Andare veloci verso una medaglia storica. Non ci sono giri di parole per gli Azzurri dello speed skating, che si stanno avvicinando ai Giochi Olimpici Invernali in buona forma, pronti a duellare con chiunque si intrometterà tra loro e la voglia di primeggiare in casa. La prima parte di stagione è stata densa e positiva per la truppa italiana, che ha ben figurato nelle prime quattro tappe di Coppa del Mondo. Ancora meglio è andato lo scorso fine settimana, con il record di medaglie centrato ai Campionati europei ISU 2026 su singole distanze, a Tomaszów Mazowiecki, in Polonia.
Nella tre giorni di gare, sono stati cinque gli allori conquistati dalla Nazionale azzurra, con due bronzi e altrettanti argenti a completare l’impresa del terzetto maschile nell’inseguimento a squadre. Impostazione di gara perfetta, prestazione al top e traguardo tagliato prima di tutti in 3:40.96, con Paesi Bassi e Norvegia a completare il podio. Vedere salire sul gradino più alto del podio Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti è perciò il miglior viatico a quattro settimane dal via delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Lo stesso Ghiotto, titolare del record mondiale sui 10mila metri, si è ripetuto il giorno successivo sui 5mila, ma ancora meglio ha fatto Riccardo Lorello, che ha concluso in seconda piazza emergendo come l’unico avversario, insieme al connazionale giunto terzo, capace di reggere il ritmo forsennato dell’olandese Kars Jansman.
Le cose sono andate piuttosto bene anche sul versante femminile, con la solita Francesca Lollobrigida a firmare un secondo posto che però lascia l’amaro in bocca. Nella mass start la pattinatrice romana ha condotto gara di testa dovendo inchinarsi solo al fotofinish alla danese Sofia Prosvirnova Thorup, che l’ha preceduta per appena dieci centesimi. A suggellare l’ottimo momento di forma del gruppo azzurro è stato Andrea Giovannini, due volte campione del mondo di mass start, che nello stesso format di gara ha chiuso in terza posizione, dietro al belga Bart Swing e all’olandese Bart Hoolwerf.
Con la cinquina in Polonia, l’Italia ha migliorato il precedente primato di quattro medaglie europee, stabilito nel 2018 a Kolomna, in Russia. Con il successo nell’inseguimento a squadre maschile, inoltre, gli Azzurri sono tornati sul gradino più alto del podio a otto anni di distanza dall’ultimo sigillo europeo. Dati e prestazioni promettenti in vista di Milano Cortina 2026, dove la conoscenza del tracciato in Val di Fiemme e la spinta del pubblico dovranno fornire ai padroni di casa il boost necessario per battere la nutrita schiera di rivali accreditati per la vittoria.
Le gare sulle distanze più lunghe sono quelle che ci interessano, poiché nelle gare più brevi non abbiamo al momento interpreti in grado di emergere, anche se le Olimpiadi sono la migliore occasione per gustarsi da vicino il fenomeno statunitense Jordan Stolz, 21enne del Wisconsin che sul ghiaccio incanta e non sembra avere avversari sui 500, 1000 e 1.500 metri. Tanto da arrivare in Italia per tentare di vincere quattro medaglie d’oro e mantenere vivo il paragone con la leggenda Eric Heiden.
Con l’inizio fissato a metà novembre e la conclusione a inizio marzo 2026, la stagione del pattinaggio di velocità sarà molto lunga, ricca di insidie e ovviamente incentrata sulla tappa olimpica, cui è dedicato l’intero mese di febbraio. Prima di concentrare le energie sulla gara a cinque cerchi c’è la tappa di Coppa del Mondo a Inzell, in Germania, la quinta stagionale, mettendo da parte i Campionati Europei.
Dopo tre anni di grandi soddisfazioni, anche in questa prima parte di stagione l’Italia ha ottenuto riscontri importanti, confermandosi come una potenza della disciplina insieme a Stati Uniti, Paesi Bassi, Giappone e Norvegia: un aspetto talvolta scontato e poco ricordato. In ambito femminile siamonelle mani di Lollobrigida, due volte sul podio alle Olimpiadi di Pechino 2022 (argento nei 3000 metri e bronzo nella mass start) e grandiosa nel centrare il primo alloro mondiale con il successo nei 5mila metri ad Hamar, Norvegia, nel marzo dello scorso anno, colmando l’unica lacuna di una carriera da favola. Tra gli uomini sono diverse le punte di diamante, a partire da Ghiotto, che ha vinto la Coppa del Mondo di lunghe distanze nel 2024 e ha sfiorato il bis l’anno scorso, tallonando fino all’ultimo il norvegese Sander Eitrem. Con lui c’è Giovannini, altro veterano modello, che ancora primeggia nella mass start, mentre Malfatti è la pedina ideale per completare il terzetto azzurro dell’inseguimento, senza dimenticare le buone prestazioni di Daniele Di Stefano, reduce dall’ottavo posto nei 1500 metri maschili agli Europei dello scorso weekend.