Da tempo l’Inter Miami starebbe provando a giocare la Copa Libertadores. Il progetto neanche troppo nascosto guarda ovviamente in direzione di Leo Messi, che – ci scommettiamo – non vedrebbe l’ora di partecipare. E, perché no, magari affrontare il club che lo ha cresciuto, il Newell’s Old Boys. La franchigia della Florida si è resa disponibile, ma gli ostacoli sono numerosi. Anche se il progetto resta molto affascinante, sia da un punto di vista “narrativo” che commerciale.
Come analizzato da The Athletic, dopo la vittoria della MLS Cup lo scorso dicembre, il proprietario Jorge Mas ha ribadito che l’ipotesi c’è, esiste. Solo che però è ancora rarefatta, e lo stesso Mas ne è consapevole: «È un sogno» ha ammesso parlando alla testata americana della possibilità di spingere la MLS verso la Libertadores. «Ma i sogni si avverano, no?», ha aggiunto subito dopo, raccontando poi che «ho avuto conversazioni con la CONMEBOL e con il presidente Alejandro Domínguez in merito partecipazione alla Copa Libertadores. In fondo esistono dei precedenti, in passato i club messicani hanno già giocato il torneo».
Le squadre della Liga MX non hanno solo partecipato alla Libertadores, ma si sono anche affermate ad alto livello per quasi un ventennio, dal 1998 al 2016. Il Cruz Azul, il Chivas Guadalajara e il Tigres sono stati addirittura capaci di raggiungere la finale, ma le cose sono andate male per tutte e tre le squadre: il Cruz Azul è stato sconfitto dal Boca Juniors del 2001, il Chivas ha perso contro l’Internacional nel 2010 e il Tigres si è arreso al River Plate di Marcelo Gallardo nel 2015.
Mas ha ipotizzato che la vincitrice della MLS Cup e il campione della Liga MX possano «forse meritare un posto» in Libertadores. Ma, secondo il presidente della CONCACAF, Victor Montagliani, la FIFA ha già chiuso la porta all’eventuale partecipazione di club nordamericani al più imoprtante torneo per club sudamericani: nel dicembre 2023, lo stesso Montagliani ha rivelato come una richiesta della federazione messicana per rientrare in Libertadores era stata respinta. La motivazione era legata all’esistenza di una competizione ufficiale CONCACAF, oggi chiamata Champions Cup, che garantisce l’accesso diretto al Mondiale per Club. Da allora la posizione non è cambiata.
Mas, però, può contare su un vero e proprio jolly: Leo Messi. Il capitano dell’Inter Miami resta una calamita globale per pubblico e sponsor e non ha mai disputato una Copa Libertadores. Il fatto che abbia 38 anni riduce di molto le occasioni coronare quest’aspirazione, e, anche se ha rinnovato fino al 2028, il tempo per un cambiamento così radicale è a dir poco limitato.
Il desiderio di Mas di misurarsi in Sudamerica appare quindi irrealizzabile, o quasi. Nel frattempo, almeno questo viene da dire, l’Inter Miami ha vissuto una crescita importante, sia come brand che come squadra: ha vinto l’ultima edizione della MLS, al Mondiale per Club ha battuto il Porto e ha pareggiato contro il Palmeiras. Nelle competizioni CONCACAF non è andata altrettanto bene, ma un eventuale ingresso in Libertadores potrebbe essere un ulteriore boost per lo sviluppo del progetto.
Forse è anche per questo che, prima di ricominciare con le gare ufficiali, l’Inter Miami ha programmato amichevoli contro Alianza Lima, Atlético Nacional e Barcelona SC, tutte realtà storiche della Libertadores. Sarà un’occasione per sfruttare la popolarità di Messi in Sud America, ma anche per assaporare – seppur in forma non ufficiale – il livello della competizione CONMEBOL. Il «diritto di sognare» rivendicato da Mas è comprensibile, così come l’idea che i club MLS possano ambire a un ruolo più ampio nel calcio internazionale, ma non tutti i sogni sono destinati a realizzarsi. Non in breve tempo, quantomeno.