Sembra proprio che lo stipendio di Gianni Infantino, presidente della FIFA, sia aumentato moltissimo negli ultimi anni

Di oltre quattro volte, arrivando quasi a quanto percepiscono Marcus Thuram o Jonathan David tra Inter e Juve.
di Redazione Undici 16 Gennaio 2026 alle 17:17

Presidente? Forse ormai è il caso di chiamarlo top player: almeno in termini di emolumenti, Gianni Infantino non ha più nulla da invidiare a quanto incassano molti giocatori di prima fascia nel calcio europeo. Togliamo magari i mostri sacri dall’equazione – no, non siamo ancora al livello dei 30 milioni annui di Haaland o ai 15 di Lewandowski – ed ecco che nella nostra Serie A troviamo Marcus Thuram, Jonathan David, Paulo Dybala o Romelu Lukaku. Che in termini di stipendio netto, percepiscono circa cinque o sei milioni di euro all’anno – poco più, poco meno. Esattamente quanto le entrate complessive del numero uno della FIFA.

L’indiscrezione arriva dalla Francia, dove Le Monde ha avuto modo di analizzare le ultime dichiarazioni dei redditi – tecnicamente denominate “moduli 990” – presentate dalla Federcalcio di Zurigo alla Internal Revenue Service (l’agenzia governativa incaricata della riscossione dei tributi all’interno degli Stati Uniti). Il costo a bilancio del signor Infantino, nel 2024? L’equivalente di 5,27 milioni di euro, così ripartiti: 2,54 relativi allo stipendio base, 1,61 di bonus e un altro milione tra “altri compensi dichiarabili, pensioni e altri compensi differiti” (in altre parole, varie tipologie di benefit contrattuali).

L’aspetto notevole, sottolineato dal quotidiano, è che soltanto otto anni fa la FIFA aveva dichiarato per il suo presidente “soltanto” 1,28 milioni di euro: meno di un quarto della somma attuale. Una crescita economica esponenziale, determinata dal faraonico pacchetto di investimenti sbloccati da Infantino nel presente e nel passato recente: i Mondiali in Qatar, quelli in America e in futuro in Arabia Saudita, senza contare la massiccia operazione commerciale del Mondiale per Club. Al contempo, infatti, la Federcalcio internazionale fa anche sapere di aver raggiunto ricavi sempre più da record: sono stati stimati ben 11 miliardi di dollari di entrate nel quadriennio 2023-2027. Per intenderci, all’incirca come l’intero Pil del Kosovo.

In un contesto del genere, è presumibile che il portafoglio di Infantino possa continuare a gonfiarsi ancora. Senza contare quello dei suoi collaboratori: sempre nel 2024, la FIFA ha reso noto di aver pagato la bellezza di 33,2 milioni di dollari di emolumenti complessivi alla sua squadra dirigenziale e ai membri eletti del Consiglio FIFA – una quarantina di persone in totale. Insomma, un club di paperoni ai cui vertici siede il personaggio più facoltoso della storia federcalcistica. E pensare che all’inizio del suo corso, nel 2016, la FIFA aveva predicato rigore e austerità proprio per dissociarsi “dai bonus e dagli stipendi eccessivi” della stagione Blatter. Evidentemente, non solo dalle parti di Zurigo, tra il dire e il fare ci sono milioni e milioni di tentazioni.

“Nell’ambito del suo impegno statutario alla trasparenza, la FIFA pubblica annualmente i compensi corrisposti ai suoi dirigenti “, la dichiarazione della Federcalcio a Le Monde . “La FIFA contribuisce ai contributi previdenziali, al fondo pensione, all’assicurazione contro gli infortuni e ad altri benefit contrattuali per i dipendenti del presidente, come dettagliato nella relazione annuale della FIFA. Questi benefit vengono segnalati alle autorità statunitensi in conformità con gli obblighi di rendicontazione. Il compenso annuale, insieme ad altri benefit contrattuali, è determinato dalla Sottocommissione per le Remunerazioni della FIFA”. Nessun cortocircuito, a quanto pare. È l’etica del denaro a ogni costo. E a giudicare dalle innumerevoli controversie spuntate a margine dei grandi appuntamenti calcistici negli ultimi anni, tutto sommato non c’è da stupirsi. Infantino siede ormai al tavolo dei big – Trump, sauditi, qatarioti – e lo fa un po’ da paciere e un po’ da primus inter pares. Anche in termini di conto in banca.

>

Leggi anche

Calcio
Il primo torneo ATP sull’erba organizzato in Italia, a partire dal 2028, è l’ennesima prova che il nostro tennis sta vivendo un’incredibile età dell’oro
Si giocherà a Milano, o comunque al Nord, e rappresenta un momento storico per la FITP e l'intero moviamento.
di Redazione Undici
Calcio
A New York adesso c’è il centro sportivo più innovativo del Nord America, ed è stato costruito per i New York Red Bulls
80 acri di struttura, costo di oltre 100 milioni di dollari, otto campi regolamentari e tanti ambienti diversi e modernissimi. Sia per la prima squadra che per tutte quelle del settore giovanile.
di Redazione Undici
Calcio
Edoardo Motta è esploso in maniera fragorosa, ma in realtà la sua crescita va avanti da anni
Il portiere della Lazio è arrivato in Serie A ed è diventato titolare senza dare troppo nell'occhio, ma poi si è preso la scena con quattro rigori parati che hanno trascinato la squadra di Sarri in finale di Coppa Italia.
di Redazione Undici
Calcio
È stato chiesto a Donald Trump di ripescare l’Italia ai Mondiali al posto dell’Iran, ed è un’ipotesi difficilissima ma non del tutto assurda
Al centro di questa vicenda c'è Paolo Zampolli, imprenditore italo-americano e collaboratore di Trump. E c'è di mezzo anche una questione politica, dopo la rottura tra la Casa Bianca e Giorgia Meloni.
di Redazione Undici