In quanto responsabile dello sviluppo mondiale del calcio, forse Arsène Wenger avrebbe già voluto mettere un tassello tutto suo nella storia del gioco: aggiornare il fuorigioco, o meglio riportarlo al vecchio concetto della “luce” tra l’attaccante e l’ultimo difendente. E invece l’IFAB, il board che sovrintende il regolamento del gioco pallone, ha bocciato la proposta dell’ex manager di Monaco e Arsenal – che, per correttezza formale, da ora in poi “fuorigioco daylight” . Lo scrive la BBC, che poi racconta anche la nuova idea del board, idea che sarà oggetto di discussione ufficiale nelle prossime riunioni consultive: il passaggio al “torso offside”.
Ma andiamo con ordine, cioè spieghiamo e semplifichiamo la questione. Secondo il regolamento in vigore in questo momento, il fuorigioco si verifica nel momento in cui – al momento dell’ultimo passaggio – una qualsiasi parte del corpo, tra tutte quelle utili a giocare il pallone e a realizzare un gol, si trova davanti la linea immaginaria tracciata dall’ultimo difendente. Di conseguenza, se anche un solo centimetro di una spalla, di un ginocchio o del tacchetto di uno scarpino dell’attaccante si trova davanti il penultimo difendente, l’attaccante è e resta in offside. Come detto prima, invece, la proposta del “fuorigioco daylight” – è giusto usare il condizionale passato, visto che è stata bocciata – avrebbe previsto la reintroduzione del concetto di “luce”: secondo questa interpretazione, un attaccante finisce in fuorigioco quando tutto il suo corpo si trova totalmente al di là del corpo dell’ultimo difendente; la “luce” è appunto quello spazio virtuale che determina la distanza tra i due punti più estremi dei due calciatori coinvolti nell’azione, sempre al momento dell’ultimo passaggio.
Great article. Wenger’s “daylight” offside is ridiculous.
Torso offside is the way to go. https://t.co/jok7cJrCMU pic.twitter.com/UoFY0ulZfO
— FutOffsides (@FutOffsides) January 13, 2026
Questa infografica, realizzata dal Times, chiarisce bene cosa si intende per “fuorigioco daylight”. E mostra anche perché, in questo modo, gli attaccanti sarebbero stati fin troppo favoriti da questa modifica regolamentare. In pratica, quindi, racconta il motivo per cui l’IFAB ha deciso di rigettare la proposta di Wenger, concentrandosi invece sul già citato “torso offside”. Pure questo è spiegato nella grafica che vedete sopra: di fatto, come si legge chiaramente nella didascalia, il “nuovo” fuorigioco potrebbe verificarsi nel momento in cui «un giocatore si ritrova in offside se una qualsiasi parte del suo torso è in posizione irregolare. Di conseguenza, piedi, gambe o testa non rientrerebbero nella rilevazione della posizione irregolare».
La differenza rispetto a ciò che avviene oggi è netta. Per dirla in soldoni: l’idea sarebbe quella di punire la posizione del torso, molto più che quella dei piedi e/o della testa, perché determina un reale vantaggio dell’attaccante rispetto al difendente. Semplificando ancora: se l’attaccante è con il torso davanti, vuol dire che è scattato prima, acquisendo “illegalmente” un beneficio spazio-temporale rispetto al difensore. Dal punto di vista pratico, la segnalazione dell’infrazione continuerebbe a essere determinata al millimetro, soprattutto adesso che ormai è stata introdotta la rilevazione semi-automatica, ma a cambiare sarebbe l’essenza della regola: verrebbe “punito” un vantaggio più realistico, rispetto a quanto avverrebbe ora.