Sabrina Simader ha messo il Kenya e l’Africa sulla mappa dello sci, non si è arresa alle avversità e adesso è pronta per Milano Cortina 2026

ALL EYES ON I protagonisti dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 – Aveva dovuto ritirarsi per mancanza di fondi, ora vuole ispirare un'intera generazione di ragazze.
di Redazione Undici 03 Febbraio 2026 alle 19:45

Aprire la strada, assurgere a modello e godersi la gloria dopo il ritiro. Sembrava questo il destino riservato a Sabrina Wanjiku Simader, prima donna keniota a partecipare ai Giochi Olimpici Invernali. Toccato l’apice centrando traguardi impensabili per chi arriva da una terra che per natura disconosce la neve, la sciatrice è stata costretta a salutare il circo bianco l’anno scorso, a soli 27 anni. L’incapacità di rimediare alla crisi finanziaria ne ha pregiudicato il cammino sulle piste, obbligandola a dire stop prima del previsto. Soprattutto quando mancavano pochi mesi a Milano Cortina 2026, l’appuntamento atteso per suggellare una carriera unica. Come nella più classica delle commedie hollywoodiane, però, stavolta c’è il lieto fine a rovesciare un percorso ingiustamente interrotto, con Simader che sarà una dei due keniani al via della rassegna a cinque cerchi.

Prima ancora di capire come Sabrina sia diventata un modello per un intero continente, va chiarita la strada che porta una ragazza nata a Kakuma, città nel Nord-Ovest del Kenya, vicino ai confini con Sud Sudan e Uganda, a inforcare gli sci e specializzarsi nella discesa libera e nel Super-G. La svolta sta nel trasferimento, all’età di tre anni, a Haus im Ennstal, piccola cittadina nella zona centrale dell’Austria. Nel Paese del suo patrigno Josep, proprio grazie alla passione di quest’ultimo, Simader inizia a prendere confidenza con la neve. Con un primo approccio non proprio promettente.

«Se devo essere sincera, quando ho provato per la prima volta gli sci non sono rimasta molto impressionata, e ancora meno entusiasmo c’era in me per il freddo e la neve. Perché non ero abituata a una simile atmosfera in Kenya. Poi, però, mi sono abituata e innamorata di tutto il contesto», ha dichiarato Simader. Che il binomio Kenya-sci non fosse percepito come ideale lo pensava anche il nonno di Sabrina, parecchio contrariato dopo aver visto la nipote con scarponi, guanti e bastoni da sci. «Non è lo sport adatto», sentenziò il grande vecchio, che forse fornì a Simader il primo stimolo per cancellare le perplessità dei familiari.

L’insistenza della ragazza è stata premiata con la crescita graduale del feeling con le piste, culminato con la partecipazione ai Giochi Olimpici Giovanili Invernali di Lillehammer. Era il 2016 e la 16enne Simader iniziava a farsi conoscere dal circuito bianco. Ma soprattutto iniziava a mettere la bandiera del Kenya sulla mappa dello sci mondiale. Fino a sfilare sotto la bandiera del paese natio alle Olimpiadi di PyeongChang 2018, quando divenne la seconda olimpionica keniana dopo il fondista Philip Boit. «Sono fortunata perché la Federazione di sci e la Nazionale keniota sono costruite attorno a me, dopo aver raggiunto un traguardo rilevante convincendo la commissione olimpica internazionale ad accettare la mia candidatura. Non è stato un percorso facile, perché lo sci è uno sport molto costoso a livello professionale e, senza sponsor, non sarebbe stato possibile arrivare al massimo livello».

Al di là del 38esimo posto ottenuto nel Super-G in Corea del Sud — tenendo a mente che, per una pioniera di provenienza africana, ancora più importante del risultato finale è dimostrare ai connazionali che nulla è impossibile — per Simader le Olimpiadi rappresentano un punto d’arrivo ineguagliabile. «È una competizione speciale, un evento grandissimo che suscita gratitudine solo all’idea di esserci». A far schizzare in alto la gioia della ‘snow leopard’, il soprannome che lei stessa si è data, è stata l’abilità di trovare le risorse necessarie per tornare in attività e garantirsi la presenza all’imminente edizione dei Giochi. «Cortina è un posto speciale e il mio obiettivo è ispirare kenioti e altre nazioni esotiche ad avvicinarsi agli sport invernali ed essere abbastanza coraggiosi da provare lo sci alpino». Un invito che Simader rivolge in particolare «alle ragazze che vorranno dedicarsi alle gare di velocità». Un desiderio che a livello generale si sta gradualmente realizzando, perché a Milano Cortina 2026 il 47% degli atleti ai nastri di partenza saranno donne.

>

Leggi anche

Calcio
I tifosi dello Strasburgo sono infuriati con il club perché si sentono una succursale del Chelsea, ma al Chelsea se ne fregano e continuano a scambiare giocatori con lo Strasburgo
L'ultimo "furto" è arrivato in chiusura di mercato, quando i Blues hanno riportato a Londra il difensore Sarr, uno dei migliori giocatori del club francese.
di Redazione Undici
Calcio
Intanto al Rennes continuano a produrre o a scovare grandi talenti, per poi rivenderli a cifre enormi
L'ultima grande plusvalenza riguarda Jeremy Jacquet, acquistato dal Liverpool per 63 milioni di euro.
di Redazione Undici
Calcio
Il Fenerbahce ha debiti per 500 milioni di euro, eppure continua a spendere delle cifre molto importanti sul mercato
E deve ringraziare un sistema decisamente permissivo, nel quale il club di Istanbul è semplicemente troppo grande per ricevere sanzioni.
di Redazione Undici
Calcio
Paulo Fonseca sta facendo benissimo a Lione, dove è diventato una specie di santone
E soprattutto, è stato decisivo per portare in Francia un fenomeno come Endrick.
di Redazione Undici