Va bene che lo skeleton è abbastanza giovane come sport, ma ci sono alcuni Paesi in cui non è proprio riuscito a sfondare. Tra questi c’è la Francia, che per la prima volta dall’edizione 2010 (quella di Vancouver) ha portato un suo skeletonista alle Olimmpiadi Invernali. Si chiama Lucas Defayet e arriva da una regione in cui le montagne non abbondano di certo, l’Ille-et-Vilaine. Si tratta della provincia bretone, lontano dalle piste innevate e soprattutto dalle piste di slittino. Non proprio un buon punto di partenza per uno che, per mestiere, scivola sul ghiaccio. Ciò nonostante, parliamo di un atleta che non ha per niente sfigurato, chiudendo al 19esimo posto e onorando al meglio la grande occasione che ha avuto. E la rappresentativa francese, ovviamente.
Da buon bretone, Defayet ha il calcio nel cuore. Più precisamente, il Rennes. Lo ha spiegato lui stesso in un’intervista al giornale Ouest France e il club rossonero non è rimasto indifferente: «Mi hanno contattato la settimana scorsa», ha detto Defayet, «proponendomi un sostegno concreto, una partnership diretta: questo mi aiuterà molto per la prossima stagione. L’aspetto economico era determinante nella mia decisione se continuare o meno fino al 2030, ai prossimi Giochi Olimpici Invernali. Con un supporto del genere, spero di poter crescere ancora e arrivare anche oltre». Forse è un dettaglio secondario, o forse no, ma la prossima edizione dell’evento a cinque cerchi si svolgerà proprio in Francia.
Il supporto del Rennes è una spinta decisiva per un atleta che aveva ammesso di aver «un po’ di apprensione» prima della telefonata. Lo stesso Defayet aveva raccontato, lo scorso inverno, la complessa equazione economica necessaria che serve per finanziare ogni stagione ad alto livello: lavori interinali, pianificazione scrupolosa delle spese e una ricerca costante di sponsor per riuscire a restare competitivo. La sua storia, invece, è decisamente piaciuta ai proprietari del club rossonero. «La famiglia Pinault ha seguito i Giochi Olimpici, il club ha scoperto lo skeleton e si è mostrato sensibile alla mia disciplina e alla mia situazione» ha spiegato Defayet. Con questi soldi, il bretone potrà allenarsi con più serenità, coprendo le spese di viaggio verso le piste, i costi di vitto e alloggio, oltre che l’acquisto e/o il noleggio di tutte le varie attrezzature. In pratica potrà serenamente concentrarsi solo sullo skeleton.
Al Rennes, un club sempre molto sensibile alla promozione e alla valorizzazione dei talenti del territorio, hanno evidentemente ragionato in prospettiva: un grande risultato di Defayet nei prossimi Giochi Olimpici Invernali darebbe lustro a tutta la regione, mettendola ancor di più nella mappa dello sport francese. Non resta che guardare all’appuntamento di Briançon e della Savoia, due delle località che ospiteranno “Alpi Francesi 2030” che però non sono vicinissime alla Bretagna. Defayet sogna in grande. E, questa volta, con un sostegno in più alle spalle.