Milano Cortina 2026 non è ancora finita: sta per arrivare lo spettacolo delle Paralimpiadi, e l’Italia ha tante carte da giocare

Dopo il grande successo delle Olimpiadi Invernali, il 6 marzo scatteranno gli eventi a cinque cerchi per gli atleti diversamente abili. Si gareggerà a Milano, Cortina e a Tesero fino a domenica 15.
di Redazione Undici 25 Febbraio 2026 alle 16:18

Milano Cortina, tutto finito? Per niente. Calato il sipario sui Giochi Olimpici Invernali, il Nord Italia si prepara ad accogliere quelli Paralimpici, che inizeranno  il prossimo 6 marzo e dureranno fino a domenica 15 nelle stesse località dove gli atleti a cinque cerchi hanno gareggiato per le medaglie fino a pochi giorni fa. Ci sarà Milano ma anche Cortina d’Ampezzo, ancora più protagonista in questa manifestazione, oltre a Tesero, che ospiterà le competizioni di fondo e biathlon.

Se i Giochi Olimpici sono un enorme contenitore di volti, storie, speranze ed emozioni, le Paralimpiadi prendono questo concetto e lo ingrandiscono ulteriormente. Si tratta di un evento che raccoglie persone con un vissuto fatto di difficoltà maggiori rispetto a chiunque altro, perché – per un’infinita serie di motivi – non possono svolgere le attività quotidiane come la maggior parte dei loro parenti, amici, conoscenti. Lo stesso, ovviamente, vale per l’attività sportiva, ma qui nasce l’obiettivo di creare sempre più discipline agonistiche che includano davvero tutti. Concetto molto chiaro anche a Giovanni Malagò, per il quale «il valore dei Giochi mon si misura solo nelle medaglie, ma nella capacità di trasmettere determinazione, coraggio e possibilità». Il numero uno della Fondazione Milano Cortina sostiene che «non si possono organizzare le migliori Olimpiadi immaginabili senza organizzare anche delle grandi Paralimpiadi».

Le sedi, come detto, saranno le stesse già utilizzate a febbraio. A Milano proseguirà lo spettacolo all’Arena Santagiulia, che dopo un avvicinamento tra dubbi e polemiche, ha passato a pieni voti il test olimpico, e si prepara nel prossimo mese a fare da casa al torneo di hockey paralimpico. Cortina raccoglierà discipline come lo sci alpino, lo snowboard e il curling. Infine, fondo e biathlon troveranno casa nella località trentina di Tesero. La cerimonia d’apertura avrà luogo all’Arena di Verona, lì dove il 22 febbraio si sono chiusi i Giochi Olimpici.

Ma i veri protagonisti sono ancora una volta loro: gli atleti. Saranno oltre 600: molti meno rispetto a quelli delle Olimpiadi, ma promettono di dare ugualmente spettacolo. E l’Italia? La squadra di casa sarà presente con ben 40 atleti, numero record per la storia azzurra, e si presenta all’appuntamento con grandi ambizioni di medaglia. I due portabandiera saranno René De Silvestro – sciatore alpino nelle gare “sitting” e già vincitore di un argento e un bronzo a Pechino 2022 – e Chiara Mazzel, sciatrice ipovedente che in bacheca ha ben tre ori (e due argenti) ai Mondiali. Su lei ci sono grandi speranze in vista di Milano Cortina, così come per  Giacomo Bertagnolli, sciatore ipovedente dalla nascita, che ha nonostante le difficoltà ha cominciato a praticare il suo sport fin da piccolissimo. E che, nelle edizioni tra Pyeongchang e Pechino, ha già raccolto addirittura otto medaglie (di cui quattro d’oro).

Ma c’è anche chi, come Emanuel Perathoner, ha dovuto abituarsi a un nuovo modo di vivere e fare sport, senza mollare di un centimetro. Lo snowboarder altoatesino, già presente alle Olimpiadi di Sochi e Pyeongchang nello snowboard cross, nel 2021 è stato protagonista di un brutto incidente che, dopo quattro interventi chirurgici, ha reso necessaria una protesi. Emanuel avrebbe potuto mettere un punto alla sua carriera agonistica e ricominciare una vita diversa, ma ha scelto di mettersi nuovamente in gioco. Per lui, che dal momento della svolta ha già raccolto diversi successi internazionali, non è utopia parlare di una medaglia paralimpica a Milano Cortina.

Quattro anni fa, l’Italia tornò a casa con sette medaglie in bacheca (sei nello sci alpino e una nel fondo). Eguagliare o migliorare questa cifra nell’appuntamento di casa non è utopia, mentre appare più lontana la cifra record di Lillehammer 1994, un’edizione di successo sia per quanto riguarda il panorama olimpico che quello paralimpico. Come dimostrano i 30 podi appena raggiunti a febbraio dall’Italia, però, i numeri record dell’edizione di 32 anni fa possono essere battuti. Chissà che non succeda, di nuovo, tra qualche settimana.

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