Human Rights Watch, una delle più importanti organizzazioni per i diritti umani, ha detto di essere preoccupata per i Mondiali 2026

In una lettera inviata alla FIFA e a Gianni Infantino, è stato richiesto di «riconsiderare l'assegnazione del torneo agli USA». E il motivo sono le politiche di Trump sull'ingresso nel Paese.
di Redazione Undici 14 Maggio 2025 alle 02:09

Tutte le ultime edizioni dei Mondiali, per dirla con un eufemismo, hanno generato grandi polemiche di stampo politico: la FIFA è finita sotto accusa sia per Russia 2018 che per Qatar 2022, e francamente c’erano tanti motivi perché ciò accadesse. Fino a qualche mese fa tutti pensavano che quella del 2026 sarebbe stata una Coppa del Mondo più serena da questo punto di vista, ma la rielezione di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti ha cambiato lo scenario. E infatti adesso Human Rights Watch, una delle più importanti organizzazioni globali a difesa dei diritti umani, si è rivolta alla FIFA esprimento tutte le sue preoccupazioni per il torneo che si svolgerà tra poco più di un anno negli USA, in Canada e Messico.

Secondo quanto riporta POLITICO in questo articolo, «Human Rights Watch ha inviato una lettera alla FIFA in cui il presidente Gianni Infantino viene esortato a riconsiderare l’assegnazione del torneo agli Stati Uniti, se non sarà possibile garantire la sicurezza dei tifosi e dei giocatori». Il riferimento di POLITICO e di Human Rights Watch va ricercato nelle politiche dell’amministrazione Trump in merito ai visti e all’ingresso nel Paese. Si legge ancora: «POLITICO ha riferito che Infantino tiene contatti stretti con Trump, ma nella lettera di Human Rights Watch c’è un invito a stabilire parametri di riferimento e tempi chiari per delle nuove politiche sull’immigrazione negli Stati Uniti: un passaggio necessario per garantire il rispetto dei diritti dei giocatori, dei tifosi e di tutti coloro che parteciperanno ai Mondiali».

Insomma, c’è un po’ di preoccupazione per il modo in cui Trump tratta i visitatori e gli immigrati stranieri. Inevitabile, visto che la FIFA prevede un esodo di circa 6,5 milioni di persone verso il Nord America, e visto che nel frattempo i potenziali divieti di visto imposti da Trump per i cittadini di alcuni paesi potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza delle persone e dell’intera manifestazione. Inoltre, come se non bastasse, POLITICO scrive che «tanti altri fattori, per esempio la possibilità di detenzione alla frontiera, i tempi di attesa per i visti, nuove leggi che prendono di mira la comunità LGBTQI+ e gli ipotetici limiti alla libertà di parole e di protesta pacifica potrebbero peggiorare ulteriormente la situazione».

Nella lettera indirizzata alla FIFA, Human Rights Watch chiede a Infantino «quali azioni sta intraprendendo la FIFA affinché il governo degli Stati Uniti consenta a giocatori, tifosi e giornalisti di tutto il mondo di assistere in sicurezza alla Coppa del Mondo 2026 negli Stati Uniti? Quali azioni intende intraprendere la FIFA nel caso in cui giocatori, tifosi o giornalisti siano soggetti a discriminazione, interrogatori ingiusti o arresti arbitrari mentre si trovano negli Stati Uniti?». Secondo POLITICO, la FIFA non ha ancora risposto a queste domande e non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione in merito a questa vicenda.

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