Disegno i miei trick, mi diverto sugli sci e non ho più niente da dimostrare, intervista a Jesper Tjäder

ALL EYES ON I protagonisti dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 – Campione del Mondo, bronzo olimpico, il freestyler svedese racconta il suo modo unico di affrontare lo sport. E la vita.
di Arianna Galati 23 Gennaio 2026 alle 17:54
SI202404080095

A 31 anni, con tre medaglie alle Olimpiadi invernali (ultimo il bronzo nel freeski slopestyle a Pechino 2022), Jesper Tjäder ha l’entusiasmo immutato del ragazzo che infilava gli sci con gli amici nella natia Östersund, centro nord della Svezia. «Tutti i miei amici e la mia famiglia sciavano, d’inverno. Da che ricordi, sono sempre stato sulla neve. Fa parte della cultura» ribadisce con schiettezza, sottolineandone l’aspetto collettivo che molti neofiti, considerando lo sci tra le discipline a tra(di)zione  individuale, non riescono ancora a inquadrare. Tjäder insiste sul filo del ricordo: «Non dovevi nemmeno pensarci: se volevi stare con gli amici, il posto giusto erano le piste da sci». Da quegli attimi di condivisione adolescenziale sono passati 15 anni, tre edizioni delle Olimpiadi, N medaglie agli X Games e numerosi podi in Coppa del Mondo, ma Jesper Tjäder non ha mai perso l’animo spavaldo e limpido del bambino in pista: «Ti senti libero, non pensi ad altro che allo sci, ed è una sensazione bellissima».

Quando hai capito che lo sci, e in particolare il freestyle, sarebbe diventato addirittura il tuo lavoro?
A 16 anni, col mio primo sponsor. Fino ad allora sciavo con i miei amici e non avevo realizzato quanto fossimo forti: è stato uno shock rendermi conto che si poteva davvero vivere di questo. Oggi faccio le stesse cose di quando ero piccolo: scio, provo a imparare nuovi trick e mi diverto.
Disegni ancora su un taccuino i tuoi prossimi trick o le prossime strutture?
Sì, non so più nemmeno quanti quaderni ho perché disegno un sacco di cose. Segrete, perché servono per futuri progetti video.
Da dove partono gli schizzi dei trick?
Lispirazione può venire da tutto: altri sport, architettura, natura. È una combinazione di cose, magari vedo un edificio o un albero con una forma particolare e penso Quello potrebbe essere un bel rail”. Tutto può essere un’idea.
Stai raccogliendo questi disegni per condividerli?
Se ho già realizzato la struttura, e il video è già uscito, posso mostrare il disegno, ma i miei schizzi non sono mai belli come il risultato finale. Non sono un grande disegnatore, lo faccio solo per ricordarmi cosa avevo in mente. Con la neve puoi creare davvero qualsiasi cosa, e credo che abbiamo appena iniziato a esplorare ciò che si può fare.

Cosa fai quando non sei sulla neve?
Amo gli sport estremi, tutti, e provare cose nuove: lo faccio per tenermi occupato perché mi manca lo sci. Mi piacciono il surf, la mountain bike, lo skate, l’arrampicata, tutto ciò che richiede di usare il corpo e mettersi un po’ alla prova.
Su TikTok un video ti descrive come il GOAT” (greatest of all time) del freestyle. Senti la responsabilità?
È un bel complimento, ma ci sono sciatori molto più forti di me. Non mi definirei “GOAT”, sono molto di nicchia: ci sono tanti trick che non so fare, altri invece sì perché mi concentro soprattutto sui rail. Però, anche se sono uno dei più “vecchi” nelle competizioni, mi sento ancora giovane e voglio fare un sacco di cose.

Come ti stai preparando per Milano-Cortina?
La preparazione è stata un podiversa perché mi sono infortunato a gennaio e non sono ancora al 100%. Per fortuna avevo iniziato a pianificare molto in anticipo, già dopo le ultime Olimpiadi, i trick che volevo fare, quindi se mi qualifico penso di essere messo bene.
Molti atleti dicono che la paura è uno degli aspetti più difficili da gestire in gara.
Io ho paura solo quando provo trick nuovi per i video. In gara la cosa che mi spaventa di più è lidea di fare qualcosa di imbarazzante, come fare una brutta figura in gara, ma poi non è così grave. Magari cadi al primo ostacolo o sbagli tutti i salti nel big air, succede a tutti, fa parte del lavoro. Ho fatto così tante gare che non devo più dimostrare niente. E dopo lultima Olimpiade, dove ho preso la medaglia, per Milano-Cortina è un po’ “vediamo che succede”. Ho già raggiunto il mio obiettivo.

C’è un grande dibattito sulla sicurezza degli atleti negli sport invernali. Pensi che si possa fare di più?
Il formato delle gare, e il modo in cui veniamo giudicati, può essere pericoloso perché spinge verso trick folli, soprattutto nel big air dove contano uno o due salti. Se ci fosse un formato più tecnico, più tattico, dove devi fare trick diversi e non solo quello più pazzo”, sarebbe più sicuro. Nello slopestyle funziona: se applicassimo questa logica anche al big air, secondo me aumenterebbe la sicurezza.
Un altro grande tema negli sport invernali è il cambiamento climatico.
Ad Åre, nel nord della Svezia dove vivo, c’è ancora molta neve e gli inverni sono buoni, ma è spaventoso vedere come sono messi i ghiacciai. Noi freeskier non abbiamo più bisogno dello sci estivo, possiamo allenarci anche senza andare sui ghiacciai. Forse dovremmo anche spostare un polinizio della stagione, finiamo le gare già a marzo, che è presto: cambiando il calendario potremmo essere meno dipendenti dalla neve.

>

Leggi anche

Altri sport
Flora Tabanelli è pronta a tornare, ed è una grande notizia in vista di Milano Cortina 2026
Un infortunio gravissimo, una rincorsa difficile al sogno olimpico. E ora, finalmente, il rientro per uno stage di allenamento in vista dei Giochi Olimpici Invernali.
di Redazione Undici
Altri sport
La Fisica delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali a Milano Cortina 2026, insieme a Vincenzo Schettini
Sei atleti e atlete, sei storie, sei concetti chiave. La Fisica delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali è un vodcast che parla di passione, emozioni e traiettorie.
di Redazione Undici
Altri sport
Milano Cortina 2026 è un’occasione enorme, ma anche la chiusura di un cerchio: intervista a Simone Barlaam
AROUND MiCo La visione e il modello organizzativo di Milano Cortina 2026 – Il nuotatore paralimpico italiano, Ambassador dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, è nato e cresciuto a Milano. E non sta più nella pelle.
di Redazione Undici
Altri sport
Edson Bindilatti ha 46 anni ed è già un monumento del bob brasiliano, ma vuole anche la sua sesta Olimpiade
Ha scoperto il ghiaccio per caso, ma poi è diventato il volto del suo Paese negli sport invernali. E ha intenzione di stupire ancora tutti, per l'ennesima volta.
di Redazione Undici