La combinata a squadre ha fatto il suo debutto a cinque cerchi nel programma di sci alpino di Milano Cortina 2026, portando in pista tutti i più grandi sciatori, quelli specializzati nelle discipline tecniche come quelli specializzare nelle gare di velocità. La formula, che va a sostituire la classica combinata alpina e lo slalom parallelo a squadre, ricopre ora nei Giochi Olimpici il ruolo di “Team Event”, che si differenzia dalle specialità individuali perché vede le nazioni gareggiare a coppie o in gruppi di più atleti. Ma, guardando ai nomi dei partecipanti per la gara maschile e quella femminile, l’obiettivo di alzare il livello per questo tipo di competizioni sembra raggiunto. E allora è giusto chiedersi: hanno trovato la formula perfetta per Milano Cortina 2026? Di certo è quella più spettacolare.
Come funziona, quindi, la combinata a squadre? Il format, testato nei Mondiali Junior del 2023 e 2024, e poi lanciato nella rassegna iridata degli “adulti” un anno fa, prevede una manche di discesa e una di slalom. Come nella classica combinata alpina, quindi, con la differenza che le due specialità vengono disputate da due atleti differenti, che formano appunto una squadra. Tanto per fare un esempio pratico: nella prova maschile a squadre, per l’Italia hanno gareggiato l’argento in discesa Giovanni Franzoni e Alex Vinatzer, poi Paris e Sala, Schieder e Kastlunger, Casse e Saccardi. Insomma: nessuno ha voluto rinunciare a un’altra occasione per competere.
Dal punto di vista procedurale, la prima manche è la discesa, successivamente poi si svolge lo slalom con partenza in ordine invertito: il primo atleta a partire è quello della squadra che ha fatto il tempo più alto, fino ad arrivare a quella che è stata più veloce delle altre. In caso di uscita di un atleta nella manche di discesa, la coppia viene però eliminata, e non potrà giocarsi le sue carte in slalom.
La differenza con la vecchia combinata sta proprio nell’apertura a tutti, non solo a chi è capace di lanciarsi a oltre 100 km/h e destreggiarsi tra i pali alla stessa maniera. Prima, infatti, per rendere la gara più accessibile si preparavano una discesa (o super-G) e uno slalom più facili rispetto alle gare normali. Ora, invece, è possibile creare tracciati “olimpici” senza agevolare le cose a nessuno, visto che si gareggia a coppie. Le altre nazioni non sono state da meno, e infatti a vincere sono stati il campione olimpico di discesa Franjo Von Allmen e il suo connazionale Tanguy Nef, svizzeri così come Marco Odermatt, vincitore delle ultime quattro Coppe del Mondo, e lo slalomista Loic Meillard, secondi a pari merito con gli austriaci Kriechmayr e Feller.
Anche nella gara femminile l’Italia si presenterà con tutte le frecce del proprio arco, a eccezione di Federica Brignone – tornata alle gare dopo il lungo recupero dall’infortunio di aprile scorso – che ha preferito recuperare energie in vista delle prossime gare individuali. Sofia Goggia, fresca di bronzo nella discesa, farà coppia con Lara Della Mea, la slalomista più accreditata per un buon risultato tra le azzurre. Occhio anche alle due giovanissime Anna Trocker e Giada D’Antonio, che faranno squadra rispettivamente con Nicol e Nadia Delago. Nelle altre nazioni, fa paura soprattutto la coppia statunitense formata dalla neo campionessa olimpica di discesa, Breezy Johnson, e Mikaela Shiffrin, la sciatrice più vincente di sempre in Coppa del Mondo.
È stato accantonato anche il parallelo a squadre, che vedeva gareggiare squadre miste composte da donne e uomini. Per questa ragione, le gare di sci alpino a cinque cerchi sono diminuite rispetto alla passata edizione, passando dalle undici di Pechino 2022 alle dieci di Milano Cortina 2026. Una scelta che snellisce il programma ma aumenta l’interesse. Dall’eliminazione di due format “tiepidi” all’introduzione di uno che, al contrario, accende l’entusiasmo di pubblico e atleti. Bormio e Cortina ringraziano. La combinata a squadre piace, ed è uno dei successi dei Giochi in Italia.