Le rinascite partono spesso dagli investimenti. È quello che devono aver pensato a La Coruña, dove il Deportivo, dopo anni di cadute fragorose, sta cercando di tornare ne La Liga. Per farlo, sono partiti dalle strutture. Lo scorso 30 settembre il proprietario, il businessman Juan Carlos Escotet, ha tagliato il nastro della nuova cittadella sportiva del club galiziano. Che ha un nome facile da immaginare: “Depor Training Center”. E che à un progetto enorme, luccicante. Al punto che, come ha sottolineato lo stesso presidente, rappresenta «l’opera più importante legata al Depor nel XXI secolo».
L’investimento complessivo sfiora i 50 milioni di euro e costituisce la base su cui il club intende fondare il proprio presente e futuro: un grande settore giovanile. Con una superficie complessiva di 180mila metri quadri, il Depor Training Center comprende 8.360 metri quadri di edifici, 38mila metri quadri di aree verdi integrate e 9mi.a metri quadr di percorsi pedonali. Il complesso ospita otto campi da calcio regolamentari con le dimensioni dello stadio Riazor, sei in erba ibrida di ultima generazione e due in erba sintetica, oltre a un campo di calcio a 8.
La struttura è stata pensata e costruita per garantire le migliori condizioni di allenamento alla prima squadra e a tutte le rappresentative del vivaio. Attualmente il progetto coinvolge 324 giovani calciatori (180 ragazzi e 144 ragazze), considerati il vero patrimonio e il futuro del club. L’ambizione del Depor non si limita ai campi da gioco. Il piano prevede tre fasi di sviluppo per trasformare il centro in un punto di riferimento nazionale e internazionale tra le città sportive di ultima generazione.
La prima fase, già completata, ha incluso la realizzazione dei campi, le opere di urbanizzazione e l’avvio dell’utilizzo parziale. La seconda, che si concluderà tra il 2026 e il 2027, prevede la costruzione dei nuovi edifici principali e l’implementazione delle tecnologie più avanzate. La terza e ultima fase, anch’essa prevista entro il 2027, completerà l’area e culminerà con l’inaugurazione definitiva. Il progetto è modulare e scalabile, con possibilità di ulteriori ampliamenti futuri.
Il Deportivo ha investito in modo significativo nell’innovazione tecnologica per ottimizzare il rendimento degli atleti. Le squadre lavorano quotidianamente con GPS, telecamere a 360 gradi e sensori biomeccanici. Sono inoltre presenti piattaforme per l’analisi della forza e del carico di lavoro, software tattici e un laboratorio dedicato alla performance. Tutto è coordinato da un centro dati che gestisce la pianificazione fisica e i processi di recupero.
La nuova città sportiva viene definita dal club come «la casa del Deportivo». Nella seconda fase è prevista la realizzazione di una residenza con 30-40 camere per i ritiri della prima squadra e del Depor Abanca, dotata di ristorante interno. Il complesso includerà un edificio di Alto Rendimento di 3.140 m² con palestra d’élite su doppia altezza, area spa completa (idroterapia, vasche di contrasto e sauna), spazi medici e fisioterapici. È previsto inoltre un edificio specifico di 1.650 metri quadri per il calcio femminile, con standard e risorse equiparabili a quelli della prima squadra maschile, e un’ulteriore struttura di 1.740 metri quadri dedicata al vivaio. Tutti gli edifici disporranno di sale formative e terrazze affacciate sui campi. Il terreno di gioco principale, dove giocano il Fabril e la squadra Juniores di División de Honor, sarà intitolato ad Arsenio Iglesias. Ci sarà una tribuna da 1.000 posti, oltre a una seconda coperta da 500.
Insomma, si può dire: il Depor Training Center rappresenta molto più di un impianto sportivo: incarna una filosofia basata su formazione, uguaglianza e sostenibilità. Il club punta sulla crescita integrata dei propri calciatori, sotto il profilo sportivo, accademico ed emotivo, con programmi dedicati ai valori, alle lingue e alla comunicazione. Centrale anche il coinvolgimento delle famiglie attraverso incontri periodici individuali e collettivi. Se il progetto guarda al futuro, i risultati sono già evidenti nel presente. Il Deportivo sogna la promozione in Primera División guidato da un leader cresciuto ad Abegondo (la nomenclatura storica del centro sportivo): Yeremay Hernández. Accanto a lui brillano talenti come l’internazionale giovanile David Mella e il difensore Dani Barcia, oltre a Villares e a numerosi giovani in prestito (attualmente undici). Diversi giocatori passati dalla squadra affiliata Fabril — tra cui Bil Nsongo, Noé e Samu — fanno ormai parte stabilmente della prima squadra.
Non è un caso: la politica societaria impone che almeno il 25% della rosa provenga o abbia militato nel vivaio, principio applicato anche alla sezione femminile – seppur con percentuale leggermente inferiore. Nel frattempo, tutte le squadre del settore giovanile guidano i rispettivi campionati. Il Fabril di Manuel Pablo è capolista solitario nel Gruppo I di Segunda RFEF, mentre dalle categorie Juniores fino agli Alevín, il Depor domina nei propri campionati. Il successo si riflette anche nelle convocazioni internazionali. In settimana sei giovani biancazzurri, tre ragazzi e tre ragazze, sono stati chiamati dalle rappresentative di categoria.. Il Depor Training Center non è soltanto un investimento infrastrutturale, ma la dichiarazione d’intenti di un club che vuole crescere partendo dalle proprie radici.