La Nuova Caledonia può ancora per qualificarsi ai Mondiali: per conquistare quello che sarebbe il suo primo, storico pass per la fase finale, la Nazionale oceanica dovrebbe battere la Giamaica e poi la Repubblica Democratica del Congo in uno dei due percorsi di playoff intercontinentali organizzati dalla FIFA. Le due partite si giocheranno in Messico durante questo break internazionale: di conseguenza, i giocatori della rappresentativa neocaledone si sono dovuti sobbarcare un viaggio davvero lunghissimo. E il discorso vale in ogni caso: quelli che vivono nella collettività francese d’oltremare, che si trova al largo della costa orientale dell’Australia, così come quelli che militano in squadre francesi si sono ritrovati a dover volare per 10mila chilometri. Da questo punto di vista, si può dire, le difficoltà sono state trasversali e quindi democratiche.
I componenti del roster della Nuova Caledonia lambiscono il professionismo: nella lista dei convocati per i playoff, giusto per capire qual è la situazione, c’è solo un calciatore che milita in un club di prima divisione – si tratta di Angelo Fulgini dell’Al-Taawoun (Saudi Premier League), che per altro è alla prima chiamata dopo aver ottenuto la cittadinanza e l’eleggibilità. Per il resto, i giocatori con la carriera più avviata militano nella quarta o nella quinta divisione francese, o al massimo nella seconda divisione israeliana. Di conseguenza, come viene raccontato nei reportage del Guardian e di ESPN, spesso i componenti della Nazionale sono costretti a chiedere dei permessi non retribuiti – dai loro lavori veri, quelli che svolgono parallelamente all’attività sportiva – per poter rispondere alla convocazione e giocare nelle partite ufficiali.
La situazione diventa ancora più complessa anche per chi gioca in Nuova Caledonia, e non è solo un discorso di distanze: il campionato locale è stato sospeso nel maggio 2024 ed è ripartito soltanto negli ultimi mesi. Anche per questo è nata l’esigenza di dover “seguire” la preparazione di calciatori che, di fatto, non giocano a calcio. E così la Federazione e il ct Johann Sidaner – ex tecnico delle giovanili del Nantes – hanno implementato l’utilizzo di un’app per la gestione della rosa a distanza: «Si chiama Suivi Sport», ha raccontato Sidaner, «ed è stata fondamentale: ci ha permesso di stare a contatto con i nostri ragazzi durante tutto l’anno, loro registrano i loro allenamenti, inseriscono dati sul loro stile di vita e il loro benessere e in questo modo possiamo selezionare i migliori».
Per prepararsi alle partite di playoff, dopo la sconfitta nella finale delle qualificazioni oceaniche contro la Nuova Zelanda (0-3), i giocatori della Nuova Caledonia sono riuscito a riunirsi per un solo test match: 2-0 in trasferta contro la Nazionale di Gibilterra. Per la squadra oceanica, la gara giocata a ottobre è stata la prima in assoluto su suolo europeo. Ora, come detto, sono in Messico per diventare la terza rappresentativa nella storia dell’OFC – dopo Australia e Nuova Zelanda – a qualificarsi per la fase finale dei Mondiali. Prima di questa trasferta lunghissima, i giocatori sono riusciti solo a incontrarsi per un breve ritiro in Francia, a gennaio. Non sono riusciti a organizzare un’amichevole,