Con le medaglie di Franzoni e Paris nella discesa libera, l’Italia ha cominciato i Giochi Olimpici di Milano Cortina nel miglior modo possibile

Una gara bellissima, un grande risultato per la Nazionale azzurra. Che da Sochi 2014, per altro, non centrava un podio olimpico nello sci alpino maschile.
di Redazione Undici 07 Febbraio 2026 alle 18:31

Due atleti con storie, età e momenti della carriera ben differenti, ma anche due cose in comune: la tuta azzurra e il primo podio olimpico della loro vita. Si tratta di Giovanni Franzoni e Dominik Paris, che hanno firmare le prime due medaglie dell’Italia ai Giochi di Milano Cortina 2026. I due, che hanno dodici anni di differenza sulla carta d’identità, completano il podio della discesa maschile, che ha visto salire sul gradino più alto lo svizzero Franjo Von Allmen, coetaneo di Franzoni e ai vertici della disciplina dalla scorsa stagione. Anche senza vittoria, però, il risultato rimane di primissimo livello sia per la squadra azzirra che, ovviamente, per i due sciatori.

Basti pensare che questa è soltanto la sesta occasione in cui l’Italia fa doppietta di medaglie a cinque cerchi nello sci alpino. La prima è datata 1972, quando all’argento di Gustav Thoeni si aggiunse il bronzo del cugino Roland nelle slalom gigante. L’ultima risale ad appena quattro anni fa, proprio in discesa, quando Sofia Goggia si mise al collo l’argento davanti all’altoatesina Nadia Delago. Contando tutte le altre discipline invernali, la doppia presenza azzurra sale a 12 volte. Il conto è facile: metà sono nello sci alpino. Se al femminile le ultime edizioni avevano sempre portato grosse soddisfazioni, tra gli uomini una top-3 mancava da Sochi 2014, quando Christof Innerhofer aveva chiuso in seconda posizione la discesa libera e in terza la supercombinata. Per l’ultimo oro bisogna tornare indietro di altri quattro anni. In quell’occasione il protagonista era stato Giuliano Razzoli, vincitore dello slalom. Limitandosi alla discesa maschile, oltre a Innerhofer sono soltanto due le medaglie ottenute dall’Italia prima della doppietta arrivata a Bormio. Un altro numero che certifica il valore di questa impresa.

Nell’ultimo mese e mezzo, Franzoni è diventato il presente e il futuro dello sci alpino italiano al
maschile. Il suo non è un nome che spunta fuori dal nulla, ma i risultati giunti da dicembre in poi lo hanno finalmente consacrato come uno dei nomi più interessanti da seguire nelle discipline veloci per gli anni a venire. Dopo il podio nel super-G in Val Gardena, lo sciatore nato sulla sponda lombarda del Lago di Garda non si è più fermato. Un podio a Wengen e la prima vittoria in carriera a Kitzbuehel, due delle piste più iconiche per quanto riguarda la sua disciplina. Fino al capolavoro di Bormio, su un altro storico tracciato, e dietro a quello che, probabilmente, sarà il suo rivale per parecchi anni. Una scalata al successo che, assieme al suo carattere sensibile e alla sua emotività contagiosa, gli sono valsi anche i complimenti di Jannik Sinner. Con l’esplosione di Franzoni, è riemerso infatti l’aneddoto sull’occasione in cui il numero uno del tennis italiano aveva battuto il suo coetanio in una gara giovanile di sci, quando l’altoatesino ancora si divideva tra la neve e la racchetta. «Mi sono messo la sveglia per seguirlo», ha raccontato Jannik nel corso della sua trasferta in Australia.
Se gli ultimi mesi sono stati il trampolino di lancio nella carriera di Franzoni, per Paris si tratta di un altro grande traguardo in un percorso da fuoriclasse assoluto. Non è un caso che questa medaglia arrivi a Bormio, la pista dove ha vinto più volte, sette in totale. All’età di 36 anni e con quattro edizioni dei Giochi alle spalle, Paris si è presentato al cancelletto di partenza con lo stesso entusiasmo dei due “ragazzi” con cui condivide il podio. Dalla sua parte, però, aveva anche un’esperienza che pochi in questa gara potevano vantare. Lo testimonia la velocità con cui si è lanciato fin dai primi metri, reggendo fino per gran parte della pista il confronto con Von Allmen, risultato però meritatamente vincitore della prova. «È semplicemente perfetto», ha esordito Paris ai microfoni della Rai. «Ho provato così tante volte a prendere questa medaglia, anche quando ero in formissima. È una cosa incredibile prendere la medaglia su una pista così difficile: non era per nulla scontato, neanche qui dove ho vinto tanto». Cominciata l’avventura olimpica di casa con il piede giusto, l’Italia ora guarda alle prossime due settimane con un grande entusiasmo. Lo show di Milano Cortina è appena cominciato.
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