L’espressione di Francesca Lollobrigida alla fine dei 3000 metri dello speed skating andava ben oltre la classica incredulità di chi vince un oro olimpico. Perché è arrivato tutto insieme, tutto troppo, un’alluvione di emozioni: Lollobrigida ha festeggiato la sua prima vittoria stagionale, il suo primo oro ale Olimpiadi con tanto di record olimpico (3:58:28), il primo oro in assoluto per l’Italia a Milano Cortina, il primo oro italiano di sempre nello speed-skating femminile. E ancora: tutto questo è arrivato nel giorno in cui la pattinatrice romana ha compiuto 35 anni, e così è diventata l’atleta italiana più anziana di sempre a vincere un oro in gara individuale dei Giochi Olimpici Invernali.
Chissà, forse questa incredibile giornata è arrivata perché la vita di Lollobrigida, negli ultimi tempi, è stata una prova continua: un’infezione virale l’ha anche portata a pensare al ritiro, ma alla fine il destino l’ha abbracciata e ripagata con dolcezza. Il successo ottenuto a Milano Cortina non è soltanto un successo sportivo di altissimo livello, ma anche il manifesto di un modo di stare nello sport che racconta molto di Lollobrigida-atleta e di Lollobrigida-persona: la medaglia d’oro è stata conquistata con autorità e con una gestione della gara impeccabile, ma soprattutto con quell’approccio sereno, quasi leggero, che da tempo è diventato il suo marchio di fabbrica. Alla vigilia, Lollobrigida aveva stemperato la tensione con il sorriso e un atteggiamento che sembrava lontano anni luce dalla pressione di un appuntamento carico di significati come un’Olimpiade in casa. Nessuna maschera da favorita, nessuna rigidità da atleta schiacciata dalle aspettative: solo concentrazione, ironia e la consapevolezza di chi sa di aver lavorato bene. Un modo di presentarsi alla gara che ricorda che trasmette la maturità delle grandi campionesse.
In pista, poi, l’atleta azzurra ha fatto parlare il ghiaccio. Dopo i primi giri controllati, ha iniziato a costruire la sua prova con intelligenza, senza strappi inutili, lasciando che fosse la continuità a fare la differenza. È lì che si è vista la Lollobrigida più solida: passo regolare, tecnica pulita, spinta sempre efficace. Un’interpretazione dei 3000 metri che ha confermato quanto abbia imparato a gestire la gara con naturalezza e una lucidità tattica affinata negli anni. Alla fine l’esultanza è stata composta, quasi timida, seguita subito da una risata liberatoria. «Mi sono divertita», ha detto a caldo, frase che potrebbe sembrare banale ma che in realtà racconta molto. Divertirsi, in uno sport fatto di sacrifici quotidiani, carichi di lavoro durissimi e pressione costante, non è scontato. Eppure Lollobrigida riesce spesso a ribaltare la prospettiva, trasformando l’attesa della gara in un momento da vivere con leggerezza, senza perdere competitività.
La serenità che diventa elemento strutturale del rendimento. Non superficialità, ma equilibrio. Non disimpegno, ma fiducia. Un atteggiamento che le consente di arrivare allo start con la mente libera, pronta ad affrontare l’imprevisto e a maneggiare le difficoltà che una gara lunga come i 3000 metri inevitabilmente presenta. La vittoria di Milano Cortina assume così un valore che va oltre la medaglia. È un segnale forte per il movimento italiano dello speed skating, che guarda a Lollobrigida come a un punto di riferimento tecnico e umano. In un contesto in cui l’attenzione mediatica crescerà inevitabilmente nei prossimi mesi, lei sembra già aver trovato la chiave per non farsi travolgere: restare se stessa, continuare a scherzare, alleggerire, ma al tempo stesso lavorare con la meticolosità che l’ha portata ai vertici internazionali.
C’è anche un messaggio generazionale in questa vittoria. Lollobrigida dimostra che si può essere professioniste senza irrigidirsi e che si può tornare grandi anche dopo la maternità. Una lezione che vale per lo sport di alto livello, ma che parla anche a un pubblico più ampio, spesso abituato a immaginare i campioni come dei super uomini o delle super donne. Milano Cortina, per lei, non è stata solo una tappa del calendario, ma un momento che inizia a prendere forma concreta. Ogni gara è un tassello, ogni successo una conferma, ma senza la necessità di caricare ogni risultato di significati definitivi. «Un passo alla volta», ripete spesso. Solo che i suoi passi sul ghiaccio, beh, continuano a essere velocissimi. Con questo oro nei 3000 metri, Francesca Lollobrigida rafforza il suo status di leader azzurra e rilancia le ambizioni in vista dei prossimi appuntamenti. Lo fa a modo suo: con il sorriso, con una battuta pronta e con la certezza che la serenità, quando è autentica, può diventare la più potente delle armi.