«Sarà lo spettacolo più bello che l’Italia vedrà nei prossimi vent’anni». È il messaggio con cui Marco Balich, mente dell’evento, combina la grandezza e l’attesa per la cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026. Ci saranno 90 minuti di show curati nel più minuzioso dei dettagli, con cui l’Italia intende abbracciare il mondo, ben oltre lo sport, per stupire nel segno dell’unione.
Con i riflettori puntati sullo stadio Giuseppe Meazza, denominato per l’occasione San Siro Olympic Stadium, il senso del battesimo dei primi Giochi Olimpici Invernali diffusi sul territorio è inscenare un racconto corale per congiungere i luoghi della manifestazione. Annullare le distanze tra Milano, Livigno, Predazzo e Cortina d’Ampezzo per esaltare i protagonisti, i quasi tremila atleti provenienti da più di 90 Paesi.
Non si pecca di presunzione sostenendo che il momento inaugurale della XXV edizione delle Olimpiadi Invernali passerà alla storia, ancora prima di vederne l’essenza e gli effetti. Perché per la prima volta luci, colori, costumi, tradizioni e sfilate avverranno in simultanea in quattro località, mentre le vibrazioni di vicinanza e sostegno tra i popoli saranno condensati dalla presenza di due bracieri: uno all’Arco della Pace di Milano, l’altro nel centro di Cortina, in Piazza Dibona.
L’armonia tra uomo e natura, tra metropoli e la montagna, cioè tra Milano e Cortina, sarà il tema centrale della cerimonia. La connessione nella diversità è l’intreccio individuato per illustrare un viaggio verso il futuro, tra arte e innovazione, senza dimenticare il passato: «Armonia significa mettere insieme elementi differenti», spiega Balich. «E come concetto si sposa bene con questi Giochi, dove c’è consonanza di armonia tra culture, persone e tipologie di pensiero, ma anche le complessità che comporta la sfida”, .
La narrazione visiva della/e cerimonia/e di stasera è destinata a smuovere emozioni: si passerà della genialità senza tempo di Leonardo da Vinci, dal fulgore degli stili Liberty e Art Déco, cui Milano deve parte del suo essere, fino all’omaggio a Giorgio Armani, scomparso a 91 anni lo scorso 4 settembre – ma presente alle Olimpiadi, sulle divise che indosseranno gli atleti olimpici e paralimpici italiani.
Non può esserci storia senza eroi, che nella cerimonia d’apertura saranno incarnati dalla poliedricità di Pierfrancesco Favino e Sabrina Impacciatore, due testimonial del made in Italy che anche a Hollywood (e non solo) hanno imparato a conoscere. Con loro saranno in scena Laura Pausini e Andrea Bocelli, ma anche Tom Cruise e Snoop Dog, in prima fila per promuovere i Giochi di Los Angeles 2028, oltre al pianista cinese Lang Lang e alla cantante americana Mariah Carey. Niente male, per iniziare un’avventura così attesa.