Da Pechino 2022 a Milano Cortina 2026. Dalla prima Olimpiade disputata a 22 anni, con le prime medaglie di squadra, fino a quella che potrebbe segnare la sua consacrazione. Pietro Sighel è la grande speranza dello short track italiano nei Giochi di casa, dopo un autunno da protagonista nel World Tour, com’è chiamata la Coppa del Mondo del pattinaggio di velocità su pista corta. A inizio dicembre, infatti, il classe 2000 trentino si è aggiudicato il titolo di specialità sulla distanza dei 1000 metri, riuscendo in un’impresa che in Italia era riuscita solo due volte a Fabio Carta, l’ultima oltre vent’anni fa. Come se non bastasse, si è anche classificato al secondo posto nella classifica generale, dietro soltanto al fenomeno canadese William Dandjinou, tra i nomi più attesi agli imminenti Giochi Olimpici.
Le qualità di Sighel, però, si conoscono già da anni. Non è l’ultimo arrivato, e come già detto è stato parte delle formazioni che, a Pechino 2022, si sono aggiudicate rispettivamente la staffetta mista sui 2000 metri e quella maschile sui 5000. Eppure Pietro ricorda la trasferta cinese con un pizzico di amaro in bocca: «Più dei 500 dove sono caduto», ha detto l’azzurro a Il Giornale, «mi pesa il 1500: una squalifica che considero un’ingiustizia. Avevo una gran gamba. certe cose restano sullo stomaco». In effetti quella decisione fece molto discutere. Dal 2022, però, il figlio d’arte – anche suo padre Roberto Sighel era un pattinatore di velocità – ha raccolto la bellezza di dieci medaglie iridate tra prove individuali e staffette. Nel 2023 è arrivata quella più importante, l’oro nei 500 metri conquistato a Seoul.
A confermare la capacità di competere su numerose distanze è lo stesso Sighel, che in un’intervista a Olympics.com ha confermato di non avere una specialità dove si sente davvero più forte, nonostante i due mesi spettacolari vissuti sui 1000 metri. «Qualche anno fa avrei risposto diversamente, ma oggi mi sento competitivo su tutte allo stesso modo. La mia condizione varia in base ai weekend di gara. Nel primo della stagione mi sentivo meglio sui 500 metri, nel secondo un po’ meno bene. Il tutto, però, con la consapevolezza di essere sempre competitivo». I podi ottenuti tra Mondiali ed Europei dicono lo stesso, perché il palmares del classe 2000 vanta ori e argenti dai 500 ai 1500 metri.
Così, il 25enne delle Fiamme Gialle è cresciuto anno dopo anno, nei risultati e non solo. Sighel sembra aver capito di essere un singolo di peso nella super competitiva squadra dello short track italiano, e già da diverse settimane ha cominciato a promuovere la disciplina, in modo che i riflettori non si spengano completamente al termine di Milano Cortina 2026: «Lo short track è spettacolare, imprevedibile, perfetto per la televisione», ha detto l’atleta trentino.. Che poi ha aggiunto: «Venite a vederci dal vivo!».
Lo short track in Italia è Pietro Sighel e molto, molto altro. Arianna Fontana è stata per anni il volto della disciplina, e ai Giochi di casa sarà nuovamente portabandiera dopo la prima volta a Pyeongchang 2018. La valtellinese, a oggi l’italiana di sempre più medagliata alle Olimpiadi Invernali, insegue un altro capolavoro in quella che, probabilmente, sarà la sua ultima esperienza a cinque cerchi. Alle spalle dei due volti simbolo di uomini e donne, una squadra che punta a essere competitiva su ogni fronte. «Tanto è vero che ai Giochi saremo presenti con tre atleti in tutte le prove individuali, il massimo consentito, e nelle tre staffette », ha affermato Sighel alla Gazzetta dello Sport. Le prove di short track andranno in scena all’Unipol Forum di Assago, noto impianto dove si svolgono incontri sportivi e concerti, ribattezzato per l’occasione “Milano Ice Skating Arena”. Una delle tante venue che Milano offrirà agli atleti di tutto il mondo, in un mese, quello di febbraio, dove i protagonisti saranno gli sport invernali e le città che ospiteranno le loro gare.