Landon Donovan ha investito in un piccolo club inglese, il Lincoln City, che è tornato in Championship 65 anni dopo l’ultima volta

L'ex attaccante americano lavora come consulente e ha avuto un ruolo importante in un risultato atteso per moltissimi anni,
di Redazione Undici 07 Aprile 2026 alle 03:01

Il Lincoln City ha conquistato la promozione diretta in Championship, e si tratta di una notizia importante. Per diversi motivi. Il primo, molto banale, è che il club non riusciva a raggiungere la seconda divisione del calcio inglese da 65 anni, ovvero dalla stagione 1960/61. E poi perché uno degli artefici di questo successo è un nome importante del calcio mondiale, uno dei giocatori statunitensi più importanti e amati di ogni tempo: Landon Donovan. Che lavora al Lincoln City dal 2021 come consulente strategico, ma che in realtà è anche uno degli investitori che ha creduto in questo progetto.

Ma andiamo con ordine, e partiamo dai risultati sul campo: una striscia di 23 partite senza sconfitte, di cui 18 vinte, ha permesso al Lincoln City di staccare tutte le avversarie (in questo momento la squadra biancorossa ha 90 punti, 12 in più del Cardiff City secondo e 19 in più del Bradford City terzo) e di prendersi la promozione diretta quando mancano ancora cinque giornate alla fine della regular season. Si tratta di una vera e propria impresa, soprattutto se consideriamo che il budget stanziato dalla proprietà è tutt’altro che elevato: secondo The Athletic, è addirittura il settimo più basso di tutto il campionato di League One.

Ma allora com’è possibile? Come e da dove è venuto fuori questo campionato da dominatori? È qui che entra in scena Donovan, che si può considerare come l’uomo d’azione di un consorzio di imprenditori capitanato da Ron Fowler (ex comproprietario dei San Diego Padres, franchigia MLB) e composto anche da Jack Harvey (ex pilota di Indycar) e Clive Nates (gestore di un hedge fund sudafricano). L’ex attaccante della Nazionale americana si reca a Lincoln soltanto un paio di volte l’anno, ma collabora in modo stretto con il direttore sportivo Jez George. E ha una visione chiara del club, di come rappresenti un’estensione della sua comunità di riferimento, anche a livello di identità e di valori di riferimento: «Lincoln è un’incantevole cittadina universitaira piena di giovani. Noi lavoriamo in modo che questa gente possa plasmare la squadra, e viceversa. Ed è davvero sorprendente il modo in cui è avvenuta questa cosa».

Dal punto di vista pratico, il modello del Lincoln City si basa sull’utilizzo dei dati avanzati in sede di mercato, sull’analisi video e anche sulla ricerca di giocatori stranieri (in questo momento la rosa conta 12 giocatori non inglesi, tra cui anche un ucraino e uno svedese). Anche l’allenatore, Michael Skubala, ha un curriculum non convenzionale: è al suo primo incarico da manager in prima, ma è stato consulente strategico dell’UEFA, ha lavorato nello staff della Nazionale inglese e ha anche guidato la rappresentativa di futsal. Donovan descrive la sua squadra e il suo ruolo facendo paragoni impegnativi: «Le società di successo, oggi, lavorano in questo modo: si dotano di sistemi e infrastrutture adeguati, in modo che, se un giocatore o un allenatore se ne va, si possa continuare ad avere successo. Se penso che il Manchester United continua a risentire dell’addio di Ferguson, avvenuto nel 2013, mentre il Brentford continua ad avere successo, è inevitabile che voglia seguire l’esempio del Brentford».

Nel prossimo campionato di Championship, al Lincoln City dovranno vedersela con squadre come Birmingham City, Stoke City e Watford, e anche con le retrocesse dalla Premier League. È difficile pensare che un club così piccolo possa realmente competere contro certi avversari, ma in realtà è da anni che a Lincoln riescono a ribaltare i pronostici. Esattamente dieci anni fa, infatti, gli Imps – storico nickname del club – divennero la prima squadra non professionistica a raggiungere i quarti di finale di FA Cup. Il denaro incassato grazie a quella cavalcata fu reinvestito in un centro sportivo all’avanguardia, costato più di un milione e mezzo di euro, poi sono arrivate due promozioni e la vittoria del Football League Trophy. Infine, è arrivato Landon Donovan. Che dopo la fine della sua carriera in campo si era messo a fare l’allenatore, ma le cose non è che siano andate benissimo. Da investitore e da dirigente, adesso si può dire, i risultati sono decisamente migliori.

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