Rivedendo esultare i colori azzurri due volte, nello stesso impianto e a pochi minuti di distanza, a qualcuno sarà venuto in mente quel 1° agosto 2021. A Tokyo, Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi erano dall’altra parte del globo rispetto ai milioni di italiani che tifavano per loro dalla tv. Stavolta, i due trionfi dello slittino a Milano Cortina 2026 arrivano in casa, su quella pista tanto discussa, ma ora apprezzata da tutti, atleti e pubblico. Prima Andrea Voetter e Marion Oberhofer, poi Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner: sulla pista Eugenio Monti, l’inno di Mameli risuona due volte. Per due ori bellissimi.
Le possibilità di salire sul podio c’erano, più di qualcuno pensava anche a una vittoria. Da qui a prendere due ori, ci passa una vita. E la cosa più significativa è che, in una gara olimpica di slittino, l’Italia non trionfava dai tempi di Torino 2006. Dal successo firmato Armin Zoeggeler, il più forte slittinista di tutti i tempi. Poi sono arrivati due in 64 minuti esatti.
I successi arrivati a Cortina, naturalmente, non nascono dal nulla: dietro i due ori ci sono diversi fattori piuttosto importanti. Per esempio: Andrea Voetter e Marion Oberhofer non sono spuntate due settimane fa fuori dallo Sliding Center, la loro coppia nasce all’inizio di questo quadriennio, dopo la decisione di inserire il doppio femminile nel programma olimpico. Le due altoatesine scelgono dunque di fare squadra e lavorare in vista dei Giochi di casa. I risultati arrivano, eccome se arrivano, perché Andrea e Marion portano a casa la Coppa del Mondo nel 2023 e fanno il bis un anno dopo, quando arriva anche l’oro ai Mondiali. Alla vigilia della gara, Voetter e Oberhofer hanno ricordato a tutti per cosa gareggiavano, chiudendo con il miglior tempo in entrambe le prove cronometrate. Una trentina di ore più tardi, dopo una prima manche non strepitosa, la coppia azzurra non si scompone. Anzi, fa la voce grossa. Lo slittino femminile italiano torna d’oro a 22 anni dal trionfo di Gerda Weissensteiner a Lillehammer 1994.
A quella stessa edizione risale anche l’ultima affermazione azzurra nel doppio maschile. Da Kurt Brugger e Wilfried Huber a Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner. Il risultato di questi ultimi è ancora più sorprendente rispetto a quello delle ragazze. C’erano ambizioni di podio, ma tanto ci si aspettava anche dai loro connazionali Nagler e Malleier, terzi dopo l’ultima prova prima di fare sul serio. «Ho perso la voce, sono troppo felice», dice Rieder. Il quartetto d’oro si abbraccia avvolto dalla bandiera tricolore. Accanto a loro festeggia anche Armin Zoeggeler.
Ecco, appena dopo gli atleti il protagonista è proprio lui, Armin Zoeggeler. L’uomo italiano più vincente di sempre ai Giochi Invernali, l’ultimo a salire sul gradino più alto del podio dello slittino prima della doppietta di Cortina, arrivato a medaglia per sei edizioni consecutive dei Giochi dal 1994 al 2014, Armin è oggi il direttore tecnico della nazionale di slittino. In questi anni non ha solo preso in mano una squadra che, senza di lui, è stata assente dalle prime tre posizioni dal 2006 al 2022. Il fuoriclasse altoatesino è stato uno di quelli che più si è battuto per non andare a gareggiare all’estero e ricostruire la pista Eugenio Monti di Cortina, in modo da potersi giocare le proprie carte sotto casa, oltre a ritrovare un impianto perfetto per far crescere un movimento che, senza di lui, non sarebbe lo stesso. «Adesso anche noi abbiamo una pista in casa e vuol dire davvero tanto, soprattutto per i giovani e per lo sviluppo delle nostre tre discipline», ha raccontato alla Gazzetta dello Sport nella serata più bella per lo slittino italiano. «Creare questa pista è stata una battaglia, abbiamo spinto tantissimo, anche perché l’opportunità di gareggiare in casa era di grande motivazione per gli atleti».
Sorride anche il Cortina Sliding Center. Nell’avvicinamento all’Olimpiade, le polemiche sulla costruzione della pista non sono mancate. Sul piano sportivo, a sei giorni dall’apertura dei Giochi, quella della pista Eugenio Monti è una scommessa vinta. Tre medaglie in una sola disciplina tra le tre a cui è dedicata (ci sono anche bob e skeleton), grazie anche alla possibilità di allenarsi sul budello nelle settimane precedenti al grande evento. Zoeggeler ci tiene a rimarcarlo: mentre tutte le altre squadre gareggiavano nell’ultima tappa di Coppa del Mondo, i suoi erano già in Veneto per studiare ogni centimetro del percorso e provarlo più volte possibile. Da una soddisfazione sportiva a una sfida: sfruttare la pista anche quando i riflettori dell’Olimpiade si saranno spenti. Ovvero, far crescere un movimento che può ritrovarsi dopo i due ori in un’ora, e lavorare per far diventare lo slittino italiano sempre più protagonista nel mondo. Così che, di serate del genere, se ne possano vivere tante altre.