Dei tifosi del Real Madrid hanno aperto un sito in cui si contano i giorni, i minuti e i secondi che mancano alla fine del contratto di Kylian Mbappé

E no, non è una bufala né un cortocircuito dell'intelligenza artificiale.
di Redazione Undici 09 Aprile 2026 alle 11:53

Si può sommergere di fischi un giocatore che in questa stagione detiene una media realizzativa superiore al gol a partita? Claro que sí, se quel giocatore è Kylian Mbappé con la maglia del Real Madrid. Anzi, si può osare molto di più: per esempio inventarsi un’apposita pagina web – nessuna bufala, ecco il link – in cui poter monitorare il conto alla rovescia che separa il presente dalla scadenza del contratto del fuoriclasse francese il 30 giugno 2029 (cioè fra tre anni, due mesi e 21 giorni nel momento in cui scriviamo). Il sito è stato lanciato da alcuni tifosi del Real appassionati di statistiche, e al di là dello strumento cronometrico offre un altro dato utile a contestualizzare la frustrazione collettiva: il conto economico sulle spalle del club, che si aggiorna di 2-3 euro ogni secondo. E finora ha raggiunto i 127 milioni.

Sono cifre enormi, l’unico fattore razionale per spiegare una contestazione altrimenti surreale. Perché Mbappé – 83 gol in 93 partite da quando è arrivato in Spagna – in termini numerici sta performando come il miglior CR7, si appresta a vincere il trofeo Pichichi per la seconda volta su altrettanti tentativi e guida l’attacco del Real ancora in corsa per raddrizzare la stagione. Insomma, sembra il terminale offensivo che tutti si aspettavano che fosse. Eppure c’è anche il rovescio della medaglia. Cioè una squadra viziata da riserve di talento straripante, delicato da maneggiare e ancora più difficile da sistemare in campo. E Kylian, a lungo rincorso dal Real – forse troppo? – fino al suo arrivo a Madrid nell’estate 2024, ha avuto la sfortuna di inserirsi nel gruppo alla fine del ciclo vincente di Ancelotti e all’inizio di una complessa ricostruzione tecnica. Nei momenti più bui di questi mesi, tra cambi di allenatore e fischi del sempre esigentissimo Bernabéu, l’esperienza gestionale di Carletto all’interno dello spogliatoio sarebbe servita come il pane. Invece Xabi Alonso prima e Alvaro Arbeloa poi hanno fatto fatica a dimostrarsi all’altezza della situazione.

Mbappé ha le sue colpe? In termini di rendimento personale, è davvero difficile da affermare. In Liga segna a grappoli, in Champions è stato l’uomo in più del Real anche per tenere in piedi le speranze nella tostissima andata dei quarti contro il Bayern. Al netto di qualche infortunio, pesa semmai l’assenza di leadership, il farsi le spalle larghe per essere un punto di riferimento esterno: il 27enne ex PSG non ha e non avrà mai il carisma di Sergio Ramos o dello stesso CR7. Questo, in una piazza come Madrid, pesa parecchio nel rapporto con i tifosi, perché l’uomo-squadra non può parlare soltanto attraverso i gol. E potrebbe non aiutare nemmeno a chiarire le gerarchie fra compagni – in un gruppo che per definizione è costellato di primedonne.

Dunque la spietata analisi dei sostenitori insofferenti ha una cinica ragion d’essere: da quando Mbappé è un giocatore del Real, il Real non ha vinto nulla – se non due trofei telefonati come Supercoppa europea e Coppa intercontinentale – e rischia di terminare anche questa stagione con un bottino magrissimo. La Champions è in salita, il Barça in campionato è in fuga a +7. Questo club – e questa squadra – è capace di ogni impresa, dunque prudenza. Ma è anche schiavo di un costante obbligo di vittoria. Soprattutto se la spesa per il suo pezzo da novanta, tra l’altro firmato a parametro zero, va oltre ogni immaginazione: 15 milioni di euro a stagione più 150 milioni di bonus spalmabili nel quinquennio, con diritti di immagine quasi intaccati (non a caso a Madrid l’hanno definito “il trasferimento gratuito più costoso della storia”). Secondo gli scettici, un simile patrimonio poteva quindi essere investito in modo molto più redditizio sia in termini economici sia sportivi. E a Mbappé non resta che continuare a trascinare il Real per provare a smentirli. Certo è che un campione generazionale del suo calibro ridotto a palla al piede fa un certo effetto. E sa quasi di eresia calcistica: “Trattenete il fiato per il countdown definitivo”, si legge su mbappe2029.com. Ad avercene, nostra povera Serie A, di questi problemi.

>

Leggi anche

Calcio
Julián Álvarez sa fare tutto, lo sa fare benissimo ed è l’anima dell’Atlético Madrid
Corsa, altruismo, visione di gioco, istinto da attaccante moderno. Il capolavoro su punizione al Camp Nou è solo una parte, per quanto accecante, del portfolio dell’attaccante argentino.
di Redazione Undici
Calcio
Un bel po’ di squadre spagnole di seconda divisione stanno investendo tantissimo sugli stadi e sulle infrastrutture
Il Real Saragozza, per esempio, sta ricostruendo completamente La Romareda. Ma anche società più piccole hanno avviato dei progetti davvero interessanti.
di Redazione Undici
Calcio
Grazie alle aree VIP del Parco dei Principi, il PSG guadagna 6.7 milioni di euro a partita
Non sarà lo stadio più grande d'Europa, ma i 5mila posti riservati ai pacchetti deluxe garantiscono ai parigini introiti da record.
di Redazione Undici
Calcio
Le squadre di Serie A continuano a dare pochissimo spazio ai giovani, soprattutto agli Under 21
Gli ultimi dati dell'osservatorio CIES confermano una tendenza storica e non proprio virtuosa, da parte dei club italiani.
di Redazione Undici