Per adesso si tratta soltanto delle prove generali, perché il prossimo Madrid Open – in programma dal 20 aprile al 3 maggio – si terrà ancora alla Caja Mágica. Ma il Bernabéu intanto si mette sull’attenti. E per la prima volta, sarà la casa – il palazzo? Il castello? – degli allenamenti per i tennisti iscritti al torneo. In altre parole, da Carlos Alcaraz a Jannik Sinner, le stelle del ranking ATP e WTA potranno giocare nello storico stadio del Real Madrid. Anche se definirlo soltanto così è ormai riduttivo.
Con notevoli e camaleontiche capacità, il Bernabéu transiterà infatti dal calcio al tennis e ritorno nel giro di una settimana: la finestra prevista per ospitare gli atleti del Madrid Open sarà infatti dal 23 al 30 aprile – quando il Real non dovrebbe avere impegni casalinghi, visto che scenderà in campo il 22 contro l’Alaves in Liga e poi giocherà fuori casa fino a maggio inoltrato. Un’impresa logistica per gli addetti ai lavori, destinata però a diventare sempre più ordinaria amministrazione: il presente e il futuro del nuovo Bernabéu sono a trazione multisport, fino a sconfinare nella grande concertistica e negli eventi in generale. E naturalmente, l’accordo stretto con gli organizzatori del Madrid Open sarà un affare tutto economico: nello stadio non si svolgerà alcuna partita del torneo, ma ammirare le più grandi star del tennis in un palcoscenico da 80mila spettatori – ovviamente a prezzi congrui per l’occasione – non capita affatto tutti i giorni. Eppure qui succederà per una settimana intera.
Che il Bernabéu sia all’altezza della situazione, pochi dubbi. Lo scorso novembre si era trasformato completamente per ospitare il match di NFL tra Miami Dolphins e Washington Commanders: un successo mediatico, economico e di pubblico, con l’arena simbolo del calcio europeo perfettamente adatta allo scopo anche per il football americano. Rispetto ad allora, il passaggio al tennis sarà tecnicamente più agile – anche per un fatto dimensionale, per quanto parte del terreno di gioco sarà coperto da un campo in terra rossa – ma non meno redditizio. E tutto è stato pianificato nei minimi dettagli: i tennisti stessi pernotteranno nelle vicinanze del Bernabéu, proprio per minimizzare gli spostamenti in vista degli allenamenti. Per raggiungere la Caja Mágica ci vuole invece mezz’ora di auto.
Insomma, un affare per tutti? Verrebbe da dire di sì, se non fosse per l’incognita Real Madrid sul piano sportivo. Tecnicamente, come accennato, non ci dovrebbe essere alcuna sovrapposizione in calendario. Eppure il tour de force di trasferte, durante l’utilizzo del Bernabéu per ospitare la NFL, era coinciso con un preoccupante calo di rendimento per Bellingham e compagni: l’inizio della fine della breve esperienza in panchina di Xabi Alonso. Molti addetti ai lavori avevano indicato proprio nelle troppe gare di fila lontano dalle mura amiche – ben sei – uno dei motivi della perdita di smalto sul campo. Attenzione allora agli impegni in agenda a fine aprile: Betis, Espanyol e Barcellona on the road, con l’esito della Liga potenzialmente ancora in gioco; e soprattutto, in caso di passaggio del turno contro il Bayern Monaco, le semifinali di Champions League. In quel caso il Real le disputerebbe da testa di serie, dunque giocherebbe a prescindere la gara d’andata – il 28 o il 29 aprile – in trasferta. E il ritorno in casa l’8 o il 9 maggio. Ma è chiaro che in quei giorni c’è in ballo il bilancio di un’intera stagione. Per il Bernabéu, stare per un po’ senza i blancos non sarà un problema. Per i blancos, non è affatto detto che sia così.