Era solo questione di tempo. Da tempo ChatGPT, l’intelligenza artificiale di Open AI, è entrata come un uragano anche nel mondo dello sport. E infatti viene utilizzata per mettere insieme schemi statistici partendo dai dati, per strutturare pause e alimentazione e anche per regolare gli allenamenti. Normale, quindi, che qualche squadra e quale atleta iniziasse a utilizzare stabilmente e regolarmente l’intelligenza artificiale. La notizia, però, è che uno di questi atleti è arrivato a vincere un argento alle Paralimpiadi di Milano-Cortina.
Ma andiamo per ordine e ricostruiamo la vicenda. Lui si chiama Maksym Murashkovskyi, è ucraino ed è arrivato secondo nel biathlon per atleti con disabilità visiva: «Negli ultimi sei mesi mi sono allenato con ChatGPT», ha detto. «Non si trattava solo di tattica. Era metà del mio piano di allenamento, ha rappresentato una parte enorme di tutta la mia preparazione. L’ho usato come psicologo, allenatore e, a volte, come medico». Il fatto che ad affidarsi all’AI così intensamente sia stato un atleta ucraino non è un caso. Da quando hanno dovuto lasciare il Paese a causa dell’invasione russa, infatti, molti ucraini non hanno la possibilità di allenarsi con regolarità e in molti casi hanno dovuto separarsi dai loro coach. Lo scenario si fa ancora più complicato quando si parla di sportivi paralimpici che spesso non sono sostenuti da strutture adeguate e anzi devono fare un po’ tutto da soli, occupandosi anche della logistica e della ricerca di sponsor che li possano supportare economicamente nella preparazione ai Giochi. Comprensibile, quindi, che in questo contesto l’intelligenza artificiale diventi una risorsa.
Murashkovskyi è apparso sorprendentemente tranquillo dopo aver conquistato il secondo posto, con grande margine, in quella che è stata soltanto la sua seconda gara paralimpica: «So che può sembrare strano, ma mi sto preparando per questa gara da molti anni» ha dichiarato. Il biatleta sostiene che ChatGPT gli ha permesso di allenarsi in modi nuovi: «È una tecnologia rivoluzionaria», ha detto, aggiungendo che ha sostituito quello che definisce l’allenamento “classico”, «come l’ho sempre fatto, con gli esseri umani». «Purtroppo la si vede anche nella sfera militare e in ambiti negativi», ha spiegato. «Ma è come la chimica o la biologia: qualcuno la usa per fare qualcosa di buono, qualcun altro per fare qualcosa di cattivo. Io la uso per imparare, per le lingue, per alcuni dei miei progetti, nella chimica, nella biologia e nello sport». L’Ucraina ha vinto 10 medaglie ai Giochi Paralimpici e Murashkovskyi tornerà a gareggiare martedì nello sci di fondo. Se filtrata attraverso l’esperienza e la sagacia umana, l’AI può diventare uno strumento da medaglia olimpica.