Anche se ci sono ancora pochissimi giocatori, il curling in Italia è una cosa seria e che funziona bene

Intervista a Giuseppe Antonucci, consigliere federale della Federazione Italiana Sport Ghiaccio con focus sullo sport "minore" più amato di questa Olimpiade Invernale.
di Giona Maffei 12 Febbraio 2026 alle 16:54

Milioni di italiani incollati alla tv. Più di tre, addirittura, negli orari di punta. Il pubblico di Milano Cortina 2026 come quello del Maracanà, i video di Stefania Constantini e Amos Mosaner che fanno il boom sui social. E i commenti dei curiosi: «Ma che sport è? Bellissimo, non lo conoscevo». Il curling a Milano Cortina 2026 sta vivendo il suo apice di successo nel paese ospitante. Perché a Pechino 2022, causa fuso orario, la prima storica medaglia azzurra a cinque cerchi non aveva avuto la risposta generalista che avrebbe certamente meritato. Stavolta invece si è giocato dalla mattina alla sera, senza necessità di impostare sveglie a orari proibitivi (soprattutto per chi lavora). Risultato? Un successo oltre ogni aspettativa, E non si parla solo dei risultati, perché il bronzo del doppio misto è «forse meglio dell’oro di Pechino», dice Mosaner, uno dei due protagonisti, dopo la vittoria nella “finalina” con la Gran Bretagna.

Ma non c’è solo l’Olimpiade. Nel 2018, la squadra maschile si è messa al collo il bronzo ai Campionati Europei, rompendo un digiuno che durava dal 1979, quando nessuno dei protagonisti era nato. Da quel momento, l’Italia si è classificata terza altre due volte nella rassegna continentale e altrettante in quella mondiale. Tradotto: la terza selezione più forte in tutto il globo. Risultati che già da soli valgono tanto, ma che diventano strabilianti quando si guardano i numeri del curling nel Bel Paese. I tesserati? Poco più di 400, contando anche gli over 50. Sono 118, invece, quelli che compongono il settore giovanile. Le piste dedicate sono soltanto sette, ovviamente tutte al Nord Italia, ma la qualità di ogni singolo impianto è altissima, ed è il primo degli ingredienti fondamentali per sfornare risultati del genere.

Lo ha spiegato in esclusiva a Undici Giuseppe Antonucci, consigliere federale della Federazione Italiana Sport Ghiaccio con focus sul curling: «Nonostante i numeri ristretti, c’è un altissimo livello che manteniamo nella preparazione degli impianti, perché la qualità del ghiaccio è determinante per arrivare a questi livelli. In vista di Milano Cortina 2026, abbiamo preparato nuovamente tutti i sette impianti dedicati e i tre ibridi, per dare la possibilità a più persone possibile di provare il nostro sport, sfruttando il seguito di queste settimane». Un seguito che, prosegue Antonucci, si estende anche al di fuori dei confini nazionali: «Mio figlio è in Australia, mi racconta che anche lì sono tutti impazziti per la Nazionale italiana».

Per raggiungere certi traguardi, però, non bastano gli impianti. Quanto è accaduto – e sta ancora accadendo – sul ghiaccio di Cortina è frutto di un lavoro sugli atleti che viene da lontano, e del quale in pochi sono davvero a conoscenza: «La preparazione è stata curata in ogni minimo particolare», spiega Antonucci. «Durante tutto il quadriennio, tutti gli atleti nella lista dei “papabili” per le Olimpiadi si è preparata con allenamenti mirati. Assieme alla loro è stata portata avanti anche l’attività dei giovani, che hanno potuto beneficiare di questa preparazione atletica e tecnica. Il bronzo nel doppio misto è una dimostrazione del fatto che il lavoro portato avanti è stato di buon livello».

Quando parla di allenamenti mirati, il consigliere della FisFISG non lo fa a sproposito: «Con il CONI», racconta Antonucci, «c’è un progetto di monitoraggio continuo, durante tutto il corso della giornata. I dati raccolti vengono poi elaborati dagli esperti del centro di preparazione, che preparano delle schede ad hoc per queste persone». Questa qualità è resa possibile dall’investimento nella disciplina da parte della Federazione, passato dai 150mila euro del 2016 ai 900mila del 2025. Sei volte tanto, grazie anche all’intervento legislativo del Governo e di Sport&Salute, che ha destinato un contributo extra di risorse per il quadriennio olimpico di Milano Cortina 2026. Poi, però, c’è un ingrediente che «non si compra al supermercato», come sottolinea Antonucci: «C’è grandissima passione da parte dei nostri giocatori e dei tecnici, senza il quale non sarebbe possibile raggiungere questi risultati con così pochi tesserati». Ecco gli ingredienti che fanno la ricetta di un’Italia da urlo nel curling.

Ma l’espansione di questo sport non vuole fermarsi a Milano Cortina. «Il sostegno che la Federazione ha dato è stato mirato all’alto livello. Anche le nostre nazionali Junior sono sul tetto del mondo», spiega il consigliere della FISG. Mentre per l’attività di base «c’è un progetto di avviamento alla pratica del curling, assieme a un progetto che si chiama Curling@School, finanziato da Sport&Salute, che ha portato centinaia di ragazzi sulle piste da curling per la spiegazione e la prova della disciplina. Cerchiamo di dare entusiasmo alle persone che vogliono cimentarsi in questo sport, perché trasmettere la passione è ciò che conta di più». Una passione che traspare dalla voce di Antonucci, e che accomuna le poche centinaia di italiani che sono entrati nell’universo del curling. Un numero che, sull’onda di questa passione, è destinato ad aumentare.

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