Lewis Hamilton è diventato il primo pilota nella storia della Formula Uno a guadagnare più di 100 milioni di dollari in una sola stagione

Merito di uno stipendio faraonico e di un notevole portafoglio di sponsorizzazioni: tutto, attorno a Sir Lewis, è un moltiplicatore di visibilità e lusso. E mette in secondo piano anche le delusioni alla guida della rossa.
di Redazione Undici 11 Marzo 2026 alle 19:56

Ci sono i Gran Premi, e poi i premi di consolazione. Per Lewis Hamilton, la prima stagione in Ferrari al volante è stato decisamente al di sotto delle aspettative: mai sul podio, per la prima volta in 19 anni, sesto posto finale in classifica piloti. Poi però c’è l’aspetto economico. E in questo senso, il 41enne di Stevenage ha sfondato ogni record. Uno su tutti? Sir Lewis è diventato il primo di sempre a guadagnare oltre 100 milioni di dollari tra salario e sponsorizzazioni (a parità di potere d’acquisto, Michael Schumacher nei primi anni Duemila era arrivato a una cifra analoga ai 900mila odierni). Come racconta Sportico, Hamilton è l’undicesimo atleta più pagato del 2025 e il primo fra i quattro piloti automobilistici presenti nella top-100 (gli altri sono Oscar Piastri, distaccatissimo, Lando Norris e al 15esimo posto Max Verstappen). In termini di profitti totali, in quasi due decenni di carriera Hamilton ha messo insieme un patrimonio stimato da 880 milioni di dollari. Un quasi-miliardario a bordo della rossa.

Da dove arriva l’exploit del campione britannico? In parte dai mercati stessi: soltanto l’annuncio in pompa magna del suo passaggio alla Ferrari, diffuso con largo anticipo già nel 2024, aveva fatto schizzare il valore in borsa della casa di Maranello del 13%. E di conseguenza anche le risorse a disposizione della sua nuova star di scuderia: soltanto lo stipendio base di Hamilton si aggira sui 70 milioni di dollari annui, bonus esclusi (tra l’altro ben poco chiamati in causa, poiché associati alle performance in gara). La sua aura fuori dal circuito è però ancora più straripante, e gli ha assicurato altri 30 milioni di introiti tra commercializzazioni e pubblicità correlate. Se ancora non si è rivelato tale in chiave di risultati, il binomio Hamilton-Ferrari resta una superpotenza del marketing, capace di innescare un circolo virtuoso di nuovi investitori e brand interessati a sponsorizzare la nuova avventura della sua straordinaria carriera.

Negli ultimi tempi Lewis è diventato anche un’icona dell’alta moda, un idolo dei social – i suoi 42 miloni di follower su Instagram doppiano qualunque altro pilota di Formula 1 – e una celebrità molto glamour, ancora di più dopo le voci sempre più insistenti di una sua relazione sentimentale con Kim Kardashian (e se ti fai vedere insieme in una cornice come quella del Super Bowl, di certo non vai in cerca di discrezione). Tutto, attorno a Hamilton, è un moltiplicatore di visibilità e lusso. Tra i grandi marchi di cui è testimonial si annoverano Perplexity, Dior, EA, Rimowa, CFI, Fanatics/Topps. Dall’industria high tech alla finanza. Si è poi prestato al cinema – come co-produttore di F1: The Movie –, ha lanciato una sua start-up nel settore alimentare, ha investito nei Denver Broncos in NFL. Insomma, un’autentica azienda globale. Manca soltanto il fiore all’occhiello: un trionfo alla guida della Ferrari, per riconfermarsi il più grande di tutti. Da più ricco del Gran Premio.

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