Se escludiamo i Mondiali di calcio e i Giochi estivi, le Olimpiadi Invernali sono l’evento sportivo più atteso e seguito del mondo: da rassegna circoscritta ai paesi nordici, quelli abituati a convivere con la neve, sono emerse come un appuntamento imprescindibile per centinaia di milioni di appassionati. Naturale, allora, che Milano Cortina 2026 sia il terreno ideale per introdurre il meglio che offre lo sviluppo tecnologico attuale, al fine di ridurre la distanza tra gli atleti in gara e i tifosi che seguivo le gare da casa.
In questo senso, droni e intelligenza artificiale forniscono le prospettive e gli scenari più affascinanti. Intanto mettono insieme l’anima televisione e quella digitale, perché nell’era del multitasking la fruizione dello sport passa da più schermi, E poi perché ampliano l’offerta di contenuti, la moltiplicazione di strumenti utili per analizzare con maggiore profondità le prestazioni, immagini e riprese da prospettive uniche e senza precedenti sono alcune delle soluzioni cavalcate per ambiziose sperimentazioni, finalizzate a colpire la mente e scatenare le emozioni di chi guarda le Olimpiadi da casa. «Le Olimpiadi sono il racconto dei più grandi atleti del mondo, dei loro valori e delle emozioni che trasmettono. Non devono essere una vetrina tecnologica ma la tecnologia serve per renderle un appuntamento sportivo unico», ha detto Yiannis Exarchos, CEO di Olympic Broadcasting Services (OBS) e direttore di Olympic Channel Services (OCS), le strutture incaricate della produzione e distribuzione della copertura live televisiva, radiofonica e digitale dei Giochi Olimpici e Paralimpici.
Con le sue unicità, a partire dalla prima volta di un’Olimpiade diffusa sul territorio, Milano Cortina 2026 rappresenta un’enorme occasione per la produzione di contenuti. Detto che gran parte dell’infrastruttura relativa alla connettività creata per i Giochi e diffusa in buona parte del Nord Italia sarà parte integrante dell’eredità post olimpica, c’è un lungo elenco di novità in rampa di lancia firmate dall’Olympic Broadcasting Services per catturare e mantenere alta l’attenzione dello spettatore. Il salto in avanti nella qualità dell’offerta passa anzitutto dai droni First Person View, che in discipline come bob, slittino e skeleton seguono da molto vicino gli atleti, così da regalare riprese immersive capaci di aggiungere una prospettiva inedita alle consuete immagini aeree. Un’innovazione utile in quanto permette a chi guarda di entrare più in sintonia con gli atleti, percependo la velocità e il rischio, oltre che la traiettoria impostata sul ghiaccio. «Si tratta di immagini che prima non esistevano, basta questo per intuire la portata della novità», ha speigato Exarchos.
Sullo stesso piano si inserisce il Real Time 360° Replay, con l’IA che consente di ampliare le informazioni da fornire agli spettatori grazie a immagini a 360 gradi, arricchite dai dati sovraesposti con cui si possono comprendere meglio i movimenti dell’atleta e i dettagli della sua prestazione. Un esempio in questo senso arriva dalle gare di curling, con il tracciamento in tempo reale delle stone che fornisce all’istante indicazioni sul numero di rotazioni e spazzate, così da intuire subito le peculiarità e l’efficacia dell’azione.
A livello digitale, due aggiunte di rilievo a tema intelligenza artificiale sono Olympic GPT e Olympic AI. Il primo si presenta come una sezione del sito Olympics.com e consentirà a tifosi e curiosi di trovare risposte rapide (pescate da fonti ufficiali e disponibili in 12 lingue) su risultati, regole, programmi e storie dei Giochi. Il secondo modello ricalca concettualmente il primo, ma le repliche alle domande degli utenti saranno basate sui database del CIO, puntualmente aggiornato anche nei giorni di gara.
Questa è la prospettiva dei broadcaster e degli spettatori, ma poi c’è anche quella degli atleti. E di chi guarda le gare senza il filtro delle telecamere, dei droni, dell’intelligenza artificiale. Per esempio la BBC, che ha evidenziato anche alcune criticità. Come «il rumore che si sente durante le riprese, chiaramente udibile durante le dirette tv», oppure «il possibile disturbo causato agli atleti: un allenatore di skeleton e di slittino di Team USA ha confessato che alcuni componenti della sua squadra possono perdere concentrazione». Detto che il CIO, almeno finora, non ha ricevuto lamentale ufficiali, Pierre Ducrey – il direttore sportivo del Comitato Olimpico Internazionale – si è detto «soddisfatto» dell’integrazione di queste nuove tecnologie. «Dobbiamo assicurarci che questa evoluzione non influisca negativamente sulle prestazioni di chi partecpa alle gare».
Anche Anna Riccardi, capo dipartimento sport di Milano Cortina 2026, ha espresso più o meno gli stessi concetti: «Abbiamo ascoltato la comunità degli atleti affinché l’impatto non influisse sulle loro prestazioni e non li disturbasse in alcun modo. Ogni atleta ha un diverso livello di sensibilità, consapevolezza e predisposizione a questo tipo di innovazioni. Finora non abbiamo ricevuto reclami che possano portare al mancato utilizzo dei droni in futuro». In realtà, come scrive la BBC, ci sono stati alcuni problemini: uno dei droni che sarebbero stati utilizzati per riprendere le gare di sci è precipitato e si è schiantato sulla pista. Ma le riprese restano davvero eccezionali, di certo non abbiamo mai vissuto un’Olimpiade così immersiva dal punto di vista della narrazione visiva.