Johannes Klaebo è un fuoriclasse che sta dominando lo sci di fondo a Milano Cortina 2026, ma è anche un vlogger molto seguito

Per gli oltre 125.000 iscritti al suo canale YouTube (e per chi lo conosce bene), lo strapotere del norvegese anche in queste Olimpiadi è tutto fuorchè una sorpresa.
di Redazione Undici 13 Febbraio 2026 alle 22:33

Taglia il traguardo e s’accascia sulla neve. Stravolto: la gara contro sé stesso dev’essere stata dura. Quella per l’oro, contro tutti gli altri, invece è sembrata una passeggiata. Johannes Klaebo in testa. Poi il silenzio. Poi il resto del mondo. Finora nello sci di fondo, a Milano Cortina 2026, sono state assegnate tre medaglie: tutti gli ori li ha vinti il 29enne norvegese. L’ultimo nella giornata di venerdì, ridicolizzando la gara del 10 km tecnica libera maschile. Cronometro fermato a 20’36″2: un tempo che ridimensiona anche la ragguardevole performance del francese Desloges, quasi cinque secondi più indietro. Klaebo raggiunge così la sua decima medaglia olimpica – più 18 ai Mondiali –, di cui otto del metallo più prezioso. Un traguardo riuscito soltanto a due altri atleti nella storia della disciplina: Marit Bjorgen e Bjorn Daehlie, anche loro della Nazionale di Oslo.

Il campione del presente li potrà presto superare. E nel frattempo documentare tutto, come fa quotidianamente da quasi un decennio a questa parte: oltre alle piste da fondo, Klaebo è infatti una certa celebrità anche sui social. Oltre mezzo milione di follower su Instagram e 128mila sul suo canale YouTube, lanciato quasi un decennio fa proprio per raccontare il dietro le quinte della sua carriera di atleta. Un formato che funziona, piace, fa interagire. Nei suoi video Johannes fa vedere come si allena, che cosa mangia, i suoi ritmi di riposo e le sue lunghe avventure sulla neve. Insomma, veri e proprio contenuti da vlogger nati quasi per caso eppure presto articolati in un format di successo, fino a diventare un brand digitale fatto di sponsor, merchandasing e un audience globale che in occasione delle gare si trasforma in uno zoccolo duro di appassionati tifosi.

Tutto questo per Klaebo è diventato un vero e proprio secondo lavoro – anche più redditizio del primo, come spesso succede quando si parla di sport con forti limiti intrinsechi di retribuzione economica. E anche un’occasione per riportare passo dopo passo come si diventa dei fuoriclasse generazionali del suo calibro, creando al contempo un senso di comunità e semplicità tangibile attorno al talento. Perché chi segue Johannes nel suo cammino, non rimane sorpreso dagli straordinari exploit del norvegese in Val di Fiemme. Un uomo solo al comando, incrollabile nello sprint e fuori dal comune soprattutto sulle pendenze – dove costruisce gran parte delle sue vittorie, staccando anche gli avversari più tenaci grazie a uno stile di skating personalissimo e altamente efficace.

La storia l’ha già fatta in questi giorni. Nei prossimi può entrare nella leggenda: Klaebo infatti prenderà parte anche alle altre tre gare del programma olimpico, lo sprint a squadre, la staffetta 4×7,5 km e la 50 km tecnica classica. Soltanto in quest’ultima, sulla carta, non parte col favore del pronostico. Ma è pur vero che l’anno scorso ai Mondiali di Trondheim ha fatto l’en plein, irrompendo da protagonista anche sulle lunghissime distanze. Ripetersi ai Giochi sarebbe un’impresa stratosferica, da autentico Phelps delle nevi. Video e spettatori sono già pronti in attesa del prossimo traguardo: di questi tempi, l’epilogo è piuttosto monotono. E a Johannes giustamente piace così.

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