Secondo i giornali inglesi, la prima settimana di Rosenior al Chelsea è stata piena di cose strane

Per esempio far giocare Cole Palmer coi pezzi dei LEGO, e rendere il tutto assolutamente sensato.
di Redazione Undici 17 Gennaio 2026 alle 02:47

In che ambito potreste trovare, assieme nella stessa stanza, Cole Palmer, Reece James e un set di costruzioni LEGO? A: in una barzelletta. B: in una sessione di allenamento orchestrata da Liam Rosenior, il nuovo allenatore del Chelsea. Bravo chi si è azzardato a scegliere la risposta B, perché il nuovo corso tecnico del Chelsea è fatto anche di attività apparentemente fuori da ogni logica calcistica. Eppure funzionali allo spirito di squadra – o almeno, per l’allenatore 42enne, allo Strasburgo era stato così e i suoi ragazzi lo adoravano.

Le prime indiscrezioni arrivano dai tabloid inglesi, che hanno approfondito la settimana d’insediamento di Rosenior a Stamford Bridge con la stessa curiosa attenzione che si riserva a un animale esotico mai visto prima. L’ha fatto davvero, Liam: spostare parte dell’allenamento sul campo davanti a un tavolo pieno di pezzi di LEGO, lanciando una gara di costruzioni fra i suoi giocatori. Questione di team building, di costruire – mattoncini a parte – l’atmosfera giusta per risollevare la non così storta stagione del Chelsea. Rosenior ha iniziato passando agilmente il turno in FA Cup – cinquina sul campo del Charlton – salvo poi perdere l’andata dalla semifinale di EFL Cup contro l’Arsenal. Il debutto in Premier sarà sabato contro il Brentford, e lì Palmer e compagni saranno chiamati a macinare risultati per non perdere il treno per la Champions – che al momento dista quattro lunghezze.

Il metodo Rosenior, in tutto questo, è inserirsi in punta di piedi. Legittimare il lavoro del suo predecessore, Enzo Maresca, che – divergenze tattiche a parte – è stato preso come punto di riferimento dal nuovo allenatore. Anche e soprattutto davanti alla squadra. Per il resto, più che i sistemi di gioco contano i rapporti umani: già durante l’esperienza in Francia, Rosenior si era contraddistinto per un approccio quasi socratico con i suoi giocatori. «Se io li rispetterò, loro mi rispetteranno», è il mantra che l’ha portato al Chelsea – conquistando anche i tifosi dello Strasburgo, prima di sentirsi traditi dal suo addio repentino, ma questa è un’altra storia.

Così Rosenior parte dalla condivisione. Degli spazi, dei tempi e degli intenti. A Palmer ha subito fatto capire che non ha alcuna intenzione di spremerlo di partita in partita, novanta minuti su novanta, sottoponendolo al rischio di nuovi infortuni. A Robert Sánchez ha spiegato come i suoi errori di portiere pesano sulle spalle dell’allenatore. E che dunque deve stare tranquillo. Al giovane e talentuosissimo Estêvão Willian, alle prese con le barriere linguistiche dell’inglese, ha fatto capire che servono serenità e pazienza: non è il caso di rimanere profondamente delusi quando non viene scelto nell’undici titolare (è capitato e ricapiterà). Ha poi spronato Moisés Caicedo a diventare il nuovo Makélélé o Kanté agli occhi del pubblico di Stamford Bridge, da qui ai prossimi dieci anni. E ha incalzato Wesley Fofana a uscire dalla sua comfort zone tattica, soprattutto di fronte ad avversari di rango come i rivali dell’Arsenal.

Insomma, a uno a uno, il nuovo allenatore ha cercato subito di lasciare il segno in ciascuno dei suoi ragazzi. Piccoli gesti, novità apparentemente strampalate, come per esempio quella di dirigere le sedute d’allenamento senza guanti, in modo che i suoi applausi di incoraggiamento si sentissero forte, per tutti i campi del centro sportivo di Cobham. Il tutto, però, sembra essere all’insegna di una serenità mentale preziosa. Soprattutto per un gruppo che dee reagire a un esonero di metà stagione, e al rischio inevitabile di dubitare delle proprie qualità – con le aspettative salite a mille dopo il trionfo al Mondiale per Club. Il futuro del Chelsea parte dal ritrovare il piacere di divertirsi. Come dei bambini alle prese coi LEGO, e in questo caso non si tratta di una metafora.

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