Un gran colpo di mercato proprio sul gong, al termine di una finestra invernale che aveva già portato in dote Sidiki Chérif e Mattéo Guendouzi. Ma se fin là il potere del Fenerbahce era stato essenzialmente economico – con la gentile indulgenza delle autorità locali, come avevamo raccontato –, portare un campione del mondo come Ngolo Kanté nella rosa gialloblù è stata un’impresa mica da poco. Anzi: una trattativa irrisolvibile. Se non fosse stato, nientepopodimeno, per l’intervento decisivo di Recep Tayyip Erdogan: il presidente della Turchia – e a questo punto anche delle sue squadre di calcio.
La conferma arriva direttamente dal club, che annunciando il 34enne francese esprime “la propria gratitudine al presidente Erdogan, per il suo supporto cruciale nel buon esito della trattativa, che contribuirà allo sviluppo del Fenerbahce e dell’intero calcio turco”. Come si è arrivati a uno scenario così surreale? Dal 2023 Kanté giocava nell’Al-Ittihad, nella Saudi Pro League. E in questi giorni a Riyadh si era tenuto un incontro fra il Sultano di Istanbul e il principe ereditario Mohammed bin Salman: i temi in questione erano soprattutto d’attualità geopolitica, di faccende economiche. Eppure, evidentemente, si è trovato il tempo per un piccolo extra time a sfondo sportivo, con Erdogan a insistere per la fumata bianca dopo diversi intoppi nel corso della trattativa. E siccome il Fondo sovrano dell’Arabia Saudita, cioè bin Salman, è anche proprietario dell’Al-Ittihad, non dev’essere stato impossibile trovare un accordo in grado di fare tutti contenti – c’era da risolvere un ulteriore ostacolo temporale e burocratico, vista la chiusura del calciomercato saudita lunedì sera, ma naturalmente s’è risolto anche quello.
Insomma, la vicenda Kanté racconta una volta di più come in Turchia il calcio non solo sia fortemente politicizzato, soggetto a regolamente finanziari all’acqua di rose e programmato per gonfiare all’inverosimile l’immagine dei club di cartello – Fenerbahce, Galatasaray, Besiktas.. Ma all’occorrenza può diventare un autentico affare di Stato, con l’uomo più potente del Paese pronto a intervenire per l’immagine e il prestigio dello sport nazionale – avete presente panem et circenses? Ecco. D’altronde, le manovre mondiali fra Trump e Infantino non sono poi così diverse. I ringraziamenti del Fener al Sultano sono soltanto più alla luce del sole. E per questo destano una certa curiosità. Chissà che cosa ne pensa N’Golo, di tutta questa storia.