Tina, l’ermellino dal manto chiaro, incarna l’eleganza delle vette di Cortina ed è il volto delle Olimpiadi. Accanto a lei c’è Milo, la mascotte paralimpica dal pelo scuro: nato senza una zampa, ha trasformato la sua diversità in forza imparando a usare la coda come sostegno, rispecchiando così il pragmatismo e l’efficienza di Milano. Teneri, iconici e ormai amatissimi, questi due simboli sono diventati un vero e proprio oggetto del desiderio, tanto da risultare impossibili da acquistare. Quando è passata meno di una settimana dalla cerimonia di apertura di San Siro, i peluche sono già sold out in tutta Italia e sul sito ufficiale; ogni nuovo rifornimento termina in un lampo. Paradossalmente, la via più facile per averne uno, oggi, è vincere una gara delle Olimpiadi: agli atleti che salgono sul podio, infatti, la mascotte viene consegnata insieme alla medaglia.
Sui social media, le due mascotte “viventi” sono onnipresenti, come se fossero degli influencer. Passano con disinvoltura dal farsi riprendere davanti a una bancarella mentre adocchiano uno strudel, al lanciarsi nei trend virali su TikTok, fino a tirare “codate” agli atleti nei momenti di pausa. Milo e Tina sono un fenomeno culturale puramente Gen Z, e non a caso il loro debutto è avvenuto sul palco di Sanremo 2024: l’edizione condotta da Amadeus che, tra dirette Instagram e apertura ai social, puntava proprio ad agganciare il pubblico più giovane. Ma soprattutto l’estetica dei loro peluche richiama molto quella dei Labubu, gli stravaganti animaletti diventati oggetti popolarissimi nell’ultimo anno. Proprio come questi, Milo e Tina seguono la moda del “bag charm”: accessori da agganciare a zaini e borse per personalizzare il look. Amati da una generazione che comunica per immagini, folle per il collezionismo e costantemente alla ricerca di icone simpatiche e “instagrammabili”. E così sono completamente svaniti dal mercato.
«Siamo in costante contatto con i fornitori e presto avremo nuovi peluche», rassicura Luca Casassa, Direttore della Comunicazione delle Operazioni. «Tutto ciò è un ottimo esempio del grande entusiasmo e dell’eccitazione che stanno circondando i Giochi di Milano Cortina 2026». E la realtà lo conferma: l’evento sta cavalcando un’onda di euforia che va ben oltre il medagliere. Si respira un’elettricità contagiosa che dalle arene sportive si riversa nelle strade e nelle piazze, trasformando le località coinvolte – da Milano a Cortina, passando per Livigno, Predazzo, Antersevla – in un teatro a cielo aperto fatto di tifo condiviso e una voglia di partecipazione che, onestamente, ha sorpreso anche i più ottimisti.
L’ossessione per Milo e Tina, in fondo, dimostra la consacrazione anche in Italia di un modello di entertainment sportivo di stampo americano. Le mascotte sono ormai parte fondante dello spettacolo, capaci di accendere il pubblico e creare narrazione quasi tanto quanto gli atleti. È una tendenza ormai radicata anche da noi, come dimostra il successo virale di Pully, l’esuberante mascotte del Cagliari. Milo e Tina, in fondo, sono due teneri ermellini che si inseriscono perfettamente in questo spazio, agendo da catalizzatori di emozioni positive e trasformando l’evento in un’esperienza ancora più coinvolgente e indimenticabile.