondo posto raggiunto nell’ultima Ligue 1) nel decimo Paese diverso: il Kuwait. Stando alle indiscrezioni dei media, dietro questa mossa ci sarebbero motivi essenzialmente economici: secondo RMC Sport, il governo dell’emirato avrebbe investito 3,5 milioni di euro per ospitare la partita. Inoltre, aggiunge L’Équipe, «il Kuwait vuole aprirsi al soft power sportivo praticato da anni da Arabia Saudita e Qatar, in modo da poter puntare all’organizzazione di una grande competizione come la Coppa d’Asia nei prossimi vent’anni».
Insomma, siamo di fronte a una trama ormai scontata, ormai metabolizzata: una lega europea cede alle lusinghe di un Paese ricco e organizza un torneo d’esportazione. Il punto è che, come avviene praticamente sempre in questi casi, ci sono state anche delle polemiche piuttosto accese: dopo che Roberto De Zerbi e Pablo Longoria (allenatore e presidente del Marsiglia) si erano detti perplessi della scelta, i tifosi organizzati dell’OM hanno annunciato il boicottaggio della partita. Per quanto riguarda il PSG invece, solo nell’ultima settimana sono stati messi a disposizione dei pacchetti all-inclusive da 800 euro per invogliare qualche tifoso francese a recarsi a Kuwait City per seguire la partita: una mossa che, mettiamola così, non evidenzia un grande entusiasmo intorno a questa manifestazione.
La cosa ancora più surreale di tutta questa vicenda, però, sta nel fatto che anche in Kuwait non è che siano così eccitati dalla sfida tra l’OM e il PSG campione di tutto: secondo quanto riporta L’Équipe, infatti, l’evento non è stato pubblicizzato in modo convinto neanche per le strade di Kuwait City, anzi i primi manifesti digitali relativi alla partita sono comparsi solo a 24 ore dal calcio d’inizio. Diversi abitanti della capitale intervistati dal giornale francese, poi, hanno sottolineato che non sapevano della gara, che non sono grandi appassionati di calcio e che al massimo seguono club di altri campionati, ovvero «quelli di Premier League, quelli di Serie A, Real Madrid, Barcellona». Gli stessi eventi organizzati in città sono stati pochi e poco reclamizzati, i giocatori delle due squadre hanno presenziato solo a una conferenza stampa e a una sessione di realizzazione contenuti accanto a degli influencer.
Insomma, si può dire: il governo avrà sicuramente fatto un investimento a medio-lungo termine, ma ora come ora non c’è grande fermento intorno alla Supercoppa di Francia. In tutto, scrive ancora L’Équipe, «i giocatori dell’OM sono stati accolti da una ventina di tifosi al loro primo allenamento»; poi sono arrivati anche «circa 75 membri di OM Nation Dubai, club di tifosi del Marsiglia che vivono nella capitale degli Emirati Arabi Uniti». In ogni caso, allo stadio di Kuwait City è prevista un’affluenza incoraggiante: la partita dovrebbe essere seguita da 55mila spettatori, su una capienza totale di 60mila posti a sedere. Almeno questo, viene da dire.