Tre podi in discesa, in tre differenti edizioni. Un traguardo mai raggiunto da nessuna sciatrice italiana. Sofia Goggia completa il trittico di medaglie olimpiche nella specialità più veloce: oro a Pyeongchang 2018, argento a Pechino 2022 e, infine, bronzo a Milano Cortina 2026, sulla sua pista del cuore. E così l’Olimpia delle Tofane, dove aveva già messo la firma tre volte in Coppa del Mondo, diventa teatro di un altro capolavoro per Goggia, non a caso scelta per accendere il braciere a cinque cerchi in quel di Cortina.
Una gara non facile per Sofia, scesa con il pettorale numero 15 e dopo una lunghissima pausa, resa necessaria dopo la brutta caduta di Lindsey Vonn. «Il sole scaldava veramente tanto e non sono scesa sul manto duro, compatto e aggressivo che ho visto in ricognizione», ha raccontato al termine della gara. L’incidente alla fuoriclasse americana, infatti, ha fatto slittare di parecchio le partenze dei pettorali dal 14 in poi. Goggia, però, non si è fatta destabilizzare, portando in pista una sciata da podio, seconda solo al fulmine Breezy Johnson, campionessa del mondo di discesa in carica, e alla tedesca Emma Aicher, 22enne che ha nelle mani il futuro dello sci alpino femminile. Il segreto? Lo ha spiegato proprio lei:«Il fatto di non sapere come sono andate le altre mi ha aiutato», ha detto Goggia in conferenza stampa. «Era una situazione tutt’altro che semplice da gestire: tutti si aspettavano che io vincessi l’oro, qui ho vinto tanto, sono le Olimpiadi ma sono stata brava a gestire quell’attesa rimanendo focalizzata su me stessa».
Ma Goggia non è il tipo di persona che nasconde le emozioni, anche quelle meno belle. Se la gioia prevale, giustamente, le sue parole e il suo sguardo non mentono. Per una Sofia che si gode lo storico risultato, ce n’è una che aspirava a trionfare in mezzo alla sua gente. «Il bronzo era l’ultimo colore che mi mancava», ha detto alla Rai, «anche se avrei preferito bissare quello del 2018. Però bisogna avere una visione generale, tre Olimpiadi e tre medaglie in questa disciplina. Sono un po’ dispiaciuta. Quell’attesa non è stata di semplice gestione ma sono rimasta focalizzata su quanto dovevo fare». A ricordarle cos’ha appena compiuto, però, ci pensano i tanti appassionati sulle tribune di Cortina, e personalità come Giovanni Malagò, anche se pure parlando di lui Goggia non si nasconde: «Penso che si aspettasse l’oro ma credo che abbia capito anche lui la situazione e sia grato che io sia riuscita a prendere il bronzo».
Dalla discesa di Cortina, però, Sofia esce con un risultato che ritocca, ancora una volta, gli impressionanti numeri dell’Italia nello sci alpino. I podi a cinque cerchi per la squadra femminile sono 20, uno in meno dei colleghi uomini. Tra le donne, Goggia raggiunge Federica Brignone e Isolde Kostner tra le atlete che hanno portato a casa tre medaglie a cinque cerchi. Un gradino più in alto resta Deborah Compagnoni a quota quattro, ma chissà che una tra le due azzurre ancora in attività non la possa raggiungere in questi giorni.