Una carnevalata, aspettando il torneo principale? Semmai il sogno che diventa realtà, sparigliando completamente le gerarchie del grande tennis: è anche per questo se l’esperimento del One Point Slam, alla vigilia degli Australian Open, ha avuto così tanto successo. Formula semplice, bella e spietata: un solo scambio a disposizione, chi perde va fuori. Ciascun round era a eliminazione diretta, hanno partecipato uomini e donne, campionissimi e amatori. Il bello è che ad aggiudicarsi l’imprevedibile torneo alla fine è stato il semisconosciuto Jordan Smith, che ha chiuso in lacrime – e con in tasca un assegno da un milione di dollari.
L’esibizione ha convinto tutti, proprio per la rapidità dell’intero percorso e per le caratteristiche di un format che ha completamente azzerato ogni gap fisico o tecnico. Basti pensare che nessuno fra i big è arrivato nemmeno in semifinale: Jannik Sinner, dopo aver battuto Pablo Carreno al termine di un bellissimo scambio, ha sbagliato la battuta proprio contro il carneade Smith. Ed è andato fuori fra i sorrisi. Stessa sorte per Carlos Alcaraz agli ottavi, tradito da una palla corta. Mentre Smith, nel corso di un autentico cammino “alla Bradbury” – giacché siamo in Australia – ha eliminato uno alla volta Amanda Anisimova, numero quattro del ranking WTA, Pedro Martinez e Joanna Garland in una finale contro ogni pronostico – visto che la sua avversaria, da numero 117, aveva a sua volta battuto niente meno che Alexander Zverev.
Il pubblico australiano, 78mila spettatori, è andato in delirio anche perché Smith rappresenta a pieno titolo il tipico ragazzo di casa, cresciuto alla Castle Hill academy di Sydney e pronto a sfruttare l’occasione della vita. Il One Point Slam si è infatti arricchito a dismisura da un’edizione all’altra: l’anno scorso metteva in palio appena 40mila dollari, e fra i nomi nella lista contava un solo tennista professionista (Andy Rublev). Ora invece, oltre agli atleti suddetti, si presentavano al via anche Iga Swiatek, Coco Gauff, Jasmine Paolini. Daniil Medvedev e Nick Kyrgios. Insomma, un mix perfetto tra eccellenza mondiale e giocatori locali, che in totale ha coinvolto 48 partecipanti.
E il bello è che è piaciuto a tutti. A partire dai campioni, traditi dai sorrisi leggeri fra un turno e l’altro. Ma il più grande di tutti, naturalmente, è stato quello di Smith: “Non trovo nemmeno le parole per commentare. Tutto questo è incredibile”. E visto il successo di questo 2026, prepararsi sul serio all’appuntamento dell’anno prossimo, a questo punto ancora più grande e allettante. Anche se una finale così imprevedibile e da underdog, sarà difficile da replicare. Perfino per i pazzi criteri del One Point Slam.