Lewis Hamilton ha compiuto 41 anni da pochi giorni e ha parlato del suo ritiro dalla Formula Uno. O meglio: ha detto che non intende ritirarsi «fino a quando non ci sarà un Gran Premio in quel Continente. Non voglio chiudere la mia carriera senza aver vissuto quest’esperienza». In questa sua presa di posizione, naturalmente, pesano la sua storia e le sue radici familiari: Hamilton è stato il primo pilota nero nella storia della Formula Uno e ha discendenze afro-grenadiane da parte di padre – ed è per questo che spesso si è definito «un africano a metà».
Il pilota della Ferrari ha raccontato che «spesso mi ritrovo a pensare che il mio tempo sta per finire» e che quindi «non riuscirò a gareggiare in Africa», però la sua volontà è incrollabile: «Continuerò a correre finché non accadrà, perché sarebbe davvero fantastico». La BBC scrive che, guardando al possibile inserimento di una gara su un circuito africano, al momento non ci sono prospettive realistiche. Ma l’obiettivo della Formula Uno è chiaro da tempo: nei prossimi anni, una delle priorità sarà proprio quella di organizzare di nuovo un Gran Premio in Africa. E in realtà non sarebbe neanche una cosa così anti-storica: il Gran Premio del Sudafrica si è svolto per 23 edizioni tra il 1962 e il 1993, soprattutto sul circuito di Kyalami. Questa tradizione fa sì che il Sudafrica sia una delle nazioni candidate a ospitare di nuovo il Circus, ma ci sono anche altre ipotesi: il Rwanda e la Nigeria, soprattutto.
In ogni caso, Hamilton è un testimonial vero, non solo di facciata, per il ritorno della Formula Uno in Africa: il pilota della Ferrari ha raccontato di aver «combattuto nell’ombra negli ultimi sei o sette anni, parlando continuamente coi dirigenti, per far tornare la Formula Uno in Africa: è da tanto che mi chiedo perché non abbiamo ancora raggiunto questo obiettivo?». Secondo Hamilton, «l’Africa è il continente più bello del mondo, e ha tutto quello che serve per diventare il più potente. Forse è per questo che sono controllati in questo modo dai Paesi che l’hanno colonizzato. Spero davvero che i politici che governano l’Africa possano iniziare a cooperare per riprendersi ciò che è loro».