I calciatori e i tifosi del Celta Vigo si sono messi lo smalto alle unghie per sostenere Borja Iglesias, che aveva ricevuto insulti omofobi dai tifosi del Siviglia

I gruppi organizzati hanno allestito delle sedute di manicure gratuite per chi volesse sostenere il giocatore spagnolo, da anni in lotta contro le discriminazioni basate sul genere e l'identità sessuale.
di Redazione Undici 19 Gennaio 2026 alle 13:55

Un gesto semplice ma che trasmette splendidamente il carattere di un gruppo e di un ambiente, quello che accomuna la squadra e la sua comunità, davvero unito. È tutt’altro che banale quello che hanno fatto molti giocatori del Celta Vigo, che prima della partita contro il Rayo Vallecano si sono decorati le unghie con lo smalto in segno di solidarietà con il compagno Borje Iglesias. Il Panda, come lo chiamano in Spagna, era stato insultato per essersi disegnato sulle unghie proprio un panda e i colori sociali del suo club, il bianco e il celeste. L’attaccante era stato subissato di commenti sarcastici, velenosi, francamente fuori luogo, visto che mettevano in dubbio la sua mascolinità. D’altronde uno con le unghie colorate mica può andare a fare la lotta con i difensori de La Liga, no?

Inoltre, Borja Iglesias è da anni schierato contro le discriminazioni legate al genere e all’identità sessuale. E anche stavolta ha dovuto leggere frasi come «Ma muori, fr**io di m***a». «Vergognati, vattene a casa. Dipingiti le unghie, fr**io!». Ecco, questi sono stati solo alcuni degli insulti omofobi rivolti al giocatore di Compostela da parte di tifosi del Siviglia dopo la vittoria colta dal suo Celta allo stadio Sánchez Pizjuán. «Che strano, nel calcio queste cose non succedono mai», ha commentato con ironia lo stesso Borja Iglesias sul suo account X.

Non soltanto i calciatori hanno preso posizione contro l’odio via social, ma anche i tifosi. Come riporta El Pais, l’attacco attacco omofobo contro Iglesias ha spinto uno dei gruppi organizzati più importanti dell stadio di Vigo, i Carcamáns Celestes, a lanciare l’idea per cui tutti i suoi soci si dipingessero le unghie in segno di supporto al centravanti. Poco dopo si è unito anche il gruppo Merlegos Celestes, di Santiago de Compostela, che ha offerto una sessione di manicure gratuita il giorno prima della partita. All’iniziativa di Carcamáns e Merlegos si sono aggiunti altri gruppi di tifosi, come Centolos Celestes, Lechuzas Celestes o Blau Cel.

Molti bambini, così come bambine, madri, nonne e nonni, hanno partecipato alla manicure collettiva. Anche alcuni politici, come il leader dei socialisti galiziani José Ramón Gómez Besteiro, hanno aderito all’iniziativa. Il Celta ovviamente ha fatto la sua parte. «Il rispetto non è negoziabile. L’odio non ha posto nel calcio. Orgogliosi di te, dentro e fuori dal campo» ha scritto la società di Vigo sui suoi account. Poi il team social ha rilanciato il post iniziale dei Carcamáns e invitato i tifosi a condividere le proprie foto taggando l’account della squadra. La presidente Marián Mouriño ha pubblicato un video mostrando le sue unghie con il disegno di un panda, il soprannome di Iglesias.

— Celta (@RCCelta) January 15, 2026

Non tutti, però, sono pronti a rompere gli stereotipi, tanto meno in un ambiente come quello calcistico, in cui esiste una forte componente di mascolinità tossica. «Mostri vostri, f***i, fuori dal calcio», «nel Celta non ci sta un idiota in più» o «e magari anche con la borsetta, il rossetto e il sedere ben aperto» sono state alcune delle critiche ricevute dal club dopo aver invitato i tifosi a dipingersi le unghie.

Il Celta ha risposto ancora una volta: al mattino la squadra giovanile è scesa in campo con una maglia di Borja Iglesias in segno di sostegno e il club ha condiviso su Instagram diverse foto dei tifosi con le unghie dipinte. Al momento di entrare in campo, molti giocatori della prima squadra lo hanno fatto con la manicure pronta. Hugo Sotelo, Hugo Álvarez, Javi Rueda, Óscar Mingueza, Miguel Román, Carlos Domínguez, Manu Fernández e lo stesso Borja Iglesias sono scesi in campo con le unghie smaltate.

La partita è iniziata dopo un’esibizione folcloristica del carnevale galiziano. Sugli schermi è stata ricordata la storia della festa di Xinzo de Limia, una tradizione che, più che contrastare con una squadra e una curva che mostrano nuove forme di mascolinità, ha dimostrato come il nuovo e il vecchio possano convivere. «Un calcio all’omofobia», recitava uno striscione esposto dalla curva all’inizio dell’incontro, sorretto, ovviamente, da unghie quadrate, rotonde, ovali o a mandorla, tutte rigorosamente smaltate. «Omofobia mai più», ha intonato una tifosa al primo minuto di gioco. L’intera curva e gran parte dello stadio si sono uniti al coro all’unisono. Borja non è partito titolare, ma la questione era e resta molto più grande di una partita giocata da titolare o da riserva. Il 3-0 finale è stata solo la ciliegina sulla torta.

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