Jannik Sinner è a casa sua, in Italia, un Paese che in questo momento si trova al centro delle cronache sportive. Come al solito, però, anche il tennista numero due al mondo, vincitore di quattro titoli del Grande Slam, ha fatto sentire l’impatto del suo passaggio. Come? Collaborando, proprio in qualità di designer, alla creazione di un look performance e unico nel suo genere, fortemente orientato al design. E tarato sull’inverno, naturalmente.
L’outfit si compone di una giacca su misura, uno smanicato A.I.R. isolante, pantaloni sartoriali e calzature ed è fortemente incentrato su Sinner, su quello che è e quello che fa fuori dal campo. Per lui, infatti, la montagna e il freddo sono cosde importanti: nato a San Candido e cresciuto a Sesto Pusteria, in provincia di Bolzano, Jannik è estremamente legato alle sue origini. L’ha detto anche alla presentazione del nuovo look personalizzato, caratterizzato da ampie pieghe, da una silhouette boxy cocoon e da dettagli che rimandano alla sua storia personale: «Per me è molto importante avere sempre un piccolo segno che indichi da dove vengo. Prendiamo il moschettone, con il dettaglio della montagna: ecco, queste cose piccole fanno sempre una grande differenza». Sinner si riferisce è a un moschettone portachiavi in argento puro appeso a una catena sui pantaloni personalizzati; il moschettone è stato creato con una forma ispirata a una mappa altimetrica delle Alpi.
Sinner Nike ha indossato il look personalizzato durante interviste one‑to‑one con i media di moda internazionali insieme al Chief Design Officer di Nike Martin Lotti, e in occasione di un evento speciale che celebrava il rilancio del marchio All Conditions Gear (ACG). «Quando un brand investe così tanta attenzione ed energia in un singolo momento, dimostra quanto tenga davvero a far sentire speciale l’atleta. E questo è uno dei motivi principali per cui amo collaborare con Nike: ti fanno sentire importante. Sono stato più coinvolto nel processo. Ci sono state molte conversazioni su cosa poteva essere migliorato, cosa non andava, cosa funzionava bene. Alla fine, abbiamo ottenuto un risultato incredibile», ha concluso Sinner.



