L’Italia del biathlon è pronta a dire la sua nei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026. La squadra azzurra arriva infatti all’appuntamento di casa coltivando ambizioni da protagonista, con l’asticella degli obiettivi posta decisamente più in alto rispetto al passato. Anche perché, se guardiamo all’ultimo decennio, il livello dei traguardi raggiunti si è alzato vertiginosamente, ma manca ancora la ciliegina sulla torta: l’oro olimpico. Nelle ultime tre edizioni sono state quattro le medaglie vinte dai biatleti italiani, tutte di bronzo: due nella staffetta mista e due a livello individuale. Niente male per un Paese che ha sviluppato una cultura del biathlon – sport che unisce sci di fondo e carabina – che non ha niente a che vedere con giganti del calibro di Norvegia e Germania, dove le gare di biathlon sono eventi visti in tv da milioni di spettatori. L’Italia, invece, può contare su molti meno luoghi dove allenarsi e un numero infinitamente minore di appassionati, nonostante la passione e l’interesse siano in forte crescita.
Oltre ai tantissimi podi (17 in totale), ottenuti negli ultimi due mesi, ad accendere l’entusiasmo in vista di Milano Cortina è stata la vittoria nella staffetta mista a Nove Mesto, nell’ultima tappa prima del febbraio olimpico ad Anterselva. Un risultato che mancava da più di sei anni, in una specialità dove, però, l’Italia ha sempre saputo dire la sua, a cominciare dai due bronzi conquistati a Sochi 2014 e Pyeongchang 2018. Buona parte dei meriti vanno a Dorothea Wierer, protagonista in entrambe le occasioni e ancora in pista per i Giochi appuntamento dove concluderà la sua leggendaria carriera. Wierer, quasi 36 anni e due Coppe del Mondo nel palmares, ha deciso di continuare fino all’appuntamento di casa per un addio in grande stile. Nativa di Anterselva, la biatleta azzurra è pronta ad abdicare nella pista dov’è cresciuta, e dove ha vinto ben tre volte in Coppa del Mondo e due medaglie ai Mondiali del 2020. «Vorrei divertirmi», ha detto Wierer a Olympics.com in vista dell’appuntamento a cinque cerchi. «Ovviamente l’obiettivo è la medaglia, però sono anche realista: ho 35 anni, ci sono le giovani che stanno arrivando e fanno bene. Però vorrei finire con un sorriso».
Chi è tornata in forma proprio in tempo per i Giochi è Lisa Vittozzi. Vincitrice della Coppa del Mondo nel 2024, la biatleta nata nel 1995 si è dovuta fermare per l’intera stagione successiva a causa di problemi alla schiena che non le hanno dato tregua. A Milano Cortina, l’azzurra arriva da atleta esperta, forte di successi ma anche difficoltà che l’hanno messa a dura prova. «La prospettiva delle Olimpiadi in casa è stata la luce guida che mi ha spinto ad andare avanti», ha detto in un’intervista a L’Equipe. Vittozzi aveva già affrontato un periodo di difficoltà dal 2020 al 2021. Niente problemi fisici rilevanti in quel caso, ma una perdita di fiducia che l’aveva pesantemente penalizzata al tiro e, di conseguenza, nei risultati, prima di tornare competitiva nell’inverno del 2023 e conquistare, un anno dopo, l’ambita sfera di cristallo.
E gli uomini? Non sono da meno. Un anno fa, l’Italia scopriva il potenziale immenso di Tommaso Giacomel. Chi segue il biathlon da tempo sapeva delle qualità del ragazzo classe 2000, che all’inizio del 2025 ha cambiato completamente marcia, affermandosi come uno dei biatleti più forti in attività. Forte del suo incredibile stato di forma, il 25enne azzurro si è tuffato in questa stagione con un duplice obiettivo: lottare in Coppa del Mondo e per una medaglia olimpica. Nel primo caso è pienamente in corsa per il trionfo nel circuito, mentre per il secondo è impossibile non metterlo tra i favoriti di ogni gara in calendario. Sugli sci la condizione è spaventosa, mentre al poligono servirà quella precisione che è mancata nelle ultime uscite, perché in certe gare gli errori al tiro si pagano caro.
L’ultimo elemento presente nella staffetta mista di Nove Mesto è Lukas Hofer, classe 1989. Anche lui, come Dorothea Wierer, c’era già a Sochi 2014, e ad Anterselva disputerà la sua ultima Olimpiade. A chi lo dava per finito, ha risposto proprio in Repubblica Ceca, dove oltre alla vittoria di gruppo si è preso anche un terzo posto nella prova individuale, testimoniando uno stato di forma crescente in vista dell’appuntamento più importante della stagione. Hofer, Wierer, Vittozzi e Giacomel compongono un quartetto che si promette di essere implacabile nella gara a squadre, ma capace di fare male anche singolarmente in tutte le prove dei prossimi Giochi.