L’Iran è stato inserito nel Gruppo G del Mondiale ed è previsto che giochi a Los Angeles, dove affronterà Nuova Zelanda e Belgio rispettivamente il 15 e il 21 giugno, prima di sfidare l’Egitto a Seattle il 26 giugno. Ai tifosi iraniani era già stato vietato l’ingresso negli Stati Uniti nella prima versione del travel ban annunciato dall’amministrazione di Donald Trump. La FIFA non si è ancora espressa ufficialmente sull’eventuale partecipazione dell’Iran alla Coppa del Mondo, ma in caso di forfait gli scenari possibili sono molteplici. Se la FIFA dovesse decidere di mantenere la percentuale di rappresentanza della AFC, la confederazione asiatica, il posto dell’Iran dovrebbe spettare all’Iraq, atteso dai playoff interzona. Poi agli Emirati Arabi, sconfitti ai playoff AFC. Il punto è che la guerra è scoppiata anche dalle parti di Dubai, colpita dai missili e droni iraniani nelle ultime ore. In sostituzione, la FIFA potrebbe guardare a una tra Oman e Indonesia, eliminate nella terza fase di qualificazione. Anche l’Oman, però, non è un territorio stabile. Facile quindi che l’organizzazione mondiale del calcio possa guardare a un altro continente.
Nel frattempo tutto il calcio è stato sospeso in Qatar, anch’esso investito da alcuni attacchi. Un comunicato della Federazione ha annunciato «il rinvio di tutti i tornei, competizioni e partite, con effetto da oggi e fino a nuovo avviso» aggiungendo che «le nuove date per la ripresa delle competizioni saranno annunciate a tempo debito». Tradotto: nessuno sa ancora nulla. La AFC ha inoltre annunciato il rinvio di diverse partite della Champions League, tra cui l’andata degli ottavi di finale tra Shabab Al-Ahli Club e la squadra iraniana Tractor, e il match tra Al-Duhail e la squadra saudita Al-Ahli, oltre a gare della AFC Champions League Two e della AFC Challenge League. L’AFC ha dichiarato di «monitorare attentamente» l’impatto della situazione sulla Coppa d’Asia femminile, iniziata in Australia domenica: «La priorità assoluta dell’AFC resta il benessere, la sicurezza e la protezione di tutte le giocatrici, gli allenatori, gli ufficiali e i tifosi», si legge in una nota. «A tal proposito, siamo in contatto stretto e regolare con la nazionale femminile iraniana e con i dirigenti a Gold Coast, offrendo il nostro pieno supporto e assistenza».