Il Croke Park di Dublino, il tempio degli sport gaelici, si sta aprendo al calcio e vuole ospitare la finale di Champions League

E ha tutto ciò che serve per riuscirci, a cominciare dalla capienza: 82mila posti a sedere.
di Redazione Undici 10 Aprile 2026 alle 16:49

A Dublino c’è uno stadio da 82mila posti di cui difficilmente si sente parlare in giro, anche perché ha ospitato pochissime partite di calcio, di rugby e di altri sport mainstream: si chiama Croke Park, si trova a poche centinaia di metri dal porto ed è un vero proprio tempio della GAA (acronimo di Gaelic Athletic Association). Per chi non lo sapesse, in Irlanda la situazione è molto diversa rispetto a tutti gli altri Paesi d’Europa: l’hurling, il calcio gaelico, la pallamano gaelica e il rounders sono discipline molto amate e molto seguite, in proporzione molto più del calcio e del rugby. Ed è per questo che Croke Park, di fatto, à sempre stato considerato come un impianto “intoccabile”, quasi sacro, per tutti gli sport che non fossero legati alla cultura gaelica. E invece adesso le cose stanno cambiando, anzi sono già cambiate. Al punto che la dirigenza dello stadio sta pensando di candidarlo per ospitare la finale di Champions League.

Si tratta di una notizia molto importante. Fino al 2005, infatti, la chiusura della GAA era stata totale, assoluta: la “Rule 42” del suo statuto, di fatto, impediva preventivamente l’utilizzo degli impianti gaelici per qualsiasi manifestazione di altri sport – soprattutto quelli tipici della cultura inglese. Una delle pochissime eccezioni fu fatta nel 1972, quando venne organizzato nell’impianto un match di pugilato tra Muhammad Ali e Al Lewis. Negli ultimi vent’anni, dopo l’allentamento della regola, le cose sono andate in maniera leggermente diversa: la Nazionale irlandese di calcio e quella di rugby sono state entrambe “ospiti” di Croke Park mentre veniva ristrutturato l’altro grande impianto di Dublino, ovvero quello che oggi si chiama Aviva Stadium. Poi nel 2023 è stata la volta del Leinster Rugby, che ha giocato alcune partite a Croke Park su invito diretto della struttura, intenzionata ad aumentare i ricavi. E ancora: un anno fa lo stadio è stato scelto per ospitare una gara di Regular Season di NFL, quella tra Pittsburgh Steelers e Minnesota Vikings.  Infine, ma solo in ordine di tempo, è già stata annunciata la prima partita di calcio tra club, un’amichevole tra Manchester United e Leeds United, per metà agosto prossimo.

Proprio quest’ultima operazione deve essere considerata come un punto di partenza per un cambio di strategia completo, da parte di chi gestisce Croke Park. Lo ha spiegato Peter McKenna, direttore generale dell’impianto, a The Athletic: «Abbiamo uno stadio di 82mila posti, organizzeremo una grande amichevole tra qualche settimana, la città di Dublino garantisce un’atmosfera fantastica: perché non potremmo pensare di ospitare la finale di Champions?». Oltre a queste – condivisibili – dichiarazioni, McKenna ha anche detto di essere certo di ottenere il pieno sostegno delle istituzioni locali, sia quelle politiche che quelle sportive, per l’organizzazione dell’evento.

In realtà ci sarebbero un po’ di questioni da risolvere: intanto la UEFA dovrebbe ottenere la licenza per l’impianto, poi una delle gradinate necessiterebbe dell’installazione di posti a sedere – cosa già avvenuta in occasione della partita di NFL. Inoltre, cosa piuttosto importante, la finale di Champions League di solito si gioca a fine maggio, ovvero in un periodo in cui si svolgono i campionati di calcio gaelico e hurling. In ogni caso, però, l’ipotesi non è così assurda. Anzi, Croke Park sembra avere tutti i requisiti per risolvere uno dei più grandi problemi dell’UEFA: la scarsità di grandi stadi che hanno tutto ciò che serve per organizzare la finale di Champions League. Non è una cosa da poco, anzi.

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